Corre l’obbligo rendere merito agli “Amatori Putignano”. Supportati da esigui mezzi, soltanto animati da volontà, abnegazione, riescono a dar vita a ben tre manifestazioni. La 6 ore di San Giuseppe, a marzo, prima nel campo, non me ne vogliano gli altri amici organizzatori, nell’incomparabile centro storico; la StRanamarathon, appena conclusa, e il “ Run @ go Festival di ottobre.
Anime del Gruppo, Vito Intini, Gianni Derobertis. Atleti “ fuori di testa”, naviganti dalla sei ore del Borgo Incoronata alla Ecomaratona di Metaponto, dalla maratona ed ultra del Gargano alla nostra di S. Pietro Piturno, in meno di un mese. Non da tutti curare l’organizzazione e partecipare da primi attori. Bravi, complimenti!
Torniamo ai sentimenti, ripercorrendo alcuni episodi, che mi hanno fatto riflettere, pensare, pur durante “l’infuocata“ gara. Per sopportare il caldo, a tratti ben superiore a 30 gradi, per non desistere ed imboccare “la via degli spogliatoi”, volgevo la mente al significato ciceroniano di Humanitas, educazione, aspirazione ad elevarsi intellettualmente, moralmente, civilmente, a migliorarsi, passare dai sensi ai sentimenti, dalla materia allo spirito. Stazio, poeta latino, nel Purgatorio, in ginocchio di fronte a Virgilio umanamente dichiarava: “Facesti come quei che va di notte – che porta il lume retro e a sé non giova, – ma dopo se fa le persone dotte”. Versi dall’eccezionale senso di educazione morale, quindi umanità.
Già, educazione, comportamento, modo di porsi, a volte, oggi, desueto nella quotidianità. Ben manifesto in Nunzia Patruno, che, superandomi leggera, mi dava coraggio con esile esortazione: “Dai, forza, vai così, coraggio!”. Ce ne voleva, per me, di coraggio! Ancora, la voce tuonante, possente, solare di Mariella Dileo, come fanfara dei bersaglieri: “Dai, forza Lecceeeeee, vai…vai…”. Terzo km, due leggiadre fanciulle, quali Nereidi che dalle profondità marine si spingevano sulla superficie solo per aiutare i marinai che avevano perso la rotta, a porgere acqua ad ogni passaggio.
Alle prime ombre, scomparse come per incanto, ancora quasi due giri da fare, immaginavo la solitudine del buio incombente. Invece, alle fanciulle, subentrati uomini in scooter e bici, con acqua, coca, ad accompagnarci solerti. Che dire della macchina dei vigili con lampeggianti intermittenti, fari abbaglianti alla sommità dell’ascesa verso il quarto km. Particolari, apparentemente banali, ma dimostranti consapevolezza, supporto, bontà, tensione degli organizzatori al buon esito della gara, sino all’ultimo atleta. Humanitas! Angela Gargano, Michele Spagnuolo, Nicola Ciuffreda, al traguardo, per mano in 5.59.34, ricordanti le “colazioni sull’erba” di Edouard Manet.
Flashback di rara efficacia per: valori, sacrificio, volontà, dedizione, spirito di amicizia: Russo Felice e Raffaele Perrone. Raffaele, mezza maratona in 3.07.38, Felice, maratona 6.19.10. Quasi buio, penultimo giro per Russo, incitato da Raffaele al passaggio. Oltre le ore 23, salendo in macchina per il ritorno, odo grida di incoraggiamento, due ombre in lontananza avanzare, simili a Dioscuri, erano: Felice, al termine dei 42, quasi, materialmente, spinto da Raffaele sino al traguardo. Il tutto, ancora, tra luminarie in festa, persone in paziente, serena attesa per fine della manifestazione.
Non solo agonismo, anche altro alla StRanamaratona di S. Pietro Piturno!
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)


