Qualche metro
davanti a me, un nordic-walker che fa il mio stesso percorso e che raggiungo
dopo venti minuti di cammino. E’ in compagnia di un bel cagnone che mi
saluta saltandomi addosso e leccandomi la faccia. Meno male che sono
abituata ai cani, visto che dove lavoro hanno cani e gatti. Poi scopro che
non è di Stefano (così si chiama il mio compagno di camminata) ma che si è
aggregato spontaneamente al nostro gruppetto e ci ha seguito fino a metà
strada. All’altezza di Passo Campalto saluto Stefano e proseguo verso il
parco. Il paesaggio sulla laguna è sempre splendido, e spazia dal Ponte
della Libertà all’aeroporto passando per l’intera Venezia e le isole di
Murano, Burano e Torcello.
Supero il Parco di San Giuliano e prendo la nuova pista ciclabile che
porta al Forte Marghera. Mai fatta prima ma l’hanno appena aperta e non so
nemmeno dove porti… per fortuna incrocio un paio di amici che mi spiegano a
grandi linee la strada, talmente grandi linee che giro a vuoto per venti
minuti cercando il sottopasso che mi avrebbe fatto risparmiare un giro
enorme portandomi direttamente sulla ciclabile per Venezia. Finalmente, dopo
aver girato tra strade e rotonde insieme ad un ciclista alla ricerca della
stessa scorciatoia (solo che lui rinuncerà alla ricerca dopo cinque minuti,
ma vabbè, ha le ruote, gli cambia poco), trovo la strada giusta, attraverso
il sottopasso ferroviario e riprendo la ciclabile verso la città.
E intanto 11 km sono andati, me ne mancano altri 10 per arrivare a San
Marco.
Arrivo al Ponte della Libertà e lì mi si apre il cuore, come sempre
quando vedo la città oltre quei quattro chilometri di rettilineo. Ed
incontro un sacco di amici, anche loro impegnati nella loro corsa
domenicale. Ovviamente le foto di rito sono d’obbligo, sennò il divertimento
dov’è?
Passo il ponte e quando arrivo alla fine crollo dal caldo. Altri cinque
chilometri fino in piazza non li reggerei, sgomitando in mezzo ai turisti
che hanno ripreso ad affollare la città… ma altri quattro di ritorno sul
ponte sì, almeno fino alla prima fermata dell’autobus che poi mi riporterà a
casa.
Alla fine, una bella mezza, dopo mesi in cui mi sono trascinata per pochi
chilometri alla settimana, l’ho portata a casa.










