Il trittico di Gennarino. Meglio tardi che mai

 

 

 

Maratona del Gargano. Cagnano Varano (FG), 10 giugno 2017. 144^ gara di lunga distanza. Alla corte di Re Pasquale

 

000 1

La festa di Pasquale GIULIANI, organizzatore e Patron della Maratona del Gargano. La mini vacanza di tre giorni con Raffaela da trascorrere, al termine della festa, la prima notte a Rodi Garganico e i successivi due giorni a Vieste, la Perla del Gargano, distante circa 40 km da Cagnano Varano. Viaggio in automobile con partenza da Latina il giorno della gara e alle 14:00 eccoci ad una Cagnano Varano vestita a festa.

000 2

Parcheggio l’automobile sul corso principale a circa 100 metri del luogo di partenza e arrivo delle quattro gare in programma (ultramaratona km 50, maratona, maratonina e 10 km) e ultimo spuntino su una panchina. Il tempo di mangiare il panino ed ecco un Camper parcheggiare dietro la nostra automobile: è Giuliano GENNARI in compagnia di Carolina AGABITI ed altri due giovani. Saluto gli amici ternani con amicizia e continuo il relax.

001

Ecco anche Massimiliano MORELLI, Piero LUCARINI e Carlo Angiolo ZAMPINI che mangiano seduti sulla panchina poco distante. Li saluto e ci raccontiamo qualche simpatico episodio dei nostri incontri podistici.

Il tempo trascorre e alle 15:00 con Raffaela andiamo a ritirare pettorale e pacco gara. Durante il breve tragitto la prima persona che incontriamo è il numero uno del Club Super Marathon Italia Vito Piero ANCORA.

002

Numero uno con merito perché all’inizio del mese durante le QuadrOrtaThon da correre in quattro giorni consecutivi e su percorsi diversi e impegnativi organizzate in suo onore sul Lago d’Orta ha tagliato il traguardo di 1.000 maratone!!!!! Mille maratone e ultra, iniziando a correre 20 anni fa, indica che questa persona di 64 anni ha macinato almeno 42 km e 195 metri ogni domenica degli ultimi 20 anni!!!!! Incredibile ma vero. Bravissimo Vito Piero. Complimenti e foto di rito. Ecco anche Massimo FALEO alla distribuzione del pettorale per i Soci del Club Super Marathon Italia, ed eccoci alla cartolibreria di Pasquale dove un addetto ci consegna il pettorale.

005

Non c’è Pasquale, sicuramente è a sbrigare altri compiti. Ma poco dopo arriva Pasquale e … tutti gli si avvicinano per chiedergli qualcosa. Il momento è delicato, tra qualche ora partono le gare, io e Raffaela non vogliamo disturbare e lo salutiamo in punta di piedi. Usciamo, andiamo al locale vicino a ritirare il pacco gara ed ecco l’incontro e foto di rito con il Campione Alberico DI CECCO. E i ricordi vanno indietro nel tempo di ben 15 anni quando l’ho incontrai per la prima volta alla Placentia Marathon del 2002 e anche allora scattammo qualche foto. E ringrazio ancora oggi il giovane Salvatore RAUCCI che decise quella bellissima spedizione.

006

Riposo un poco sulla panchina, poi mi preparo per la gara e con Raffaela vado alla partenza. Ecco l’amico e PluriPassatore di Latina Enrico DI GREGORIO, Nunzia PATRUNO, Cosimo DI GIULIO, Hartmann STAMPFER, Francesco CAPECCI, Vito CARIGNANI, Giovanni TAMBURINI, Ferdinando GAMBELLI, Micaela TESTA, Pietro Alberto FUSARI ed altri. Un saluto a tutti e alle 16:00 si parte. Giornata di fine primavera con temperatura assestata sui 29/30° e sole al momento nascosto dalla grande afa ma che fa sentire forte tutto il suo calore.

