Il nostro logo: dite la vostra opinione

Foto 2 loghi europeiIn effetti gli altri loghi dei Club Europei contengono tutti il 100. Così parecchie volte attaccavo lo scudetto delle 100 fin quando lo regalai a un nuovo Socio. Lungi da me dal voler sconvolgere la tradizione e la sacralità del nostro logo. Ho proposto lo studio di un nuovo logo da usare in parallelo dell’esistente nelle trasferte estere. In effetti le Icone di Club stranieri contengono tutti il 100 e sono abbastanza simili presentando anche una corona di alloro come segno distintivo.

Ho provato a leggere il libro di Tampieri e chiedere ai vecchi soci, ma nessuno mi ha dato delucidazioni su come e quando nacque il nostro logo. Qui forse qualche notizia sarebbe utile venisse da chi si ricorda la genesi del nostro marchio. Di certo si sa che per un dato periodo comparve anche la Corsica come in alcune cartine geografiche che vedevamo appese nelle aule di scuola alle elementari. Le canotte con questa immagine hanno un valore inestimabile. Ringrazio ancora Super Mario Ferri che me ne fece dono di un raro suo esemplare al Final Party delle Orta 10 in 10.

Narra la leggenda che, prima dell’Italia, nel logo ci fosse raffigurato un animale non bene definito chi dice una Tartaruga, chi dice un Sauro. Ho visto però delle foto di Govi del ‘98 con il logo attuale. Se supponiamo quindi che risalga alla fondazione del Club il prossimo 24 febbraio compirà vent’anni. In questi vent’anni ne ha fatta di chilometri ed è nel cuore di tutti. Nessuno lo vorrebbe cambiare, ma forse qualche Socio potrebbe accettare una piccola miglioria. I loghi diventano spesso un valore che supera di molto le migliaia di parole ed immagini e vanno oltre le culture, le immagini e le visioni personali. Durante le mie prime maratone, mi imbattei in un omaccione con una canotta sbrindellata dall’aria truce. Una ragazza alla sua prima maratona lo inseguiva come un Dio, come un punto di riferimento. Ogni tanto l’omaccione si girava in silenzio per controllare che non mollasse. Chiesi alla ragazza: “Ma chi è?”. Mi rispose: “Non lo so, ma è questa la maglia di quelli che ne han fatto 100. Vedrai che arriva di sicuro attaccati anche tu!”. Anni dopo scoprì che l’omaccione era anche simpaticissimo, era il famoso “Caparo”: Mariano Beggio poi compagno di mille avventure tra cui la famosa Miniera. Di episodi del genere se ne possono raccontare a decine. Potenza di un logo, un significato infinito di forza e determinazione che travalica le umane possibilità.

foto 3 con la CorsicaMa nonostante tutto possiamo anche fare una rapida analisi, come se non lo vedessimo da vent’anni, ma per la prima volta. Mi concentro sui due attributi più comuni che le persone analizzano guardandolo: colore e forma.

Colore. Per quanto il colore abbia molte sfaccettature soggettive e molti attribuiscano dei giudizi secchi ad ogni colore, ci sono dei reconditi rimandi psicologici che escono dalle nostre esemplificazioni. Questa tabellina indica quali sono gli stati d’animo che i colori danno. I colori hanno significati addizionali, ma non sono incisi nella pietra. La gente ha dato significati ai colori nel corso dei secoli, e il processo continuo di attribuire lo stesso significato allo stesso colore più e più volte ha finito per consolidarlo. Nel nostro caso abbiamo solo tre colori. Il predominante il Bianco, che significa purezza e semplicità. Poi il Verde che significa vitalità e naturalezza. E infine c’è un poco di rosso che significa passione.

Forma. Dal punto di vista psicologico, non c’è nulla di più rilevante della forma. Il cervello umano è programmato per riconoscere e memorizzare le forme. E’ il modo in cui impariamo le cose. Una forma distintiva viene ricordata a lungo dopo averla vista. Vi sono dei loghi come quelli della Ferrari, della Coca, Nike, del McDonald’s e Olimpiadi che rimandano subito a tutto quel che è la Storia e le Mission della Marca o Organizzazione. Spesso creiamo una gran differenza tra caratteri e segni, ma se ci pensate, le lettere non sono altro che forme con associato un significato e un suono. Nel nostro caso la forma del logo è di un cerchio con applicata sotto la Bandiera Italiana; dentro, lo Stivale Italiano stilizzato. Tampieri amava molto questa immagine, infatti la ritroviamo anche nelle prime carte intestate del Club.

foto 4L’immagine dello stivale Italiano è molto conosciuto nel mondo, anche se ricorda certi loghi di ristoranti italiani che si trovano all’estero. Facile trovarli nella parte bassa di Manhattan, nella zona di Little Italy. Mentre per noi Italiani è naturale riconoscersi nello Stivale e la Bandiera, vi assicuro che per molti stranieri sono immagini sconosciute. La geografia la studiano in pochi, e i tricolori francesi, italiani, irlandesi e, soprattutto, messicani si confondono. Per cui concluderei dicendo che la forma del nostro logo ha un grande valore all’interno dei nostri confini mentre diminuisce allontanandosi. Ma il nostro logo ha fatto la Storia e la Pizza dei Ristoranti Italiani, è l’alimento più amato al mondo, alla faccia dei contenuti nutrizionisti dell’Expo di Milano. E’ sacro non si tocca.

Ma torniamo al motivo per cui ne stiamo parlando. Durante l’ultimo Direttivo avevo proposto lo studio di nuovi loghi non sostitutivi dell’attuale ma che si avvicinassero ai caratteri identificati simili ai 100 MC europei. L’importante è che ci fosse almeno il 100. Ho proposto tre loghi che avete visionato, dei quali il mio preferito è quello di destra anche se si sviluppa molto in altezza.

Ci eravamo lasciati nel Direttivo delegando Pasquale Giuliani a redigere una bozza. Che è quella qua sotto che riprende anche la scritta tanto amata Del Popolo delle Lunghe e il 100 che fa da Appennino. Non è male solo che il 100 si vede poco. Inoltre Pasquale ne ha fatto uno completamente nuovo che ricorda un poco quello nuovo tedesco.

Infine anche Michele Rizzitelli si è mosso facendo parecchie proposte. Soprattutto eliminando la Bandiera Italiana posta alla base del logo tradizionale e spalmando il tricolore sullo stivale, ed inserendo 100 MC (= Marathon Club) nel posto dove c’era la bandiera. Un’altra proposta prevede l’aggiunta della famosa scritta “il popolo delle lunghe…” sotto il logo anzidetto, da utilizzare preferibilmente a tergo sulla tuta societaria e/o vestiario affine. E’ molto fine e personalmente mi piace molto.

Spero apprezziate tutto il lavoro fatto e possiate esprimere un giudizio personale. Come ho ripetuto più volte sarà solo una piccola miglioria con possibilità di usare ancora il vecchio logo in parallelo. Dite la Vostra!

LOGHI PROPOSTI DA PAOLO GINO

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 LOGHI PROPOSTI DA PASQUALE GIULIANI

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 LOGHI PROPOSTI DA MICHELE RIZZITELLI

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