Certo non sono il podista della domenica che si accontenta della garetta di 10 chilometri, magari per portare a casa la bottiglia di vino o il chilo di pasta. Io vado a cercarmi le maratone e le supermaratone in Italia e all’estero quasi ogni domenica. E allora perché mi definisco “podista qualunque”? Perché faccio tutto questo con la massima semplicità e naturalezza, cercando in ogni corsa di dare spazio all’amicizia e alla condivisione senza preoccuparmi del risultato. E’ questo lo spirito che da sempre anima il mio essere podista e credo che dovrebbe essere anche quello di tutti coloro che la domenica riempiono le corse di ogni parte d’Italia e del mondo.
Per fare e spiegare questo non servono molte parole, anzi sono proprio i “silenzi” quelli che io definisco “meravigliosi” a riempire le lunghe ore della maratona. Ecco che le mie maratone non sono gare, ma forse nemmeno corse, si potrebbero definire simpaticamente “lunghe e sostenute passeggiate in compagnia” senza togliere nulla al valore delle maratone e similari fatte con agonismo.
Colgo l’occasione della mia partecipazione alla maratona di Brescia del 10 marzo per spiegare meglio i “meravigliosi silenzi del podista qualunque” e per farvi capire quanto la corsa e la maratona siano diventati importanti nella mia vita. Come sempre, da quando corro le maratone con questo spirito, cerco di farlo in “coppia”, ovvero mi scelgo qualcuno con cui condividere la maggior parte della corsa. Questa volta a Brescia, e ultimamente a Russi e Napoli, l’ho fatto insieme a Silvana Tosolini e insieme abbiamo concordato di mettere nero su bianco le nostre impressioni comuni, ed ecco questo scritto, che raccoglie le mie e le sue impressioni, anche se Silvana sarebbe stata molto più brava di me.
Un giudizio su Brescia e la sua maratona: un bel dieci con lode per tutto, la corsa e la città. Una organizzazione impeccabile in una città impeccabile! Che sorpresa vedere ogni incrocio presidiato da volontari! Che sorpresa vedere una città che la domenica precedente aveva inaugurato la nuova metropolitana! Una nuova grande opera pubblica in un paese economicamente in ginocchio come il nostro non può che far piacere, e se poi a farlo è una piccola città con risorse limitate, quando città più blasonate (vedi Firenze) si arrovellano da anni per decidere lavori che non partono mai, fa ancora più piacere.
E ora veniamo alla nostra corsa, anche se non ci sono particolari aspetti tecnici o fatti da raccontare. Quello che invece voglio raccontare è il senso delle due paroline, che a qualcuno potranno sembrare banali o retoriche, messe nel titolo di questo scritto: “i meravigliosi silenzi”. Vorrei dire che questi sono i “nostri meravigliosi silenzi”, quelli che avvolgono la nostra corsa, e a Brescia queste sensazioni si sono ripetute. Correndo fianco a fianco, con una intesa quasi perfetta che nasce prima di tutto dalla simpatia umana e poi dalla somiglianza di stile di corsa, in sostanza dal carattere umano e da quello sportivo. Quando c’è tutto questo, correndo fianco a fianco, i nostri piedi paiono come un corpo unico, si sente solo una sola battuta a terra, il respiro si sincronizza e ognuno corre anche per l’altro. Quando correndo si raggiungono queste sensazioni, i nostri pensieri diventano gioiosi e “veleggiano” dinanzi a noi, si affollano nella mente e subito ti lasciano, sono pensieri leggeri come non fossero nostri ma delle nostre ombre. Allora la fatica, se non sparisce, si allevia. Anch’essa, come i pensieri, la dividiamo con le nostre ombre che incuranti del freddo e del caldo ci conducono al traguardo, non importa se in quattro, cinque o sei ore. E’ bello arrivare al traguardo insieme concedendoci l’un l’altro la precedenza.
In questi giorni è deceduto un grande atleta, Pietro Mennea, un vero sportivo oltre che campione, uno che in venti secondi finiva la sua gara e che amava ripetere questa bella frase per rispondere a chi gli chiedeva una ragione per fare sport: “La fatica non è mai sprecata, soffri ma sogni”.


