Il messaggio del Presidente

L’incarico di Presidente, oltre ad essere certamente un onore, richiede un certo numero di ore da dedicare e soprattutto una mente libera da altre preoccupazioni. E lasciatemi dire che certi impegni non possono essere, a mio parere, troppo delegati. A questo proposito, ho visto che diversi candidati al prossimo direttivo propongono di aumentare il numero di consiglieri per dividersi i compiti. Per la mia esperienza (ed anche per le competenze acquisite in altre analoghe esperienze precedenti ed in attività professionali) credo che più aumenti il numero dei componenti più ci si trova soggetti a due rischi:

– o il Direttivo, non riuscendo mai a riunirsi in maniera collegiale obbliga il Presidente ad assumere tutte le decisioni senza riuscire a condividerle/concertarle con alcuno divenendo di fatto un organo monocratico;

– oppure ci sono 6-7 persone (centri decisionali) autonome ed è il caos perché ogni componente decide con la propria testa dando soluzioni in contrasto con quanto detto da altri componenti.

Il problema della difficoltà di riunirsi lo abbiamo vissuto anche quest’anno perché evidentemente non è facile, abitando in luoghi distanti, riunirsi con frequenza, come invece sarebbe ASSOLUTAMENTE necessaria. Certamente una condizione di chi si vuole candidare deve essere la disponibilità a spostarsi, sicuramente approfittando delle maratone.

Spostarsi in occasione delle maratone è necessario anche per quanto riguarda il tema delle iscrizioni di gruppo. In quest’anno abbiamo cercato di ridurre al minimo le iscrizioni di gruppo perché sono molto impegnative, richiedono che una persona raccolga le richieste dei Soci, rediga l’elenco degli iscritti, contatti l’organizzazione per definire modi e tempi di pagamento, provveda al bonifico, recuperi dai Soci la somma anticipata e faccio fatica a pensare che non debba essere fatto da una unica persona, certamente il Presidente. E devo dire che già quest’anno, pur avendo cercato di limitare il numero delle iscrizioni di gruppo, ho dovuto sorbirmi diverse arrabbiature di organizzatori che avevano concordato un prezzo e delle scadenze e poi, alcuni nostri Soci, diciamo indisciplinati, avevano fatto per conto loro pretendendo però le agevolazioni offerte al Club. Devo però dire che l’iscrizione di gruppo, benché complicata, (soprattutto con alcune organizzazioni molto fiscali nella verifica dei dati e dei certificati) spesso è una condizione obbligatoria posta dalle organizzazioni per offrire vantaggi (per loro è un risparmio di tempo avere un unico interlocutore ed un bonifico complessivo) ed inoltre è un servizio offerto al Socio. È evidente che poter iscriversi con una telefonata al Presidente e pagare in contanti prima della gara si offre un beneficio al Socio da non sottovalutare (con le difficoltà che sappiamo, che un incaricato deve essere assolutamente presente, deve ritirare i soldi dei Soci trovandosi a dover correre la propria gara con cinquecento/mille euro in tasca). D’altra parte invece se alla maratona con iscrizione di gruppo non è presente un incaricato poi è ancora più complesso tener dietro ai pagamenti; c’è chi fa il bonifico, chi invece per evitare spese aggiuntive o per comodità lascia i soldi alla prima occasione, insomma tener dietro a questo è molto, ma molto, impegnativo. Devo anche confermare che non è facile trovare disponibilità a fare il così detto capogruppo (a parte i soliti 2-3 soci disponibili). E in quest’anno anche di più perché il Direttivo ha chiarito subito che non si assegnavano pettorali gratuiti.

