Il Chianti che ti schianta. 16 ottobre 2016, 140^ maratona/ultra

Viaggio da Latina, con partenza alle 13:30 di sabato, in compagnia del campione Domenico RINALDI, impeccabile alla guida della sua automobile. Uscita a Sinalunga, visita alla sorella Maddalena e al marito Arturo, poi visita al fratello Tommaso, alla figliola e alla GRANDE MAMMA Rinaldi che a gennaio del prossimo anno compie 96 anni. Abitano tutti a Bettolle di Sinalunga. Subito dopo, di nuovo in macchina ed eccoci a Castelnuovo Berardenga.

002Le prime persone che incontriamo sono gli amici Renato BORDIN e la sua signora, Stefano MANTOVA e la loro bambina. Ci salutiamo e ci diamo appuntamento per il pasta party presso la palestra. Poi andiamo al Centro Maratona, ritiriamo il pettorale e il pacco gara, salutiamo qualche amico che incontriamo e poi andiamo al pasta party. Siamo in tanti, ci mettiamo in fila, scambiamo qualche parola con quelli che ci stanno vicino, arriva il nostro turno, prendiamo il cibo, ci sediamo a tavola con gli amici di Sermoneta citati prima ed ecco con noi anche Gilberto MONTECHIARELLO e la sua compagna. Gli altri amici della Società Borgate Riunite di Sermoneta arriveranno nella mattinata di domani.

Il cibo è buono, beviamo qualche bicchiere di vino rosso del chianti, ci raccontiamo qualcosa e dopo cena, io e Domenico salutiamo gli amici e andiamo a Siena a dormire presso l’Hotel Due Ponti. Il tempo trascorre senza alcuna sosta ed ecco arriva la domenica mattina della gara. Siamo di nuovo in automobile, c’è nebbia, Domenico guida tranquillo e dopo un po’ di turismo in automobile sulle colline del chianti, eccoci al Castello di Brolio in cima ad una collina e senza nebbia.

003La Gara. Per i festeggiamenti del decennale di questa stupenda manifestazione di sport e cultura, la partenza avviene dal maestoso Castello di Brolio. Sono le 9:00 del mattino e circa 600 maratoneti, senza aver trovato sulla loro strada la benchè minima difesa, hanno conquistato il castello e sono pronti ad involarsi lungo un percorso incantevole per le colline del chianti e vivere una meravigliosa esperienza. Come sempre, si vive un’aria di festa ed è anche l’occasione per incontrare tanti amici ed amiche di altri luoghi d’Italia e conoscere tante persone. E’ bellissimo tutto questo. Io e il campione Domenico RINALDI giunti a Castelnuovo Berardenga il sabato pomeriggio e alloggiati a Siena per la notte ci cambiamo per la gara e lentamente ci immergiamo in questa marea umana felice. Ecco l’incontro col “serenissimo, con un sorriso e una foto per tutti” Presidente del Club Super Marathon Italia Paolo GINO. Presento a Paolo Domenico (socio del CSMI da circa sei mesi con 52 maratone e ultra) ed ecco la foto di ufficializzazione al Club.

004Sono le 9:15, Domenico ci saluta e va a riscaldarsi perché ha l’obiettivo di correre una prova di livello. Io resto in compagnia di Paolo e salutiamo ogni amico o amica che incontriamo e il momento è fermato dalla foto di rito. Noi siamo ad un piano superiore e il gruppo pronto alla partenza è sul piano di sotto con le mura a proteggerlo.

Paolo continua a fotografare, nel frastuono della festa e dello speaker chiamo ad alta voce Domenico posizionato nelle primissime posizioni. Domenico alza lo sguardo in alto verso di noi e anche questo momento è fermato dallo scatto fotografico. Manca solo qualche minuto al via, saluto Paolo e vado ad inserirmi dietro al gruppo, posizionandomi vicino a tre bellissime ragazze della Lettonia. Solo uno sguardo ed un sorriso. E lo sguardo spazia e gode della bellezza di tutti i colori che indossiamo e delle tante donne di ogni età che abbelliscono ancora di più questo momento. La bellezza della vita. Tutto questo libera la mente ed ecco la felicità.

