Il Passatore

Nel 1994, ad iniziare dal novembre ’93, ogni mattina 13 km, alzata alle cinque. Quattro maratone, la domenica del 28 maggio arrivato in 12 ore 37 minuti 5 secondi, 237esimo. Tanti amici, prima della gara hanno fatto almeno due lunghissimi di 65 km, appunto per allenare la mente alla strada. L’amatore medio, al Passatore non pensa al cronometro. Misura il tempo, tagliato il traguardo, quando la Hostess appende la medaglia. Consiglio pernottare a Firenze il venerdì, per assaporare, vivere le avvisaglie dell’evento. La mattina del sabato, dopo le nove e trenta, piazza Santa Maria Novella si anima. Ritiro pettorali, saluti, incontro con amici, confidenze in prospettiva della gara. Nella circostanza, novità è la mancanza assoluta di adrenalina negli atleti. Al contrario della maratona, cui aleggia un’aria di frenetica attesa, con alquanta tensione. Personalmente consiglio : calma, serenità d’animo pur con empirica consapevolezza di ciò che si affronterà. Pranzo frugale alle 11,30, indi la scelta se vestirsi formato gara dove si è pernottato e/o al luogo di ritrovo. Orografia  del percorso, quasi un triangolo isoscele, con lato sinistro in due sezioni. Ciò determina, spesso, notevole differenza termica tra prima parte, sommità della Colla ed arrivo, per chi va oltre le 15/16 ore. Un anno differenza assoluta di quasi 20°tra la Colla e la pianura faentina. Necessaria una piccola borsa per cambio indumenti. Decidere  se trasferirla con pulman alla Colla se si prevede di ultimare la gara in  12/13 ore. Piuttosto giù a Borgo San Lorenzo per tempo superiore di impiego. Finalmente partenza alle 15 da via Dei Calzaioli, quasi sempre afa. Due km e mezzo entro la città, ascesa sino a circa otto km piazza di Fiesole. Tenere una  soglia aerobica al 75%. Sali/scendi sino a Vetta Tre Croci ( oltre 500 slm). Al 18 esimo km Olmo. Circa 8 km di ombreggiata discesa; altri 5 km sino a Borgo San Lorenzo ( cambio indumenti?). Regolarsi in virtù dello stato fisico/atletico ; inizia, lentamente, l’ascesa. Ascesa non accentuata oltre Panigallia e sino a Ronta. In quel di Razzuolo, circa 44km, l’argomento diventa serio. Successione di tornanti spezza gambe, si consiglia un passo svelto cadenzato, sino alla Colla, oltre 900 slm. Km 48. Era il 1994, scollinai alle 22,45 ( la partenza era alle 16). Bravi, disse un signore al ristoro, continuate con giudizio; il più è fatto. Aveva in parte ragione. Non lo sapevo, ma c’erano tanti, tanti continui strappi sino a oltre Fognano ( intorno 85 km). Da Brisighella a Piazza del Popolo di Faenza si può pensare a migliorare il tempo o mantenere l’andatura, in considerazione di quanto si è speso.

Cari amici, IL PASSATORE ha il marcato limite di essere coinvolgente, anzi avvolgente. Lo si fa la prima volta per esperienza, quasi a provarsi. Molti continuano, assiomaticamente, quasi sino all’umano limite. E’ il mio caso. Vero è che ho conosciuto alcuno uscirne traumatizzato; arrivare a Faenza in 9 ore e trenta comporta impegno, stress psico/fisico  oltre la norma per un podista valido, tuttavia, pur sempre amatore. Gara recepita da caratteri forti, testardi, tenaci. Nel 1994 le mie 12 ore e 37 minuti, furono commentate da alcuno : “ si, ma tanto vanno a fare una passeggiata”. IL PASSATORE  lascia, soprattutto, vive tracce di umanità. Quando la prima volta, alla discesa verso Casaglia, l’improvviso, non voluto scorrere di lagrime alla vista di migliaia di lucciole, luna piena argentata, universo di stelle, quasi vicino, a contatto diretto con l’infinito. In seguito non si è ripetuto, certo per mia non predisposizione, sensibilità. Quando, sin dalla partenza, più volte, l’atleta pittore con pennelli, tavolozza a creare. Arrivare a Faenza col dipinto compiuto in meno di 14 ore. Quando in feudo di San Cassiano, raggiunto da una signora, non lo rivista in seguito, “ possiamo proseguire insieme ? Non voglio restare sola”. Percorremmo la strada sino a Brisighella. Quando, ogni anno, a Crespino, un atleta barbuto a bere 4/5 bicchieri di moscato, proseguire imperterrito, con tranquillità la via. Ancora, quando lo scorso anno, aspetto al bar centrale di Fognano il mio presidente Paolo Gino a festeggiare l’alba della domenica con una birra Moretti. Il  Passatore mi ha lasciato un cruccio: non avere mai fatto una 100 km pianeggiante. Ormai è tardi. Spero, mi auguro di ritrovare gli amici alla partenza del 2019 a Firenze per la mia 20esima edizione.

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