Approfitto per motivare questa scelta; innanzitutto perché da più parti si segnala che, oltre al capogruppo, ci sono altri Soci che si impegnano e non si capisce perché uno debba avere una agevolazione e altri no, ma oltre a questo aspetto, diciamo, di buon senso mi preme sottolineare (in particolare al nuovo Direttivo entrante) un aspetto economico. Segnalo che l’omaggio di un pettorale non è un bene, infatti l’entrata per il Club si commuta in una entrata economica in euro. Questo vale per una associazione; riceviamo dai Soci un pagamento di un servizio offerto loro e di fatto il Socio paga una piccola percentuale in più, che è il valore del pettorale incassato dal Club. L’Associazione sportiva o di promozione sociale, come noi siamo, lo può fare, non rientrano nelle attività commerciali i servizi resi ai Soci; ma il privato assolutamente no. Se io persona incasso da una manifestazione 30 euro, innanzitutto questi devono andarsi ad aggiungere al mio reddito e quindi, anche se poca cosa, dovrei pagarci sopra le tasse, ma cosa ancor più grave, se è una entrata a cui l’Associazione aveva diritto e che rinuncia a favore di un socio è una forma di ripartizione degli utili indiretta che è assolutamente vietata dalla legge e comporta la perdita di tutti i vantaggi fiscali dell’associazione.

Non vorrei dilungarmi troppo su questi aspetti tecnici, collegati al mio mestiere, invito però il nuovo Direttivo a fare attenzione. Comunque oltre alle difficoltà vissute, di cui dicevo, ci sono state certamente belle esperienze, la possibilità di conoscere molti Soci, molti organizzatori.

Devo ringraziare innanzitutto Caterina, la Segretaria dell’Associazione che mi ha dato un grande supporto e si è instaurato un ottimo rapporto di collaborazione.

Voglio ringraziare Michele per il grande lavoro della gestione del sito. E’ sotto gli occhi di tutti lo splendido lavoro che ha fatto, che è la vera forza in più rispetto ai tempi dei nostri fondatori, ciò che dà visibilità, che ha fatto sì che i Soci siano così aumentati (anche se in questi ultimi tempi è diventato il luogo di qualunque polemica e provocazione, purtroppo, ma lo strumento è utile indipendentemente dal cattivo utilizzo fatto).

Voglio ringraziare i tanti Soci che in questo periodo mi hanno manifestato affetto e stima e che mi hanno fatto ritrovare il senso dell’impegno che l’Associazione richiede, nonostante abbiamo attraversato un momento di grandi dibattiti con forte connotazione polemiche di cui non sempre mi è stato chiaro lo scopo.

Certamente uno dei temi di dibattito è stato il tema dell’accesso con 50 o 100 maratone. È evidente che più si è più il Club ha forza di contrattazione con gli organizzatori, però la gestione di questo gruppo diventa sempre più complessa.

Ed oltre ad un certo limite, peraltro ancora lontano, il vantaggio non c’è più. Voglio dire che il Club è apprezzato, i suoi Soci sono stimati perché l’adesione è una cosa che richiede un impegno che non tutti possono permettersi. Ipoteticamente quando tutti saranno nostri Soci non avrà alcun valore. Oggi è sempre più facile correre molte maratone all’anno. Internet permette di avere più accesso alle informazioni, alle iscrizioni. Non è più come dieci/quindici anni fa che non sapevi proprio come fare ad avere notizie delle maratone da disputare e per iscriverti dovevi fare i salti mortali.

Oggi è tutto a disposizione di un click, si tratta solo di avere tempo e denaro. Ripeto, rendere l’accesso più facile fa sì che perda di valore. Qualunque ragazzo oggi in meno di 2 anni può raggiungere senza particolari problemi le 50 maratone, anche perché, nonostante la crisi di tutte le organizzazioni, oggi ci sono molte più gare di soli pochi anni fa, non è più una sudata “vittoria” personale. Questo comporta che non sia più un valore; ricordo bene una telefonata ricevuta poco tempo fa da un maratoneta che mi ha detto: ho 50 maratone, se mi iscrivo da voi cosa guadagno? Ho pensato che Sergio, Beppe, i nostri “padri” nelle loro tombe avranno fatto un salto, per l’idea che loro avevano dell’essere nel Club: essere una élite della maratona, un titolo di merito in quanto tale, non un mezzo per avere una qualche forma di vantaggio. Certo, anch’io sono entrato a 62 (come ha ricordato Mariolino sul sito) ma in realtà il mio obiettivo era di arrivare alle 100; poi quell’anno Sergio Tampieri, vedendo che la sua lista era molto corta, aprì a 50 ed io entrai; ma il mio obiettivo era e restò di arrivare alle 100.

