Il silenzio di Londra arriva fino a Boston

Un momento di grande commozione, con tutti gli occhi degli spettatori, in silenzio, puntati sui megaschermi. Poi il silenzio continua e il serpentone si muove mesto come una processione blindata da tanti poliziotti attenti.

Al via è stato bello ritrovare i due mitici forlivesi Lorenzo Gemma e Luciano Piazza.

Ma poi si corre veramente. Sono passati sei giorni dal lunedì della tragedia di Boston. Qui la domenica è bellissima. A Londra sono tutti in strada, di nuovo, con un poco di angoscia, legato al timore che qualche assassino voglia emulare gli attentatori Usa. E’ impressionante la pressione sonora del tifo, nelle strade strette fa male ai timpani. Se ti avvicini alle transenne in migliaia ti urlano come belve feroci e, se hai il nome scritto davanti, viene lanciato in cielo. Le mani dei bambini spuntano come cento fiori e come non pensare al piccolo Martin accarezzandole.

foto 2Dopo avere attraversato il Tamigi sul London Bridge e girato davanti al Big Ben, l’arrivo dei 35mila partecipanti è davanti a Buckingham Palace. Il principe Harry ha mantenuto la promessa ed è presente alla maratona di Londra: ha consegnato di persona i premi ai giovani corridori della mini-maratona. Uno ad uno, ha salutato i ragazzi e consegnato i trofei; a margine del percorso della maratona, a pochi metri da Buckingham Palace, la linea del traguardo è davanti alla sua casetta “Clarence House” sul Mall, la via che unisce Buckingam Palace con Trafalgar Square.

Per ogni corridore, gli organizzatori verseranno due sterline, poco più di due euro, a un fondo per le famiglie delle vittime degli attacchi di lunedì (totale 100.000 euro). Bisogna ricordare che la Maratona di Londra è il più grande evento di raccolta fondi annuale sul pianeta. I corridori hanno raccolto oltre seicento milioni di Euro per la buone causa di una qualsiasi ente benefico dal 1981, quando la gara è iniziata. Se si vuole partecipare e si deve correre per queste fondazioni caritatevoli, la prova è che tutti corrono con la maglietta della propria “Charity”. Veramente un nobile proposito che qui funziona e la gente ci crede. Unica controindicazione è che, se non avvisati, vi troverete a correre in mezzo a centinaia di magliette che ricordano le patologie e le sfortune più disparate, cosa che un pò rattrista ma ci fa pensare a quanto siamo fortunati. Comunque la raccolta fondi online è diventato una delle principali fonti di reddito per molti enti di beneficenza del Regno Unito e la maratona di Londra è ormai diventata il simbolo e l’esempio da seguire.

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