Nel Settembre dell’anno 1949 partii per il CAR di Bari assieme ad altri militari di leva, qui il rancio era variato ed abbondante, perché le reclute erano di tutti i Corpi dell’Esercito, pertanto per tutti c’era un supplemento e potevamo raggiunger la sazietà.
Ma il 13 Novembre dello stesso anno fui trasferito a Roma alla Scuola Militare della Motorizzazione di Cecchignola, per frequentare il Corso di specializzazione di Elettro Magnetista. La selezione prevedeva l’assegnazione al Corpo Automobilistico, non essedo questi operativi il rancio a loro assegnato era ridotto ed insufficiente. Il reclamo collettivo non era permesso pertanto un gruppo di militari scrissero questa canzone che veniva cantata durante la distribuzione del misero pasto, per dare un po’ di allegria e passare il momentaccio.
Nell’augurarvi Buon Natale
Vi riporto il testo e ve la canto nel filmato allegato:
C’è chi dice cose strane,
della vita Militare
a me piace dire FAME …FAME … FAME.
Forse sarà già passata, la gran voglia di mangiare…
o che debolezza, o che languidezza, che le gambe fan tremar…
pasta asciutta, spezzatino, minestrone, o che illusione…
pasta, cavolo e provolone, ma che illusion…
Ma il Maggiore lo sa che io muoio di fame……
Ma il Maggiore lo sa che la felicità sta in un pezzo di pane …
E per giunta una marcetta ci fan fare per digiunare
Questo rancio che dovrebbe migliorare
Si fa aspettare…
Sapete il rancio voi cos’e…
È una fila tre per tre, gira intorno alla marmitta che ti riempie la gavetta
e guarda dentro cosa c’è…
BRODO c’è…
Brodo c’eee………..