Altro argomento che ha suscitato molte polemiche è il tema del Regolamento. Io credo che i Club non possa essere più rigida delle regole date dalle organizzazioni. È giusto che ci siano dei vincoli, su questo se ne dibatté anche anni fa per evitare che un socio si organizzi una maratona sotto casa autodichiarando di aver fatto 42 km, senza possibilità di alcun controllo. Però quando è un evento pubblico/pubblicizzato, con una misurazione certa, con un controllo dei tempi e del regolare svolgimento dei percorsi, andare a sindacare su quante ore vengono attribuite come tempo massimo mi pare un esercizio inutile, di cui non capisco il senso. Certo Tampieri era molto rigido su questo, e diventava una belva se vedeva il mancato rispetto delle regole (partenze anticipate/tagliatori) e del resto lui partecipava solo a gare con un tempo massimo tale che gli garantisse di essere classificato, senza sconti. Però se si erano rispettate le regole non contestava certo un Socio perché aveva camminato/si era dilungato in giro; entra entrato nella classifica della gara? Allora bene, a posto. Certamente, rispetto a quei tempi, si è perso il senso un po’ delle cose: correre per stare bene, per stare bene insieme ad altri con lo stesso interesse. A Sergio non gli interessava sostituire l’ansia di prestazione dei tempi del maratoneta “classico” con l’ansia del numero delle maratone disputate.

Per quanto riguarda invece il rendiconto vero e proprio è stato un anno in cui abbiamo avviato nuove convenzioni mai avute prima, Venezia, Roma 2015, Milano 2015. Di questo sono orgoglioso, gare frequentate dai nostri Soci ai quali si è data la possibilità di iscriversi con qualche agevolazione. Non nego che alcune hanno richiesto un notevole impegno, in particolare Roma, per la quale si sono dovuti acquisire tanti allegati firmati dai Soci da raccogliere, scansionare, inviare. Segnalo fra l’altro che a fronte di questo notevole impegno il Club non ha avuto nessuna agevolazione e quindi per l’edizione 2016 forse occorre fare una ragionata perché anche i Soci hanno avuto i medesimi vantaggi degli anni passati quando si utilizzavano i canali della ditta “Il campione”. Milano pure è una iscrizione complessa che, per la verità, non ho ancora concluso: mi è stato inviato un codice e di ogni Socio occorre caricare i dati sul loro sito utilizzando quel codice. Altre invece si sono rivelate molto utili per il Club, penso in particolare a Reggio Emilia, dove grazie al numero molto alto di Soci si sono ottenuti diversi pettorali gratuiti il cui valore si è immediatamente trasformato in una entrata per il Club, o penso all’Eroica dove, benché fosse ad iscrizione singola, l’organizzazione ci ha riconosciuto tre pettorali. Spesso poi si sono stati diversi Soci che per errore, distrazione, benché ci fosse un impegno del Club ad iscriverli in gruppo hanno fatto l’iscrizione per conto loro, vanificando un impegno dell’Associazione. Non voglio polemizzare con loro, mi guardo bene perché a volte è stata anche colpa nostra in quanto abbiamo comunicato tardi la convenzione, altre volte è stato certamente una distrazione. Sono dispiaciuto per i casi ove ciò invece è stato fatto in maniera voluta per ricavare un eventuale vantaggio personale. Questo mina le fondamenta dell’Associazione. Se ogni gruppo di soci più o meno corregionali gestiscono le iscrizioni per conto loro allora il nostro gruppo non ha più senso di esistere. Ogni regione si faccia il suo, o addirittura ogni città; questi saranno gruppi inevitabilmente meno importanti, tenuti in minor conto dagli organizzatori ma non può essere che gli iscritti di una Associazione operino in maniera anarchica sfruttando i vantaggi dell’Associazione stessa per ricavare un proprio tornaconto personale. Certamente l’Italia è molto “lunga” e questo è certamente un problema di tenuta dell’Associazione.

