In paradiso si può correre. Trail dell’Assenzio.

Poi comincia la discesa, leggera e fresca nell’ombra dei pini, 10 chilometri soffici soffici. Nessun rumore Sembra che non ci sia più niente dagli occhi in giù. Dante e Milton li ho appena passati. Questo è l’Empireo, se mai un giorno me lo meriterò, lasciatemi qui….in paradiso e correrò per sempre !

Se volete provare anche voi, andate lassù tra il il km 15 e 25, il trail era sabato scorso, 15 Giugno, nella Svizzera Francese, sulle montagne sopra il lago di Neuchatel.

Ha un nome singolare, il Trail dell’Assenzio. In queste valli veniva coltivata un’ottima Artemisia (absinthium), ingrediente magico di questo liquore, conosciuto fin dall’antichità. Lucrezio scrisse dei canti su questa bevanda. Ma alla fine dell’ottocento, per colpa della filossera che sterminò le viti, avvenne una vera e propria riscoperta . Manet gli dedicherà un quadro “L’Assenzio”, e praticamente tutti gli intellettuali ed artisti (Gaugin, Allan Poe, Picasso, Crowley, Verlaine, Rimbaud, Monet, Budelaire, Wilde, Lautrec, Van Gogh) ne facevano uso. Si dice anche che Van Gogh si recise l’orecchio in preda ad una crisi da intossicazione di Assenzio. Oscar Wilde diceva: “Un bicchiere d’assenzio, non c’è niente di più poetico al mondo. Che differenza c’è tra un bicchiere di assenzio e un tramonto? Il primo stadio è quello del bevitore normale, il secondo quello in cui cominciate a vedere cose mostruose e crudeli ma, se perseverate, arriverete al terzo livello, quello in cui vedete le cose che volete, cose strane e meravigliose”.

Essendo generalmente di colore verde, l’assenzio si è affermato anche con l’epiteto Fée Verte (Fata Verde). Infatti, sotto il logo del trail potete vedere la fatina verde. Oggi gli Svizzeri ci scherzano, ma cento, dieci anni fa l’abuso era un proprio flagello tanto che la proibizione dell’assenzio fu addirittura scritta nella costituzione del 1907 ed e’ rimasto vietato fino al 1° marzo 2005, quando l’assenzio divenne legale nel suo paese d’origine, dopo circa cento anni di messa al bando. Certamente, con gli sportivi questa tossicodipendenza non c’entra niente, ma mi hanno spiegato che quando ci fu la prima edizione, nel 1996, collegare questa sfida al nome trasgressivo e alla fata verde originaria di qui dava risalto all’evento, e faceva spuntare sulle spalle dei partecipanti un paio di ali di grande portata e partire per un paese senza frontiere e senza orizzonti alla ricerca di nuove poesie e nuovi paesaggi.

In fondo alla discesa c’è una piccola ma favolosa cascata disegnata dalla Disney, con Bambi e la Bella Addormentata, poi la valle con le sue ordinate fattorie e l’arrivo lungo il fiume. Invece della Medaglia, una bottiglietta Mignon di Assenzio per chi vuole provare l’ebbrezza e, per dimenticare le fatiche, c’è compreso nel prezzo l’accesso alla piscina con la Jacuzzi e vista sulle montagne.

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