004

La gara. Si parte in lieve discesa (da correre in leggera salita al ritorno) e, a differenza degli anni scorsi quando si effettuavano prima due giri nel centro cittadino, si punta diritti su Sannicandro Garganico distante circa 21 km. Inizio lentissimo, sento il fisico molle, vado avanti e al 3° km assesto il ritmo su 6’30”/6’40” al km per un probabile crono finale di 4:40. Il percorso sulla strada dei monti garganici con il mare in basso e le Isole Tremiti in lontananza è stupendo ma allo stesso tempo è duro per le salite e un dislivello positivo di circa 250 metri tra andata e ritorno. Percorso tecnico, sole, caldo e l’unica difesa è correre rilassati e tranquilli.

003

Avanzo, ho una gran sete e al 18° km chiedo a Giuliano e Carolina se mi fanno bere un sorso dalle loro bottigliette. Giuliano mi da la sua e mi dice che posso tenerla. Bellissimo gesto che porterò nel cuore per la vita. Grazie Giuliano e Carolina. Bevo e mi porto avanti. Avanzo nel tratto in lieve discesa per Sannicandro Garganico, incrocio e saluto chi è già nella fase di ritorno per il traguardo, vado avanti ed eccomi al giro di boa del km 21,097. Ecco Pasquale GIULIANI che, raggiunto questo punto con la sua bellissima motocicletta, incita ognuno di noi al momento del passaggio. L’incitamento del Patron ci dà la carica. Sorrido a Pasquale, giro intorno alla boa e via a pistare per il ritorno verso il traguardo. Passaggio in 2:22 e solo con una 2^ frazione più veloce posso puntare alle 4:40’: non sarà facile ma devo provarci. Inizio il tratto in lieve salita sempre avanzando di corsa, effettuo solo qualche brevissimo tratto di cammino per far rilassare muscoli e tendini e via a proseguire di corsa.

007

Sento il fisico rispondere bene anche perché la temperatura adesso è più bassa e il sole inizia a perdere la sua forza. Proseguo bene, spingo, al 36° km ecco Hartmann che avanza intervallando alla corsa tratti di cammino. Mi porto avanti, Hartmann mi ripassa, nei tratti che si sale mi riporto sotto, restando indietro nei lunghi tratti in lieve discesa. Recupero sull’ultimo tratto a circa 2 km dal traguardo, procediamo insieme, siamo sul corso principale, manca circa 1 km all’arrivo, do uno sguardo al cronometro e provo a concludere in 4:40. Vado avanti, Hartmann è dietro, corro, spingo, vedo l’arrivo, spingo e…4:41’31”. VOLA GENGIS VOLA. Benedetta Maratona. Ed ecco Hartmann. Va benissimo così, la medaglia, la foto con il grande bolzanino che ci scatta Raffaela e via a riposare e recuperare le prime energie. La 2^ frazione è stata percorsa in 2:19, più veloce della 1^ di 3’. Grazie Dio per la forza che mi doni.

008

La festa di Pasquale GIULIANI continua nel buio della sera illuminato a giorno. Continua con tanto e prelibato mangiare, balli e premi per tutti. Grazie Pasquale. I classificati della Maratona sono stati 86, la gara maschile è stata vinta da Alberico DI CECCO in 2:44’44”, mentre la gara femminile da Maria Grazia NAVACCHIA in 3:42’13”. INCREDIBILE MA VERO, questa vincitrice è una “ragazzina” di 62 anni!!! Vive in Liguria ma è da tutti chiamata la “maestrina di Torino” perché è di quella città. Di seguito, le categorie degli atleti più anziani a partire naturalmente dalla categoria alla cui appartengo da ben 3 anni.

