Maratoneti di tutto il mondo unitevi
E’ bello correre e conoscere tanti amici che condividono la tua passione nel mondo. Questo libro ripercorre le mie 111 maratone corse nel 2015. Le grandi classiche ma, soprattutto, le piccole manifestazioni che, specie all’estero, danno linfa e stimoli di aggregazione e di divertimento ai runners.
Mister 111 son chiamato in Irlanda, Francia e Germania. Signor 110 in Italia. Uno “0” che diventa un “1” per colpa di un’edizione “0” di una 10 in 10. Un’ossessiva numerazione binaria che ha un’importanza fondamentale per le infinite discussioni che si crearono su questa gara spiegate a fondo a pagina 20000000.
La voglia di correre e conoscere nuovi amici mi ha portato lontano, forse troppo. Per poter fare il record, ho dovuto varare nuove doppie impossibili, tutte documentate negli articoli, nelle foto e nei filmati. Dal Barenfeld su a Colonia per scendere in una notte fino al Ventasso coi suoi fulmini assassini. Dal Brixen con mezz’ora e sei posizioni da recuperare, alla Pistoia Abetone il mattino seguente grazie al sostegno di super Mario Ferri. Alla ZerZer. Zermatt il sabato e Zerbion la domenica saltando il Cervino. Alla miniera 700 m sottoterra con Biancaneve e miei 7 nani preferiti e dopo aver guidato tutta notte la mitica marcia militare svizzera del Fraufelder. I 1100 km fatti di notte per raggiungere Rieti dal divertentissimo Beaujolais. Una doppia in Ungheria e la domenica dopo in Normandia. La mitica tripla Reggio Emilia-Venezia-Dublino con l’aereo preso a volo grazie al macho Adriano Boldrin. La tripla fatta ad Amburgo, dove questo genere di imprese è la normalità. Le 27 di fila ad agosto con molte notti in bianco tra stanchezza e trepidazione. Il momento più bello dell’anno la New York con mio figlio Carletto, 18 anni, alla prima maratona tra 68000 runner e milioni di mani da battere.
E poi tante altre infinite che si mischiano nei sogni dei micro sonnellini fatti per continuare a guidare nel buio. Mi torna in mente l’incidente fatto di notte sopra Stoccarda tornando da Bad Pyrmont nella Germania del Nord, e una 50 km da fare zig zagando per il sonno il giorno dopo in Svizzera sul lago di Costanza. La prima doppia dell’anno con il pulmino pieno di cantori da Putignano a Ferrara, cantando così tanto che poi non son riuscito a parlare per una settimana. Le tendiniti su in Irlanda, il vento, le pinte di Guiness e i balli scatenati usati come streching. L’emozione di una gara organizzata da me anzi “Dieci maratone in Dieci Giorni” sulla riva del Lago d’Orta, facendo conoscere il mio lago a tanti amici. La tripla tra Lavello e Latina con la “Gino Paolo Marathon” confezionata su misura nella sartoria di Foggia dallo stilista della maratona Massimo Faleo. E, concludendo, come non ricordare i 6 bellissimi percorsi sul Lago d’Orta con pochi amici a Natale, un regalo indimenticabile che ho fatto a me stesso e a chi mi ha sostenuto durante l’anno del record.
Ma il record si dimentica in fretta. Rimangono nella mia mente i luoghi che ho attraversato e i tanti amici che ho incontrato. Spero di aver lasciato qualcosa coi quasi 200 articoli scritti, 30.000 foto, 150 filmati, 17 maratone organizzate e 10 ispirate. La parte più dura son stati i 100.000 km in auto e gli altrettanti in aereo.
Per non dimenticare il 2014, ho così concentrato tutto in questo libro. Sfogliandolo, si incontreranno tanti luoghi e facce conosciute, ma anche angoli reconditi e personaggi nuovi ed interessanti. Personalmente, come Ulisse ho la nostalgia dei luoghi che non conosco, delle gare ancora da scoprire o organizzare. Sogno che i Club dei Maratoneti Europei siano più uniti e meno arroccati alle tradizioni che ne fanno degli sterili corpi scelti. Sogno un Club Super Marathon Italia che sia punto di riferimento per maratoneti Italiani che hanno fatto anche una sola maratona e che vogliono divertirsi a farne ancora, arrivando magari a farne 50 o addirittura 100, fregiandosi del magico gagliardetto. Un Club dinamico, quindi, con voglia di fare e di provare nuove esperienze e che abbia la determinazione anche di organizzare qualche gara in proprio, come fanno certi Club stranieri, o che aiuti i Soci stessi a organizzarle, cercando di unire più l’Italia, coinvolgendo il maggior numero di amici alle maratone nei luoghi più belli e nascosti, magari raccogliendo fondi a favore di progetti benefici.


