Il Club ad Amburgo. Nella tana dei Lupi. 27-28/5/2018.

 

Con 25.000 partecipanti, è la più amata dai tedeschi dopo Berlino Si corre  Domenica 29 aprile 2018.
Un particolare sentimento mi lega ad Amburgo, dai viaggi in autostop e in moto da ragazzi, a quelli di lavoro e turismo alle Maratone ultimamente. È sempre magica, grigia e severa, ma in quegli attimi in cui appare il sole sul fiume Elba è indimenticabile con le sue acque, le gru del porto, i campanili e il vento gentile. 
Qui in varie fasi ho corso in tre anni una ventina di maratone minori, ma mai quella importante della città. La Haspa Hamburg Marathon. 
Sul sito ci sono una trentina di articoli miei a riguardo. Sono arrivato un paio di giorni prima ed è un po’ triste rivedere da solo i tanti luoghi dove ho corso con gli amici in questi ultimi anni, passato serate indimenticabili, e fatte piccole intime scoperte  scoperte come l’isola in mezzo al porto dove si corre a Pasquetta tra orti e giardini piene di uova colorate. Il tempo passa malinconico in questi due giorni. Il meteo è brutalmente piovoso, con temporali e grandinate, dieci gradi umidi, con però lo scherzo d’Aprile di un raggio di sole ogni due ore. Giro qualche museo ed aspetto l’apertura della “fiera” della maratona. 
Ospite d’onore allo stand del Club Italiano per tutti i due giorni Christian Hottas, il primo uomo al mondo per numero di maratone. Ormai imprendibile. Al 31/12/2017 con le sue 2634 staccava il finlandese Kalevi Saukkonen secondo in classifica  di ben 454 maratone, ma diciamolo staccato soprattutto di 13 anni di età, mentre Christian ne ha 62 Kalevi 75. E’ gente che ogni anno fa da 130 a 150 gare, per cui vedo la sua posizione inespugnabile. Non avevo il coraggio di chiamarlo ma poi ringrazio Mrs. Courage che chiaccerando durante la grande bellezza di una corsa che di torri, castelli e birra si corona, mi ha dato la brillante idea di provare a chiamarlo nel nome dell’amicizia che ci lega da anni.
Oltre ad essere l’uomo dei record Christian Hottas è un uomo assetato di conoscenza e allo stesso tempo dotato di virtù pratiche; animo raffinato e sensibile, ma capace di atti crudeli con se stesso, spirito inquieto, attratto dal mistero. Ha gusti letterari e filosofici tutti propri difficili da tradurre dall’inglese teutonico. Definisce la conoscenza delle migliaia di gare che ha partecipato inebriante quanto quella dell’amore. Ogni corsa è un regalo, il suo slogan. Ma che potrebbe intendersi anche come una conquista amorosa.
È di una tempra d’acciaio che gli permette di accettare l’imprevisto, il disagio, la sciagura cercando di trarne giovamento e volgendolo al positivo come la triste morte di cancro della amata moglie, campionessa polacca delle lunghe distanze
Nei confronti della Maratona ha un atteggiamento di amore totale. Meticolosissimo nella ricerca di nuovi percorsi e regolamenti, passa la notte a scegliere dove ambientare le sue opere d’arte. Mirabili sono i racconti che fa sul paesaggio dei luoghi dove si prefigge di correre, che sembrano perfette per la particolare vocazione letteraria e poi fotografica di Hottas.
Questo è un estratto mal tradotto dai suoi tanti articoli o post a commento delle infinite maratone: “Tutto era silenzioso. I viali del parco deserti, gli incroci vuoti. Era stata una bella notte. Serena fin all’alba. Tutti erano decollati, partiti per la loro caccia personale alla volpe, ansiosi di scontrarsi su qualche curva. Su nel cielo lontano si affrontavano le nubi come in un combattimento, eccitati mi sorpassavano, la terra sopra le scarpe, il fumo che saliva azzurro dalla città lontana, il cielo sembrava salire sotto i piedi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche