Le gare in Italia si stanno svolgendo regolarmente.
Fine febbraio. Pandemia! Iniziano le zone rosse nella bassa Lombardia. Non
ancora lockdown, ma la preoccupazione cresce, gli scaffali dei supermercati
si svuotano, le gare vengono … sospese, annullate, rinviate? C’è una gran
confusione tra gli organizzatori in attesa delle indicazioni della FIDAL, ma
soprattutto nessuno sa come sarà l’evolversi della situazione che si è
venuta a creare con il coronavirus.
8 marzo. Brescia non sarà invasa dagli atleti provenienti da tutta Italia.
Di certo gli automobilisti saranno contenti, ma ben presto anche le loro
auto avranno un lungo periodo di riposo nelle autorimesse.
Dal 10 marzo. Tutti chiusi in casa. Le restrizioni rendono impossibile
correre. Impossibile correre? Beh, forse i “vecchi” maratoneti non brillano
per il buon senso, ma hanno elevate doti di immaginazione. Ecco quindi il
sottoscritto crearsi un suo personale circuito per poter correre rispettando
tutte le norme imposte dai vari decreti del Presidente del Consiglio. In
realtà le corse “casalinghe” sono solo una scusa per poter pagare le quote
di iscrizione a favore di Ospedali, Associazioni, etc. etc. Non mi dilungo
oltre; chi volesse approfondire le mie (e di tanti altri) “pazzie” può
rileggere i post pubblicati.
Si sa che le avversità spesso riescono ad evidenziare il lato migliore delle
persone e qui da noi, soprattutto a Bergamo e Brescia, abbiamo avuti molti
riscontri. Non mi riferisco tanto alle varie associazioni di Volontariato,
che sono sempre in prima linea, ma a singole persone che con piccoli gesti
hanno aiutato gli altri, magari solo confezionando mascherine artigianali,
aiutando le persone nella spesa o più semplicemente rendendosi presenti
“virtualmente” accanto alle persone colpite. La collaborazione che più mi ha
colpito è stata quella dei tifosi dell’Atalanta e del Brescia, tifoserie che
hanno sempre una situazione molto conflittuale, che va oltre i comuni
sfottò, ebbene si sono ritrovate tutte e due fianco a fianco in vari
situazioni benefiche.
Maggio. Tutti in libertà, seppure con qualche raccomandazione. Si iniziano a
vedere podisti (quelli veri!) correre oltre i famosi 200 metri dalla propria
abitazione. Tutto o quasi sembra ritornato alla normalità, mi riferisco alla
corsa … in solitaria. Per quanto riguarda le gare, ancora tutto sospeso. Gli
organizzatori delle gare che si dovevano svolgere nel periodo di lockdown
prendono, riguardo alle iscrizioni ricevute, strade diverse. Chi rimanda la
gara nell’anno (maratona di Padova); chi annulla la gara e “passa”
l’iscrizione ricevuta alla nuova edizione; chi, pur adottando questa
modalità, farà pagare i diritti di segreteria, insomma ognuno ha la sua
ricetta. La ColleMarAthon offre la possibilità di donare la quota
all’Ospedale locale!
Beh, qui, nella zona più colpita dal coronavirus, facciamo di più!
BAM, (Brescia Art Marathon), sì, quella annullata l’otto marzo, non solo
trasferirà la quota, se richiesto, al prossimo anno, ma, rinunciando a
questa possibilità, l’atleta potrà far donare l’importo della quota agli
Spedali Civili di Brescia, opzione alle quale ho aderito, naturalmente.
“Beh, che cosa c’è di diverso da iniziative simili?”.
Siete i soliti impazienti, commentate prima di terminare le lettura del
post.
Giugno. Il Gruppo Bossoni Brescia Art Marathon (mi sembra corretto citare
per intero) ha “organizzato” (beh, forse la parola è un po’ grossa), diciamo
ha proposto la BAMneverstop, una gara che ognuno si personalizza: orario,
percorso, lunghezza, ed in cambio l’organizzazione invierà il pacco gara!
Eh, sì: medaglia, maglietta, integratore, il tutto a casa tua. Dimenticavo:
il tutto “Agggratis!”. Comprese le spese di spedizione!
Luglio. Naturalmente nessun controllo, per cui, come mi è stato suggerito,
ci si iscrive, così si ha il pacco gara. Ma, come “vecchio” maratoneta, non
mi passa neppure per la testa questa soluzione. E poi chi la sente Rossana?
Avere una maglietta senza correre …
Non sono più abituato a correre per 42 chilometri, per cui, per essere
sicuro di portare a termine la gara, mi alleno correndo una … maratona
(percorso completo della Maratona sul Brembo). Ultimo problema è la
certificazione chilometrica, per cui “assumo” Ferdinando, che con il suo
smartwatch certificherà distanza e tempo.
5 luglio. La “mia” BAMneverstop: km 42.200 tempo: 6h 15′ 16”.
6 luglio. Iscrizioni chiuse! Ma come è possibile, se la gara termina
domenica 12 luglio? Nessun problema. Grazie a Loretta, mi è possibile
iscrivermi e grazie ad Antonella avrò il mio pacco gara (beh, di questo
Rossana non è molto entusiasta).
Un grazie particolare a tutto il Team RosaAssociati, che ha reso possibile
questa gara, che in nessun punto è stata definita “virtuale”!
Termino il post ricordando che Bergamo e Brescia sono state proposte per
l’anno 2023 come capitali della cultura e mi auguro quindi che la
collaborazione con gli amici bresciani possa portare ad un risultato
positivo.





