Romagna solatia, dolce paese, cui regnarono Guidi e Malatesta, cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta.
Il Passator cortese, mitizzato da Giovanni Pascoli, nella realtà il brigante Stefano Pelloni era grato solo a chi lo aiutava, nascondendolo alla giustizia.
La mia prima del Passatore risale al 1994. Dopo la 22° del 2025 posso affermare di essere pervenuto al massimo livello d’intensità emotiva nel percepire la naturale bellezza del paesaggio in uno al coinvolgimento del pubblico lungo il percorso.
La maratona di New York e Il Passatore, fari, simboli di riferimento assoluti nella spettacolarità del loro impatto visivo. l’ingresso alla First Avenue, dopo il Ponte di Queensboro con sette km tra un oceano di gente festante è assimilabile alle migliaia di lucciole, che mi venivano incontro dopo Casaglia al primo Passatore del 28 e 29 maggio 1994. Luna piena, firmamento di stelle. Qualcosa di sublime radente l’Eterno mai più rivisto. Piansi di gioia, avevo 51 anni.
Ad oggi: “acqua n’è passata sotto i ponti”. Il Passatore ha mutato aspetto ad un ritmo, velocità incredibili. Nel 1994 furono classificati 778 uomini e 41 donne. Quest’ anno gli iscritti 3.523, partiti 3348, arrivati 2861, io 2703.
Il contesto organizzativo ha valenza paragonabile all’ estro di un artista; tanta forza creativa a beneficio del “viandanti” sul percorso. L’ alba della domenica, oltre Marradi e verso Strada Casale, pullman “scopa” fermo a bordo strada col portellone aperto ad accogliere chi non in grado di proseguire.
Sabato, 10 minuti prima della partenza, nel mentre cerco lentamente una posizione tranquilla ad avviarmi, due gruppi di atleti ad incoraggiarmi con foto ricordo. Attimo fuggente d’ istintiva empatia. Sarei felice rivederli, avere quella foto in memoria.
Il Passatore è gara podistica unica per accoglienza, ospitalità, condivisione, compartecipazione. Tra Brisighella ed Errano, ormai esauriti i ristori, il richiamo di ubertosi giardini con sontuose ville. All’ ingresso tavolo imbandito con ciliegie, more, frutta diversa offerta da persone gentili, umane. Ringrazio con lo sguardo ormai fisso innanzi il profilo di Faenza all’orizzonte.
Come non riandare con la mente al richiamo ascetico conglobato nel “ut unum sint” SIAMO UNA COSA SOLA nella costante tensione organizzativa tesa ad una inimitabile confluenza del risultato.
I due km finali……… interminabili dopo diciotto ore di viaggio in incantevoli squarci di paesaggi senza tempo, parchi che appaiono frammezzo a boschi nel cuore del Mugello, come Ronta, Panicaglia.
Al termine del “viaggio” quasi non avvertire stanchezza, avvolto dall’ affetto gioioso, vitale delle genti faentine. Comunità profondamente legata alla terra romagnola.
Tappeto rosso in Piazza del Popolo, dopo Corso Mazzini e Saffi. Medaglia al petto, diploma, tre bottiglie di vino in classico, storico cartone.
Istante fuggente che nel Passatore unisce tutti nei valori più puri, veri del podismo: condivisione, resilienza ed “ad personam” sfida contro se stessi.
Con 18 ore e 41 minuti, accumunato, unito, coerente nello spirito a Milani Alessio e Sustic Stankovic Nikolina, primi in 06:47 e 07:28.
Stesso spirito del caro Vito Piero Ancora, oltre 2.000 tra maratone ed ultra, presente in gara, che commenta un mio scritto con “Grandissimo Vito Carignani”.
A mia insaputa Andrea Morrone, giornalista, scrittore, anzitutto provetto maratoneta, ha pubblicato sul quotidiano “L’ Edicola” del 29 maggio un approfondito, dettagliato saggio sulla mia prolungata attività podistica. Nel leggere l’articolo di Andrea è tornato alla memoria Gli Spostati, film del 1961 con Marilyn Monroe e Clark Gable. Testamento spirituale in ragione della coraggiosa lettura della propria vita in riferimento: “Tutti, ogni minuto ci avviciniamo alla fine, eppure non ci insegniamo, a vicenda, quello che sappiamo”.
IL PASSATORE: storia di una grande famiglia, nata nel 1969 per un’intuizione di Alteo Dolcini e Francesco Calderoni, in primis con l’idea di organizzare una maratona nel faentino, la trasformarono in sfida estrema da Firenze a Faenza.
La prima edizione nel 1973. Quest’anno la 51°Per me la 23°……….. arrivederci alla 24° del 2027.




















