Il percorso si snoda tutto su ciclabile e lambisce quattro luoghi – che segnano la valle reatina in forma di croce – dell’itinerario di san Francesco: i Santuari di Greccio, Fonte Colombo, Poggio Bustone e “La Foresta” nella Valle Santa di Rieti.
Il meteo ci regala ogni ricchezza del Cantico delle Creature: acqua, sole, vento, freddo, caldo, umidità. Nel contempo lunghi tratti in solitudine ma anche in amicizia con corridori, con gli assistenti alla sicurezza e con i volontari ai ristori. Mi piace esserne parte.
Così passano lietamente e beatamente i 42 km fino all’arrivo, con un tempo di quattro ore e quaranta minuti, molto meglio delle più rosee aspettative. Il traguardo è posto al mitico Stadio di Atletica, sede di prestigiose competizioni internazionali, e il ricevervi la medaglia di finisher impreziosisce ulteriormente il già soddisfatto appagamento.
C’è anche la felice occasione di incontrare il Presidente del Club SuperMarathon, Paolo Gino, e di ricevere dalle sue mani la maglia esclusiva datami come premio per aver corso, in aprile e maggio, tutte le “11 Maratone della Speranza”.
Durante il viaggio di ritorno tappa ad Assisi per una momento di preghiera sulla Tomba del Santo, ringraziando i miei genitori che hanno scelto il suo nome per me e che, già da piccolino, mi hanno aiutato a conoscerlo e prenderlo a modello di vita. La sua profonda spiritualità e l’intensa umanità costituiscono una ineguagliabile testimonianza di Verità, Pace, Bontà, Serenità e Bellezza. Un’avventura da vivere, in un perenne cammino (o di corsa), come invita lo stesso San Francesco ”cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.






