Frank lo rividi a Bad Pyrmont e lo convinsi a venire. Decisero così di scendere in Italia. Gabi fu felicissima di portare a termine proprio a Gozzano la sua prima maratona fra mille dubbi ed incertezze del giorno precedente. Così nacque una certa amicizia e mi invitarono a questo speciale evento del 4 ottobre 2014. Gran giorno per loro. Entrambi festeggiavano il loro 50° compleanno ed inoltre Frank la sua centesima maratona.
“OHNE GEDÖNS! SENZA FRONZOLI! Questa è la generazione della corsa semplice!”. Così recita il piccolo pieghevole che mi diedero mesi addietro. Infatti questo è il riuscitissimo format della Maratona.Veramente una festa nel giardino di casa. Frank e Gabi abitano a Horneburg, un delizioso paesino di circa 5000 persone 60 km a NordOvest di Amburgo. Per arrivarci bisogna costeggiare un tratto della foce dell’Elba e poi un caratteristico canale con barconi, fattorie in mattoni coi tetti di paglia e mulini a vento. Ricorda un pò l’Olanda anche se le case sono più imponenti e dalla facciata austera che rimandano alle atmosfere anseatiche dei Buddenbrook. Il paese è silenzioso e appare disabitato. L’unica quietissima pensione si chiama Giannina, ma Giannina non c’è. Apre e chiude le porte dal cellulare. E’ tutto chiuso tranne un bar ad incrocio che si chiama Belmondo. Anche alcuni altri negozi hanno insegne italiane. Frank ha una fiammante Fiat Panda e mi viene incontro con la tuta della Maratona di Firenze. Sembra di stare a casa. Frank e Gabi abitano in una bella villa, e dietro c’è una stradina che va in un campagna e da lì parte la maratona.
La campagna tedesca qui è tutta un albero di mele, e le mele son mature al punto giusto. Il vento porta il loro profumo e sembra sussurrare: “Coglietele”. Piccoli trattori con stretti lunghissimi vagoni al traino passano portando avanti e indietro grosse casse i legno piene di mele. Vanno e vengono nella pianura lasciandosi dietro il gusto della polpa e i colori della stagione. Sembra un plastico della Lego.
D’un tratto si alza la foschia e la luce nel mattino è abbagliante. Si parte alle 9:00. Una trentina i partecipanti, il numero è volutamente chiuso. Noto che una decina sono gli stessi del giorno prima, anche qui il gene del Supermaratoneta imperversa. C’è solo la maratona ed è un evento privato ad invito. Quota di iscrizione: 0,00 Euro. Ma ci sono parecchie donazioni volontarie ed è difficile infilare qualcosa nel bel salvadanaio a forma di porcellino rosso posto sul tavolino della partenza.
Frank attacca un bel discorso appassionato di ringraziamento a tutti i partecipanti. Dice che dopo ci sanno parecchie torte e birre da assaggiare. Spiega il percorso che è circolare pianeggiante di 4,2 km, attraverso cui passare 10 volte. Una strada asfaltata aperta al raro traffico dei trattori del sabato mattino. Dice che il tempo limite è sei ore e che poi non garantisce torte per tutti. I tempi e i passaggi sono presi a mano e alla fine sempre a mano verrà fatto un certificato detto “Urkunde”. Ricorda che l’organizzazione è molto semplice ed ognuno partecipa a proprio rischio e responsabilità. Non ci sono prima, durante e dopo la corsa assicurazione, cure mediche o cure d’emergenza e che i partecipanti devono rispettare il codice della strada e non ostacolare gli altri utenti della strada e i tanti agricoltori intenti al raccolto delle mele.
Poi interviene Hans Ioachim, l’ex Presidente del 100MC tedesca, che lo ringrazia a nome del Club per questa lodevole iniziativa e fa gli AUGURI di buon compleanno a nome di tutti.
E così si è corso lassù in questo modo semplice, senza fronzoli, dietro casa con un po’ di amici…
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)