A questo riguardo fatemi anche segnalare un ulteriore aspetto di criticità. Alcuni candidati chiedono che il Club si faccia promotore di organizzazione di maratone. Certamente saremmo tutti molto lieti se in ogni città dove ci sono dei Soci si organizzasse una maratona, ma il problema è che organizzare un evento podistico richiede di essere radicati su quel territorio, essere presenti, avere molti soci che collaborano nell’organizzazione.

Io, che dalla sua nascita collaboro con la Maratona Alzheimer, so bene che su quell’evento lavorano decine di persone un anno per l’altro. E noi, che maratona possiamo organizzare e come possiamo contribuire alla realizzazione che siamo uno, due soci per città? Su questo purtroppo segnalo che certamente la Maratona del Presidente non si organizzerà più. È un impegno eccessivamente gravoso per una persona sola o al massimo due (negli ultimi giorni infatti si è aggiunto il lavoro di Lorenzo). E come si può pretendere di chiedere la collaborazione del Club, quando i Soci abitano a distanze che vanno da un minimo di 50 kilometri in su? Con l’aggiunta che dopo aver lavorato per giorni/settimane ti trovi tanti iscritti insoddisfatti: perché il percorso non piace; troppi giri; c’è il fango; ci sono le radici in mezzo; il premio non era di gradimento, ci si aspettava di vincere il prosciutto (è successo davvero).

Su questo devo anche segnalare che purtroppo nella nostra Associazione il gusto per la polemica è molto forte. Ho sentito in particolare molti Soci che in questo periodo, mi hanno segnalato il loro disagio nel vedere il nostro sito pieno di polemiche, a volte decisamente sopra le righe, esternate in maniera che lascia pensare a tutto tranne che si sia ancora nello spirito peraltro spesso professato “che bello correre insieme”. Purtroppo qualche socio ha ritenuto di fare una propria campagna elettorale cercando di comparire tutti i giorni con decine di commenti su tutto. Non so se questo pagherà perché, come dicevo, per molti è stato uno shoc, però spero davvero che sia solo una forma sbagliata di campagna elettorale e che dopo il 15 febbraio tutto passi.

Infine, nel ringraziarvi per la vostra disponibilità e la vostra attenzione, mi preme ricordare anche i momenti più tristi di questo anno. Voglio ricordare i Soci, che ci hanno lasciato: a marzo, ero da poco stato nominato, mi hanno segnalato la scomparsa di Tiziana; purtroppo non ho fatto in tempo a conoscerla. Recentemente se ne è andato Antonio, che invece avevo conosciuto così come avevo conosciuto, e bene, Beppe che è morto praticamente la settimana prima della mia nomina. Tutti maratoneti, tutte care persone. Li voglio ricordare perché queste persone sono anche un pezzo della nostra storia (oltre naturalmente delle storie personali dei loro congiunti e di chi li ha amati). E penso che per guardare avanti occorra tenere sempre a mente ciò che è stato prima, chi ci ha preceduto. Non vorrei filosofeggiare troppo, scusatemi, ma una delle intuizioni più significative del 900 è quella dell’Angelus Novus di Walter Benjamin, il futuro rappresentato dall’angelo che avanza con il volto rivolto verso il passato.

A presto.

Luciano

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