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Il tempo vola via veloce e alle 9:30 è data la partenza. Il gruppo si muove lento in avanti e si inizia subito in discesa su uno sterrato con ghiaia. Avanzo lento e quasi solo con la forza di gravità, perché le condizioni fisiche non sono al top: l’anca della gamba destra emette sempre lievissimi segnali per l’artrosi, la gamba sinistra si prende il compito di forzare oltremisura per la non completa rotazione della destra. Su un percorso che nelle cinque edizioni alle quali ho già partecipato ho sempre chiamato “IL CHIANTI CHE TI SCHIANTA”, qualsiasi crono prefissato alla partenza col passare dei chilometri porterà il conto. Aggiunto a questo, il non aver fatto nessun allenamento specifico o allenamenti oltre 14 km, per il problemino della gamba destra che mi consente solo di lasciarmi andare avanti lento e che Iddio mi assista fino all’arrivo con l’obiettivo delle 6 ore. In discesa siamo tantissimi, ci sono molti stranieri tra cui bellissime giovani ragazze. Dimentico tutto, il piacere di essere qui prende il sopravvento e mi regala serenità. Avanzo lento ammirando tutta la bellezza nella quale sono immerso.

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La discesa termina, iniziano i saliscendi delle colline del chianti, alcuni tratti li percorro di passo, guardo il cronometro al polso, alla 1^ ora sono circa 8,700 i km percorsi, vado avanti e all’altezza del 15° km circa, nella strada asfaltata in lieve salita, affianco la bravissima e fortissima Rosa LETTIERI, ci salutiamo e continuo in avanti al ritmo impresso. Non resto in sua compagnia per lasciarla avanzare nella sua libertà e sapendo bene che Rosa corre quasi tutte le domeniche una maratona o ultra e oggi sta correndo la sua 252^ gara, mentre io corro solo 7/8 maratone durante l’anno. Forza Rosa.

006 Vado avanti e, alla 2^ ora sono al 17° km. Passo al 21° km dopo 2 ore 30’ minuti, tempo stimato, in quanto circa 7 minuti prima ero passato al cartello del 20° km. La media di percorrenza è stata di circa 7 minuti al km, perché nella prima frazione il nuovo percorso presenta alcuni chilometri su asfalto dove la gamba destra, sempre un po’ sbilenca, ha risposto abbastanza bene. Ma non mi faccio alcuna illusione di percorrere i restanti 21 km nello stesso tempo, perché il percorso da qui in avanti presenta maggiori difficoltà e i muscoli sicuramente subiranno traumi per le numerose salite e discese e l’appoggio squilibrato dei piedi sullo sterrato. Avanzo, fatico, trovo la forza di ammirare tutto quanto gli occhi vedono e arrivo al 25° km col cronometro che indica ancora lo stesso ritmo, in linea per un crono sulle 5 ore che stravolgerebbe l’obiettivo iniziale delle 6 ore!

Ma il bello deve ancora venire. Inizio a sentire la stanchezza, e solo la tenacia e l’esperienza acquisita in tanti anni mi aiutano a procedere con le pochissime energie rimaste. Per reintegrarmi, approfitto dei ristori dove bevo the caldo, acqua, sali minerali e mangiare anche qualche pezzettino di banana e alcuni chicchi d’uva passa. Questo è il segnale che da qui in poi la fatica da sopportare sarà sempre più dura. Sono sereno, avanzo ed eccomi dietro ad altri e in fila indiana nel durissimo tratto in salita del boschetto.

010 Nell’edizione del 2014 salivo come una capretta, adesso salgo, sempre di passo, come una tartaruga stanca e senza alcuna sensazione di spinta. Per la stanchezza, effettuo anche un paio di brevissime soste di alcuni secondi. Sento che è dura e che sarà durissimo andare avanti, ma sono qui e avanzo. Gli altri che mi precedono non stanno tanto meglio, e solo di tanto in tanto ci supera qualcuno che ha ancora energie e sale in spinta. Fatica oltre misura ed eccoci alla cima. Qualche passo ancora, ripresa della corsa per lasciarsi andare e scivolare in avanti, ed ecco nuova salita e ancora cammino lento.