  • M65
  • 1° GIAMMANCO Michele 3:55’13”
  • 2° ACETO Giuseppe 4:19’02”
  • 3° TEDESCO Gennaro 4:41’31”
  • M70
  • 1° LAMBERTUCCI Ulderico 4:35’47”
  • 2° SANTOVITO Giovanni 5:08’43”
  •  3° CAPECCI Francesco 5:30’16”
  • 4° CARIGNANI Vito 5.52’29”
  • 5° TAMBURINI Giovanni 6:04’36”
  • M75
  • 1° FUSARI Pietro Alberto 5:16’27”
  • 2° LUCARINI Piero 5:55’50”.

Clicca qui per la classifica

Clicca qui per le foto (di Hartmann Stampfer)

 

—————————————

 

Ultramaratona del Monte Terminillo (42,331 km), Vazia di Rieti. 16 luglio 2017. 145^ gara di lunga distanza. La scalata del Terminillo

Cosa ti inventa il buon Felice PETRONI di Rieti? L’Ultramaratona del Monte Terminillo con dislivello positivo di 1.266 metri e dislivello negativo di 1.269 metri!!! Partenza e arrivo presso l’Hotel Arcangelo di Via Vaiano di Vazia di Rieti a 487 m slm. Il percorso su strada (il punto più basso a 438 m slm e il punto più alto a 1.620 m) sicuramente metterà a dura prova i podisti e cosa certa, ci sarà tantissimo da sudare, sia per arrivare in alto che per tornare in basso.

009

Il percorso, dopo il primo chilometro in lieve discesa, continua in salita leggera fino al quarto chilometro. La pendenza aumenta nei successivi 14,500 km fino ad arrivare al punto più alto del km 18,500: in questo tratto i podisti non hanno respiro. Poi una discesa ripida con i muscoli già saturi dalla fatica, a continuare saliscendi fino ad arrivare al passaggio della maratonina (21,097 km) all’interno del campo di atletica del Terminillo. Giro completo del campo, e inizio della strada già fatta all’andata da percorrere in senso contrario. Il primo tratto del ritorno presenta ancora difficoltà fino a ritornare al punto più alto del percorso del 24esimo km. E poi via a correre in discesa libera per 14 km e 500 metri scalati all’andata con pendenza media di 8,5 per cento ed ecco gli ultimi 4 km circa da correre in falsopiano fino al traguardo. Correre su questo percorso, di poco superiore ai classici 42,195 km della maratona, con dislivelli simili e in una giornata di una calda estate, non è la cosa migliore da fare. Ma sicuramente non mancheranno gli amanti della corsa alla partenza di questa invenzione di mezza estate di Felice Petroni.

010

Giorno d’estate, fatica già messa in conto e auguriamoci soltanto che la temperatura a queste quote sia gradevole. E sicuramente un aiuto ci sarà donato dagli alberi lungo la strada che con le loro chiome regaleranno l’ombra che ci proteggerà dai raggi del sole e l’ossigeno puro di pronto impiego per farci salire e scendere sempre in spinta, quasi come a mimare un volo di uccelli tra i monti.

Per tutto questo diciamo un grande grazie a MADRE NATURA. E per un attimo la mente va ai tanti incendi che in questi giorni stanno distruggendo parte di questo PATRIMONIO unico. Incendi messi in atto in vari luoghi d’Italia da piromani senza scrupoli e chissà per quali interessi. Maltrattare la natura è come uccidere le persone. Tutti coloro che fanno questo (compreso i mandanti e quelli che hanno interesse in merito) dovrebbero avere pene pari a chi uccide le persone. AMIAMO LA NATURA E SIAMO TUTTI SALVI. E’ importante rispettarla.

