I NUMERI E I KM NON PARLANO COME I NOSTRI RACCONTI

Per ora abbiamo davanti questo numero tragico di perdite e abbiamo innanzitutto il dovere di non consentire che ci si dimentichi. Ogni morte, lo sappiamo, è una vita unica e irripetibile che ci lascia. Per questo non possiamo credere che la morte possa essere contabilizzata. Tanto meno la perdita che ogni scomparsa ci infligge.

Chi ci lascia se ne va col suo personalissimo bagaglio di affetti, di esperienze, di passioni, di realizzazioni. Porta con sé, anche, la silenziosa zavorra, di cui nessuno è esente, di errori che magari non si è mai perdonato. Di lacerazioni. Di separazioni che bruciano, come se fossero avvenute il giorno prima. 

Brucianti sono anche tutte queste morti di una generazione che nelle valli se ne è andata in un soffio.  Un mondo che si dilegua per sempre. Nell’andarsene ci sottrae qualcosa di speciale. E’ la luce che brillava in uno sguardo. Il suono di una voce che mai più udiremo. Sono gli attimi condivisi. I gesti improvvisi. I pensieri felici. Quelli che ogni vita ha avuto e donato. La somma di tutto questo non può stare certo in un numero o una percentuale. E’ assenza. E’ nostalgia. E’ attesa di un ritorno che mai avverrà. Qualcosa di irrecuperabile e doloroso. Rende tutti più poveri. Come nessuna cifra potrà mai contabilizzare.

 

Però, quello che i numeri non possono dire, ce lo possono dare i ricordi. Ce lo possono rendere le parole e la narrazione. La piccola grande prova di noi che contiamo solo chilometri e maratone soppresse, oltre ai grandi numeri della donazioni tangibili nei 20.000 euro raggiunti. Mentre vi è la grande la prova di coraggio del raccontarsi e portare avanti i ricordi di questi giorni nei 130 articoli raccolti finora e pubblicati in notti insonni.

Ma davanti alla prova che la pandemia ci impone abbiamo un compito che stiamo troppo sottovalutando. Quello di conservare puntigliosamente memoria e gesti ed esperienze di chi ci sta lasciando. Lo dobbiamo fare insieme. Con cura e rigore. Dentro noi stessi per prima cosa, perché non si deve dimenticare per esorcizzare o per scacciare la paura, e poi dentro i Comuni e le parrocchie, i luoghi di lavoro o le associazioni che frequentiamo.

Le parole servono. Le parole curano. Le parole rinsaldano le associazioni di oggi e creano i nodi di vitali per quelle di domani.

Per questo dobbiamo continuare a dar vita al nostro Libro che ha un titolo “famola strana” volutamente leggero dato da Franco Scarpa ma che è un Archivio della Memoria 2020. Lo stiamo costruendo coralmente, lascerà il ricordo di chi non c’è più o chi c’era e credeva di dare un aiuto con un offerta o facendo qualche chilometro per sperare nella normalità. Questi piccoli o grandi ricordi stanno lasciando ciò che ci tiene vivi, costruendo una narrazione all’impegno, alla fatica e all’altruismo che è insito nella nostra associazione votata al tagliare traguardi dopo immane fatica, ma anche capace di fronteggiare infortuni e malattie con coraggio e caparbia ammirevoli.

Genti forti, gente delle lunghe. Il super non è regalato ai soci, ma ogni esistenza, perché abbia senso, continua negli altri. Va vissuta assieme agli altri. Altrimenti è una piuma che non ha peso. Vola via.

Per questo è un miracolo quello che sta succedendo, il raccontarsi e non disperdere l’infinito bagaglio di storie di solidarietà e di cura, di professionalità e di acutezza, di tenerezza e di generosità, che sono sbocciate, accanto a noi, in queste settimane.

Qui ad esempio la fase 2 servirà per rielaborare e fissare i momenti a cominciare dall’ Ospedale Giovanni XXIII a tutti gli ospedali e cliniche e residenza per anziani della provincia Bergamo. Sino all’ultimo studio medico e ambulatorio. Senza dimenticare la ricerca e il mondo della scuola, del lavoro, dei servizi, della solidarietà.

Noi come Club Super Marathon Italia lo stiamo facendo grazie anche a Paolo Saviello. Abbiamo creato un sito dedicato che trattenga tutto questo che ci sta passando davanti. Lo trovate a questo link http://11marathon.orta10in10.com/ . Qui ogni nostro socio può sentirsi partecipe di queste nostra iniziativa, grande o piccole che sia, può sentirsi parte e artefice della creazione di un Archivio della Memoria 2020 fatta di corse, testi, immagini, diari, interviste, lettere, filmati che trattengono per sempre tutto quanto sta accadendo e stiamo imparando da questa prova troppo dolorosa, e importante, perché la si lasci dileguare senza lasciare una duratura traccia come lacrime nella pioggia.

https://youtu.be/lB6a-iD6ZOY?t=11

 

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