“Nonno, mi raccomando, avanza tranquillo, non dimenticare l’acqua ai ristori, nelle discese vai piano e nelle salite riposati ma non mollare.”

E’ sempre più faticoso andare avanti. Sono duri anche i tratti in discesa, perché sono iniziati problemi di crampi per la fatica fatta nella salita del boschetto e per lo sbilanciamento delle gambe. Arrivo al ristoro del 28° km, mi rifocillo, sosto un po’ e riparto. Avanzo lentissimo anche in discesa, salgo camminando ed ecco il 30° km. Vado avanti, arrivo al punto di controllo dove, al nostro passaggio, l’addetto, oltre a pronunciare il nome e la società, ci incita dicendo: “Forza che mancano solo 11 km all’arrivo e sono gli 11 km più belli dello straordinario percorso”. Sono al 31° km col cronometro che segnala 3:59 e ho, per le 6 ore, ancora a disposizione 2 ore e 1 minuto, equivalenti a 121 minuti. Percorrendo di passo 11 km alla media di 10’ al km occorrono solo 110’ e il crono finale sarebbe di 5:49’.

008Ci siamo ma bisogna ancora faticare. Mi lascio andare nella lieve discesa, ecco la salita e avanti di passo, corricchio qualche tratto in discesa e a circa trecento metri dal Viale dei Cipressi inizio ad avanzare categoricamente sempre e solo di passo mimando la marcia ad un ritmo di 10’ al km o poco meno. Arrivo al Viale dei Cipressi, continuo di marcia, quelli che corrono avanzano lenti, mi affiancano due giovanissime ragazze che avanzano mimando la corsa, sento che procedendo così le energie sono buone anche se i muscoli delle gambe continuano ad esaurire le proprie scorte. Ecco il 35° km col cronometro che segna 4:35 e probabilità di concludere sulle 5:30’.

Vado avanti, termina il Viale ed ecco il ristoro. Sosta più lunga, riprendo il cammino nella successiva salitella, arrivo allo scollinamento, mi lascio andare in discesa in una corsetta lentissima, avanzo, ancora salitelle camminando, altra discesa lunga, e arrivo stanchissimo ai piedi dell’ultima e terribile salita con il cronometro che indica 5 ore e 3 minuti. Mancano 3 km e poco più al traguardo e a questo punto mi illudo di poter concludere in 5 ore e 30 minuti ma vediamo come va. Inizio la salita e mi accorgo che sono vuoto e diventa difficilissimo andare avanti. Sono stanchissimo, sento le gambe senza energie, i muscoli delle gambe bloccati, e ho una sensazione di spossatezza mai provata prima. Mi fermo, riprendo, passano avanti e vanno via maratoneti più tonici, riposo, riprendo, arrivo al cartello che indica gli ultimi 100 metri per il ristoro e mi fermo ancora a riposare con una lieve sensazione di nausea. Penso negativo, ma ecco Veronica che mi comunica:

“Nonno stai attento a non cadere e riprendi il cammino”.

016Sento forte questa voce, resto fermo ancora per alcuni secondi e poi riprendo a camminare lentissimamente. Arrivo al ristoro con la testa bassa per la stanchezza. Bevo the e coca cola e riprendo il cammino con la strada avanti per me diventata come la salita del Tourmalet e il cronometro va. Fa niente, bisogna portare a casa salva la vita. Scollino, cammino, mi lascio andare in discesa ed eccomi alla strada statale, l’attraverso, entro nello sterrato di fronte e via a zig-zagare tra gli alberi, ecco il cartello dell’ultimo chilometro, vado avanti, entro in paese dopo il tratto in discesa, ecco l’ultimo strappo breve di salita, arrivo in cima, continuo di passo seguendo il percorso transennato, i presenti mi incitano a riprendere la corsa, continuo di passo fino alla strada principale, semicurva a destra e in fondo compare il traguardo. Veronica che mi urla:

“Forza Nonno che ci siamo, adesso fai quello che tu sai fare bene”.