011

Ritorno alla gara. Alla partenza siamo circa un centinaia di podisti tra uomini e donne di cui 70 sul percorso descritto e una trentina nella maratonina di km 21,097. Questi ultimi, giunti al traguardo posto all’interno del campo di Atletica del Monte Terminillo, termineranno la loro fatica ed usciranno di scena. La città di Latina partecipa con il sottoscritto, Antonio FLAMINI, Domenico GRECO e Aldo ONORATI. Ci sono anche amici di altre località laziali e altri luoghi d’Italia, tra cui spiccano Micaela TESTA, Ferdinando GAMBELLI (con l’ambizioso progetto di correre 52 maratone per quante sono le domeniche dell’anno) assistito come sempre dal suo Angelo custode che è la sua gentilissima e sempre sorridente Signora, Sergio COLASANTI, Cristiana DI PIETRANTONIO la simpaticissima segretaria del Club Super Marathon Italia, sempre sorridente e pronta a battute per sdrammatizzare la faticaccia che ci aspetta, Francesco CAPECCI col suo ennesimo berrettino categoricamente posato sul capo nel pensiero di quanto amore ci abbia messo la sua Signora per confezionarlo manualmente così preciso e bello per il proprio uomo, Carolina AGABITI e Giuliano GENNARI che ringrazio per l’aiuto che mi hanno dato alla Maratona del Gargano del mese di giugno scorso quando ho chiesto un po’ di acqua ed invece mi hanno regalato la bottiglietta intera, Massimo FALEO il simpaticissimo giovane amico di tutti e organizzatore di maratone, Michele RIZZITELLI che ho visto “volare” sulla discesa fintanto che è rimasto nella vista e Angela GARGANO che continua la sua corsa con serenità e sacrificio.

012

Questi gli amici e le amiche sul durissimo percorso delle strade del Monte TERMINILLO. Si è faticato e sudato tutti, e tutti i 70 partenti siamo arrivati al traguardo stanchi e doloranti ma felici per aver ultimato questo STUPENDO E DURISSIMO PERCORSO. Questa è stata “la mia mattinata di corsa in compagnia” in una giornata d’estate che Madre Natura ha mitigato con la temperatura sui 20 gradi e il fresco degli alberi: soltanto negli ultimi 6 km si è rientrati nella temperatura estiva di 30 gradi e il sole a picchiare. Circa mezza giornata a correre in compagnia, l’incitamento della Signora GAMBELLI negli ultimi 100 metri ed ecco il traguardo: VOLA GENGIS VOLA. Dio ti ringrazio. E un grazie per questa 145^ avventura sulla strada della maratona va al buon Felice PETRONI. Oggi l’amico più giovane Domenico GRECO ha corso la “sua” 50^ gara di lunga distanza e sicuramente correre il percorso del Terminillo è stato come il regalarsi la “maratona con la ciliegina sulla torta”. E adesso il bravo Domenico ha i requisiti per poter iscriversi al Club Super Marathon Italia. Lo aspettiamo. La festa continua durante il viaggio di ritorno con la sosta fatta sia per reintegrare ulteriori energie sia per festeggiare la 50^ SUPERGARA di Domenico.

Clicca qui per la classifica

 

————————-

 

Ecoultramaratona Scorrendo con il Liri (65,700 km). Cappadocia (AQ) – Isola del Liri (FR), 10 settembre 2017. 146^ gara di lunga distanza. Per 37 km alle prese co un violentissimo nubifragio

Recita la locandina della gara: “Scorrendo con il Liri è una gara con il fiume protagonista perché come lo sport è messaggio di unione tra popoli e territori nonché forte richiamo al rispetto della natura e dell’ambiente”.

Il motto della manifestazione: “C’è chi corre per fare il tempo, chi se ha tempo, chi solo se è bel tempo, chi del tempo ha paura e chi del tempo se ne frega. Si corre senza nemmeno sapere il perché. Ma se non corri il tempo passa lo stesso e allora calza un paia di scarpe, scendi in strada e cerca di rincorrerlo…il tempo”.

Partenti n° 185, arrivati n° 121.

