IL GRANDE HARTMANN STAMPFER, DETTO PAGANINI, VISITA LE ORTA 10IN10 2023

E’ arrivato in bicicletta da Bolzano a Gozzano, ma non Bolzano Novarese. E’un grande atleta e grande uomo. LO chiamano “grande” per due motivi, uno perché sono alto di statura (1,86 m), due perché si porto addosso 95 kg che non sono pochi. Dopo tanti anni di Maratone è tornato al vecchio amore il ciclissmo che aveva abbandonato per un incidente dandosi alla corsa. Dice “Un infortunio ciclistico mi ha portato a cambiare sport. Evidentemente se cadi correndo fa meno male”.

LA sua storia podistica comincia nel  2001. Inizialmente cercava solo gare fino a una distanza di 21 km, per provare poi, nel 2002, una maratona proprio in casa, a Bolzano. Dopo qualche pausa a causa di qualche malore, ha ripreso a correre due maratone a Roma e a Vienna nel 2004. E così che è iniziata la sua passione: girare le città correndo, trovare luoghi sconosciuti, esplorare paesi nuovi, ovviamente sempre in combinazione con una maratona. Durante uno di questi viaggi ha incontrato un collezionista di maratone che  ha raccontato, più volte, come lui avesse corso diverse maratone in tutto il mondo. Ascoltandolo, è venuta anche a me l’aquilina in bocca e la voglia di provarci, ma limitandomi a correre ogni maratona solo una volta, senza mai ripeterle.

Le gare si sono accumulate, è cresciuta la quantità di maratone anno dopo anno, ormai quasi ogni città ne organizza una. I suoi viaggi in Italia sono diventati sempre più lunghi, da est a ovest, dal nord al sud. Spesso ho incontrato altri collezionisti di maratone che sono chiamati “supermaratoneti”. Se qualcuno è soprannominato “supermaratoneta” vuol dire che ha corso oltre 100 maratone. Che cifra! La cosa mi ha fatto impressione e nel stesso tempo anche paura. Mi hanno posto la domanda: “Ma tu quante maratone hai già fatto?” La risposta: “Poche, la ragione è perché ne corro ognuna solo una volta”. IL nostro socio Giovanni Tamburini lo soprannominato “il Paganini delle maratone”.

Per quale motivo non corri due volte la stessa maratona? Dice la maratona è fatica, ma anche soddisfazione, orgoglio e una formazione continua per la vita. Non si può dimenticare l’impegno e neppure la fatica, sia positiva che negativa, sofferta per una maratona, ne si può confondere una gara con l’altra. Per lui ogni maratona è preziosa e unica. Quando incontra i colleghi maratoneti, ci si scambia esperienze, opinioni o aneddoti delle maratone che forse abbiamo corso insieme senza esserci conosciuti prima.

Le maratone le ripetono da 10 a 20 volte, perciò non si ricordano più in quali anni le abbiano corse. La Paganini filosofia, invece, lo aiuta a ricordare. Ad esempio, per citare alcune delle mie esperienze, per lui  esiste solo una Milano, quella del 2005 quando, dopo la neve del giorno prima, una nebbia fitta ha avvolto Assago e gli automobilisti infuriati ci hanno reso la giornata molto pesante. Oppure una Firenze nel 2006 con un sole estivo caldissimo. Ed una Custoza, l’ultima edizione del 2011.

Con l’aiuto dei colleghi maratoneti che lo avvertono ogni qual volta trovano una nuova maratona, riesce a fare almeno una prima edizione all’anno: è già riuscito a correrne più di 50. Capita che la prima edizione di una gara sia alle volte la prima ma anche l’ultima. In ogni gara si nascondono delle sorprese, sia positive che negative, fanno parte dei miei ricordi che non vorrei mai perdere. All’inizio sembrava complicato esplorare posti nuovi, luoghi sconosciuti, ora che è tornato in bici non perde l’occasione di poter conoscere altre culture, tradizioni e paesaggi, perché è questo che rende le mie maratone così speciali. Da un paio di anni scatta anche le foto durante la gara.. Tutte le maratone che ha iniziato le a anche terminate.

Per tanti supermaratoneti la cifra delle maratone corse è molto importante, il numero per me è invece relativo, conta l’avventura, le cose sconosciute. Fino a quando la mia salute lo permetterà, fino a quando avrò l’interesse e la curiosità al mio fianco, la mia strada proseguirà. Col tempo la mia area di gareggiamento si è allargata nel resto d’Europa e ultimamente anche nel resto del Mondo. Mi sono trovato a gareggiare in posti straordinari e stupendi come ad esempio le gallerie di Amburgo, le miniere di Sondershausen, il carcere di Darmstadt, una palestra indoor di Senftenberg da 196 giri, uno stabilimento con uffici a due piani da 55 giri a Norimberga. Ho corso di notte, sulla neve e sulla sabbia. Ormai l’Europa l’ho percorsa tutta.

Anche le grandi città mi hanno sempre attirato sempre, New York, Berlino, Tokyo, Londra. Parigi, Madrid, San Paolo, Città del Capo, Dubai, Mumbai, Buenos Aires, Montevideo per citarne alcune. Eppure ho sempre sentito l’obbligo e anche la voglia di tornare a correre in Italia, sempre se le forze maggiori e minori lo permettono. Viaggiando all’estero è anche successo di essere stato vittima di cancellazioni di voli o di gare poco prima della maratona, e la cosa non mi ha fatto per niente piacere. Per me conta molto il luogo dove vado a gareggiare, dover cercare improvvisamente un’alternativa non mi piace, tanto meno quando si organizza qualcosa frettolosamente a scopo di trovare a tutti i costi una sostituzione.

Finito la festa di sabato sera e dormito in palestra prima dell’alba il grande Hartmann è partito verso Nord nel Canton Ticino in Svizzera e oltre valicando il passo del San Bernardino la sera stessa dove ha incontrato il leggero nevischio dove la sua amata bicicletta Martina ha valicato verso l’infinito e oltre

Video intervista https://youtu.be/nE0owgVWxKg

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