Dopo l’urlo di incitazione le energie ritornano. Riprendo la corsa, effettuo un poderoso allungo e sento gli incitamenti e gli applausi di Albino, Aldo e Renato. Arrivo al traguardo con il grande cronometro luminoso che segna 5 ore 40 minuti e qualche secondo. VOLA GENGIS VOLA. Benedetta Eco Maratona!!!

015Per questi 3 km e 200 metri finali ci sono voluti ben 36 minuti del mo cronometro!!! Il tempo reale è di 5:39’19”. Anche se stanchissimo sono felice come sempre. Ricevo la medaglia e i complimenti degli amici che mi fanno festa e vado a ritirare la sacca con gli indumenti per poi andare a fare la doccia. Ritiro la sacca, mi incammino, ma dopo circa 50 metri ecco i crampi al polpaccio sinistro e al muscolo tibiale della gamba destra che mi costringono a sdraiarmi a terra. Si precipitano ad assistermi i ragazzi della Croce Rossa. I muscoli si rilassano con fatica, li ringrazio, mi rialzo, mi incammino e impiego tantissimo per percorrere i circa 700/800 metri verso la doccia. Le gambe continuano ad urlare, finalmente sono alle docce, fatico a togliermi le scarpe, ci riesco in una decina di minuti, faccio la doccia e il ristoro è immediato. Mi rivesto con comodo e sempre lentamente esco all’aria aperta e inizio a respirare l’aria del dopo gara. Ecco Domenico RINALDI che vedo già pimpante. Dopo aver corso l’Ecomaratona, già andato con il bus navetta al Castello di Brolio a prendere l’automobile Domenico mi chiede come va. Gli dico che sto bene e che ho corso e camminato per 5 ore e 40 minuti. Mi risponde: “Bravo Gennaro”. So già della sua prova perché l’ho chiesto agli amici all’arrivo e gli faccio i complimenti. Lui come al solito risponde: “Grazie Gennaro”. Il Campione Domenico RINALDI anche oggi ha sciorinato una prova di 1° livello correndo l’intero percorso del CHIANTI CHE TI SCHIANTA in solo 4 ore e 7 minuti! E’ premiato 2^ della categoria M65. Bravissimo Campione.

017E adesso eccoci seduti a tavola per il pasta party in compagnia della fortissima e bravissima Rosa LETTIERI, il marito Salvatore, Piero FIORDI e un’altra signora a gustare il primo cibo dopo la fatica e un buon bicchiere di vino rosso del chianti. Rosa è giunta all’arrivo solo 3 minuti dopo, e le ho detto che se il percorso fosse stato più lungo di soli 500 metri sicuramente sarebbe arrivata prima di me. Lei, con un sorriso e la serenità che la anima, ha risposto: “Gennaro, non mi hai mai perdonato quando ti ho superato al 31° km durante l’edizione di qualche anno fa, se fosse successo anche oggi pensa cosa avresti fatto”. Cosa avrei fatto? Le avrei fatto solo e soltanto dei complimenti perché è veramente bravissima e sono felice di essere un suo fan. Forza Rosa perché mentre tu viaggi verso il prossimo traguardo delle 300 maratone ed ultra, io provo almeno ad arrivare al traguardo delle 150 e posizionarmi così a metà della tua strada podistica amatoriale!!! Bravissima.

“Nonno sei stato bravissimo, ritorna presto a casa, così andremo di nuovo a ristorarci alla fontanella di Piazza del Popolo. Veronica.”

Il tempo corre veloce, salutiamo gli amici e le amiche e ARRIVEDERCI CASTELNUOVO BERARDENGA. E un grazie immenso agli organizzatori e ad ogni addetto che ci hanno fatto vivere tutto questo.

[Bella la cronaca minuto per minuto di Gennarino, che dimostra di avere una memoria formidabile. È come se avesse ripreso tutto il percorso con la macchina da presa. Leggendo questa pagina, chi c’è stato rivede la sua gara come in un film. L’aver inserito all’inizio e nei punti salienti del racconto la nipotina Veronica è poesia. Bravo Gennarino. Corri più spesso, così potrai deliziarci con tante altre cronache godibilissime. NdR]

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