  • Classifica maschile
  • 1° BUCCILLI Carmine in 4:03:15
  • 2° VELATTA Stefano in 4:09:45
  • 3° CALCATERRA Giorgio in 4:15:55
  • Classifica femminile
  • 1° DI VITTORIO Elena in 5:18:34
  • 2° DE STEFANO Daniela in 5:26:10
  • 3° CORRADINI Eleonora Rachele in 5:26:14

Ecco cosa ha detto a NewBiella il 2° classificato Stefano VELATTA: “A un certo punto ci siamo trovati il fiume lungo la strada, avevamo l’acqua che arrivava alle ginocchia. Era terribile, ma siamo riusciti a proseguire e arrivare al traguardo.”

Di seguito, il mio racconto estrapolato dalla mail inviata agli Organizzatori due giorni dopo la gara.

013

Gent.mi Organizzatori della stupenda Ecoultramaratona “Scorrendo con il Liri”, anzitutto Vi ringrazio tantissimo per il dono che fate a tutti noi con la passione della corsa a piedi nel regalarci questa bellissima festa di sport e di amicizia che, per un giorno, fa incontrare e correre in compagnia podisti e podiste di ogni luogo d’Italia (e dell’intero Mondo, mi auguro un giorno non lontano). La giornata di domenica scorsa con clima invernale e un nubifragio impossibile non ha fermato la macchina organizzativa, ma in quelle condizioni estreme qualcosa non ha funzionato.

Servizio navette ottimo tra Isola del Liri e Cappadocia, consegna pettorali perfetto e in modo gentilissimo, partenza, e dopo qualche chilometro ecco inizia il nubifragio. In quelle condizioni e correndo nelle posizioni di retrovia vedo podisti e podiste avanzare e lottare come dei leoni. Corriamo tra i monti, con le nubi basse, l’acqua che viene dal cielo in modo forte ed incessante, con folate di vento e i piedi immersi nell’acqua. L’ambulanza va avanti e indietro, prego che non debba intervenire per nessuno, ed ecco i ristori apprestati in modo semplice e con prodotti a sufficienza ma con qualche disagio causato dalle condizioni meteorologiche. Mi auguro, visto il tempo, che finalmente ci sia il tè caldo. Non c’è e via con gli altri prodotti. Comunque non manca nulla anche se, quando si arriva in gruppo, ci si trova un po’ in difficoltà a causa della pioggia incessante.

014

Arrivo al ponte di legno che porta al km 37,920. L’attraverso sguazzando nelle pozzanghere e così le scarpette si riempiono di brecciolino trascinato dall’acqua che scende dai monti. Momento delicato, ed ecco Aldo ONORATI mi viene in aiuto: seguito da un amico in automobile, prende dei calzini dalla borsa in macchina dicendomi di calzarli, operazione difficile per il freddo. Vedendomi vestito solo con pantaloncini e canotta, mi passa anche un impermeabile. Grazie Aldo. Non è un bel momento perché accuso, per il freddo, anche un lieve battito di denti e così per un attimo penso negativo. Riprendo la corsa affrontando la salita successiva e via a continuare e andare avanti. A questo punto le condizioni climatiche si mettono al meglio e noi podisti e podiste avanzanti in ordine sparso verso il traguardo ancora lontano tiriamo un sospiro di sollievo. Dimenticavo: durante il nubifragio un organizzatore passa a chiedere se tutto va bene, un altro ci dice di correre sul lato della strada verso valle perché c’è il pericolo che possano venire giù delle pietre. Lungo i restanti 16 km prendo a riferimento alcuni maratoneti e per qualche chilometro sono in compagnia. Poi proseguo in solitaria. Nel vederci passare, alcuni ci chiedono da dove veniamo: sentendo “Cappadocia” rimangono allibiti. L’incontro con queste poche persone lungo il percorso è un bel sostegno. Ai ristori prendiamo un po’ di respiro scambiando qualche parola con gli addetti.

