La partenza, stabilita in un orario inconsueto, è caratterizzata dalla forte foschia che avvolge la città ancora addormentata. Si parte e, nell’arco di uno-due chilometri, attraversando la parte alta, si è subito nella splendida campagna ragusana, attraversando viuzze delimitate dai classici muri a secco e piante di fichi d’india. Ci si imbatte in amene masserie, dalle quali spuntano simpatici vecchietti e animali al pascolo, ai quali fanno compagnia, a volte, teneri asini che ci osservano stupiti. Si attraversa Cilone con alcuni scavi archelogici e alcune catacombe affioranti in una cava. Poi è la volta del villaggio dal nome carino “Tre Casuzze”, col percorso sempre caratterizzato da “muretti a secco” di Monachella, Cisternazzi, Fortugno.
Tali dolci viste per un pò ci fanno dimenticare la durezza del percorso, determinata anche dal calore del sole che incombe. Si intravede finalmente, arroccata sui monti Iblei, Ragusa, ma di km ne mancano ancora tanti. Si attraversa uno dei tanti “canyon ‘’ragusani’’ dopodichè inizia la parte forse peggiore ma interessante per altri versi, la Zona Industriale e la Zona Mineraria, con pozzi di petrolio, e due gallerie a ridosso dell’ANIC, un mostruoso stabilimento dell’Eni di asfalti e bitumi.
Al 32° km, il percorso diventa una lunga discesa, e al 38° km l’ingresso nel Centro Storico Superiore, ed il passaggio sul caratteristico “Ponte Vecchio”, la Piazza della Cattedrale di San Giovanni e, quindi, tra stradine suggestive, si scende a picco verso i tornanti di Corso Mazzini che ci fan precipitare verso Ibla, col sontuoso panorama. Passiamo accanto a numerosi monumenti dichiarati dal’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, come la chiesa di Santa Maria delle Scale, il Palazzo Cosentini, la Chiesa del Purgatorio, il Palazzo Sortino-Trono. Fine della discesa.
Inizia l’ultimo chilometro con 300 metri di salita impegnativa della Via XI Febbraio, tra vecchie stradine strette, prima dell’ingresso finale nell’Isola pedonale di Piazza Duomo, dalla splendida e suggestiva arcata di Via S. Tommaso.
L’evento risulta molto partecipato e così anche la competizione riservata ai camminatori, con oltre 100 atleti ai nastri di partenza. E’ stato premiato il gruppo più numeroso, quello dell’associazione Amunì di Ragusa, con l’attribuzione della targa dedicata alla memoria di Daniela Di Natale, l’infermiera, appassionata di fitwalking, scomparsa nelle scorse settimane. In complessivo, 656 gli iscritti (120 donne e 536 uomini) alle varie iniziative che hanno fatto da contorno alla kermesse odierna senza considerare i circa cinquanta partecipanti che hanno preso parte alla Family run, la non competitiva che ha preso il via da piazza San Giovanni, con arrivo sempre nel quartiere barocco. Sono state ben 113 le società rappresentate mentre erano sei le nazionalità presenti (oltre a quella italiana, anche tedesca, maltese, statunitense, olandese ed albanese).
Da segnalare anche la partecipazione, tra i camminatori, di un atleta ipovedente, Giovanni Vaccaro, regolarmente arrivato al traguardo grazie all’accompagnatore Massimo Dragone. Entrambi sono stati premiati dal sindaco Piccitto.
A fine manifestazione, i partecipanti sono stati rifocillati con la degustazione di prodotti tipici offerta dalla Coldiretti. “Va in archivio – affermano gli organizzatori Guglielmo Causarano, Elio Sortino e Sebastiano La Mesa – l’edizione più partecipata di sempre della Hybla Barocco Marathon. Anche l’organizzazione della manifestazione non ha fatto registrare alcun tipo di sbavatura.


