Finale 1
…… Nel delirio il famelico Tosco Pratese si alza (stesso copione della volta scorsa), si appoggia distrattamente al muro e casualmente pigia un tasto. Meraviglia delle meraviglie, nell’albero di Natale si accendono centinaia di luci. Strano però, non vede le stesse immagini: l’albero come d’incanto si è girato, mostrando il lato nascosto! Il mattino seguente sulla propria fotocamera digitale ecco il risultato: altre 56 immagini di amici!
Finale 2
…… Il famelico Tosco Pratese si addormenta profondamente. Tutto lascia presagire una notte tranquilla, quando un rumore improvviso lo sveglia bruscamente. Si alza inquieto e cerca di capire cosa possa essere accaduto: una pallina natalizia raffigurante l’immagine di Gianfranco Gozzi è caduta per terra (cosa abbastanza prevedibile, data la mole!!). Non avendo un “tassello del 18” a disposizione, l’impresa di rimetterla sui rami si rivela abbastanza complicata! Finalmente con il mastice universale “mille chiodi” riesce a fissare la sfera, anche se il ramo pende vistosamente. Soddisfatto, alza gli occhi per rimirare il tutto …… ed ecco arrivano nuove allucinazioni. A causa del lavoro di ripristino il Tosco si era spostato dietro l’albero, ed è lì che appaiono nuove immagini e nuovi personaggi. Gli occhi brillano nel rivedere altri compagni di tutti i giorni e anche amici che, per un motivo o per l’altro, non possono più essere presenti nei fine settimana. Le immagini via via sbiadiscono e non sappiamo se la causa è la “condensa” …… ma sotto le palpebre del Tosco trapela un poco di “umidità”. Come certamente sarà accaduto anche al grande De Cubertin, “traduttore celebrale e materiale” delle sue allucinazioni e dei suoi incubi.
(*) Da un’idea originale di Mario Ferri e De Coubertin rivisitata solo in parte da Mario Liccardi.