016

Poi avanti, ed ecco lo stradone che attraversa Sora e procede per Isola del Liri. Bisogna stare molto attenti perché il traffico automobilistico della domenica sera (siamo per strada da oltre 7 ore) è molto intenso. Avanzo camminando e correndo con il riferimento di Aldo che si allontana sempre di più fino ad uscire dalla mia visuale. Ecco Isola del Liri. Attraverso con difficoltà la rotonda, via a sinistra e subito semicurva a destra ed ecco la stradina in ripida discesa fino al punto con il cartello che indica “ULTIMO CHILOMETRO”. Incontro l’atleta Roberta MANZOLI, moglie del PluriPassatore Aldo ONORATI che oggi mi è venuto in aiuto in più di un’occasione e sicuramente è già arrivato al traguardo. Roberta, che stamattina ha corso la gara di 27 km, mi vede e mi indica la strada. La ringrazio ma, non conoscendo Isola del Liri, il percorso non è ancora chiaro. Chiedo ai passanti la strada per la cascata e un signore mi segnala di andare a destra. Continuo a correre stanco, questo ultimo chilometro non finisce mai, entro all’interno di stradine avanzando a zig-zag e continuando a chiedere del traguardo a quelli che incontro. Finalmente arrivo e concludo la mia gara in 7:55:35. Sono felice e stanchissimo, vestito ancora come sono partito stamattina da Cappadocia, solo con pantaloncini e canotta. Procedo in avanti, chiedo dove è il luogo per ritirare il borsone con gli indumenti consegnato alla partenza e dove è il ristoro finale.

015

Qualcuno mi dice che il borsone è allo Stadio dove ci sono anche le docce, distante circa 1.000 metri! Però ci sono le navette. Il ristoro invece è a circa 300 metri tra le viuzze. Sento il desiderio di bere e ingoiare qualcosa. La stanchezza è tanta, è sera, sono in pantaloncini e canotta da stamattina, niente telo all’arrivo e via in cammino. Eccomi nel locale del ristoro, chiedo del pacco gara e della medaglia, mi indicano una Signora, vado dalla Signora sempre più stanco, chiedo la gentilezza di sedermi, la Signora è gentilissima e mi dice di accomodarmi. Scrive il numero di pettorale su un foglio di carta e mi dice che il pacco gara e la maglietta di taglia M mi saranno spediti a casa, le medaglie sono terminate perché eravamo tanti iscritti. Dalla classifica ho contato solo 121 (centoventuno) tra LEONI e LEONESSE, ma va bene ugualmente, la GENTILEZZA paga sempre. Ringrazio e saluto la gentilissima Signora e, sempre stanco ed infreddolito perché il tempo trascorre e sono sempre vestito come sono arrivato al traguardo, mi porto al tavolo ristoro dove prima un’altra Signora gentilissima mi invita a mangiare anguria a volontà (ottimo integratore e prima dolcezza dopo la lunghissima cavalcata per attraversare lo stupendo percorso del Liri). Infine una giovanissima e gentilissima ragazza mi dona alcuni dolcetti e delle scaglie di parmigiano reggiano che avvolge con amore all’interno di tovagliolini di carta: li mangerò dopo la doccia.

017

Ringrazio di cuore la ragazza e prendo anche una bottiglietta d’acqua. La giovane e sorridente Signora al bancone di fronte alla ragazza mi chiede se ho bisogno ancora d’altro. La ringrazio e sorridente volgo un ultimo sguardo a queste splendide donne dell’organizzazione impegnate a distribuire bottigliette, dolcetti e parmigiano reggiano. Esco dalla struttura e ritorno da dove sono partito. Mi dicono del bus navetta che non vedo e mi incammino, claudicante, verso lo Stadio. Avanzo lento, il tempo trascorre, è quasi buio, ecco lo Stadio, vedo le luci all’interno della struttura, entro e dopo aver salito le scale con le gambe malferme per raggiungere il piano superiore, continuo il cammino, entro negli spogliatoi e … finalmente il caldo, la borsa indumenti e la DOCCIA CALDISSIMA. OTTIMO RISTORO ma dopo circa 50 minuti dall’arrivo! Ringrazio comunque sempre per quest’altro dono. Lascio lo Stadio solo quando il giovane custode decide che è ora di chiudere e, gentilissimo mi riporta al luogo da dove ero arrivato con la sua automobile. Pur con la doccia fatta e finalmente al caldo, col borsone in spalla e al buio sarebbe stato difficile percorrere questo piccolo tragitto. Ringrazio questo giovane per la VITA. E, adesso, davanti e illuminata, finalmente vedo la Cascata del Liri per la prima volta in vita mia: “Visione bellissima e cresce la serenità interiore”. E, in attesa dell’amico che mi porterà a casa, mi siedo su una panchina, ammiro la cascata e approfitto per mangiare il parmigiano reggiano e i dolcetti datomi con amore dalla ragazza.

018

Tutto questo si è verificato a partire da stamattina alle 7:00 quando è passato sotto casa il giovane Emanuele COLARULLO a prendermi con la sua automobile. E per tutto questo sono sereno e felice per aver trascorso questa stupenda giornata di sport che un violentissimo nubifragio di ore ed ore ha tentato di non farci vivere. Ringrazio di CUORE gli organizzatori ed ogni addetto che ci hanno consentito questo, con l’unico suggerimento, se possibile, di farci trovare la borsa indumenti più vicino al luogo dell’arrivo. Un’altro suggerimento è: “Perchè non organizzare, sullo stesso percorso, una “Salendo lungo il Liri”? Mi piacerebbe tantissimo e chissà che non mi venga fatto questo regalo. La partenza delle gare avverrebbe alle 9:00 e pertanto ci sarebbe tempo per rientrare con calma a Isola del Liri. Bisogna vedere se Cappadocia ha la logistica per un bell’arrivo. Vedere una simile festa farebbe felici i pochi abitanti di questo paesino abruzzese. GRAZIE ANCORA.

La conclusione della festa è stato il rientro a Latina con l’altro PluriPassatore Enrico DI GREGORIO che ringrazio per la sua massima disponibilità e gentilezza. Il giovane Emanuele COLARULLO ha terminato circa un’ora prima la sua lunghissima corsa del Liri, e dopo la doccia è volato dai suoi figlioletti e dalla sua gentile Signora per festeggiare il proprio compleanno!!! Auguri Emanuele e grazie per la disponibilità di stamattina. Prendendo spunto dal motto dell’organizzazione, concludo con queste parole: “Il tempo non si ferma mai, corre velocemente, lo attraversiamo velocemente e allora, se e quando possiamo, calziamo un paia di scarpette e percorriamolo di corsa”.

Un bravissimo di Cuore a tutti gli amici e amiche del Club Super Marathon Italia che ho incontrato prima, durante e dopo quest’altra esperienza di vita podistica. E, ricordo bene che almeno due di questi, Carolina AGABITI e Giuliano GENNARI nell’agosto scorso hanno corso tutte e 10 le maratone del Lago d’Orta correndo una maratona al giorno e in seguito hanno continuato a macinare chilometri in altre gare lunghissime. Questo per dire di quanto poco corre Gennarino con le sue 6/7 maratone all’anno. Posso soltanto inchinarmi davanti a queste persone e ammirarle ogni qual volta le incontro sulla strada di maratona. Bravi ragazzi e ragazze.

Risposta dell’Organizzazione: “Fantastico…Grazie di cuore, le tue parole raccontano un viaggio, questa gara resterà nel cuore di chi l’ha vissuta per anni. Un caro saluto da parte di tutti gli organizzatori”.

Dedico questo racconto a tutti i leoni e leonesse che hanno vissuto questo straordinario percorso. Al prossimo racconto con la…maratona.

Clicca qui per la classifica

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche