In ricordo di Giuseppe Togni – Tributo n. 1

Ecco quindi il mio contributo alla memoria di nonno Beppe, tre belle avventure austriache vissute in allegria, quando Beppe era già primo della classe e amato da tutti. Tre articoletti già pubblicati sul giornalino del Lippo Calderara ed ora ripresi per il Supermaratoneta più Grande. Questo è il primo tributo, fra qualche giorno gli altri due.

Domenica 14 agosto 2005

Kainach (Graz, Austria) – 17° Kainacher BergMarathon

Beppe Togni’s Show

 

002003Dopo la EcoTrail di Castiglione dei Pepoli, eccoci alla montanara BergMarathon, partenza e arrivo a Kainach, amena località austriaca a 540 m s.l.m. Ad eccezione di un tratto di discesa ripida fra il 15° e 17° km, costellato di trabocchetti e adatto più agli stambecchi che a noi podisti, il resto è a misura d’uomo. Dai 540 m della partenza si arriva al 15° km a 1.790 m, per un dislivello complessivo di oltre 2.000 metri. È la mia 4° ecomaratona dell’anno, seconda solo per bellezza del percorso alla Alpine Marathon di Vaduz: doppio pasta party sabato e domenica, quello del sabato innaffiato anche con birra a volontà; altimetria e planimetria in scala, riprodotte e commentate sul volantino e esposte in gigantografia allo stand di partenza; tracciato segnalato alla perfezione con cambiamenti di direzione evidenziati tramite frecce ad altezza d’uomo; ristori ubicati in tutti i punti “critici” (senza la rigidità dei 5 km), forniti di acqua, cocacola, sali minerali, barrette e banane; docce con acqua calda e massaggi a 200 m dall’arrivo. Peccato per il tempo, all’inizio nuvoloso e con foschia, che non ha permesso di gustare appieno il panorama, a tratti superbo. Unico neo: dopo una ripida discesa di 5 km su strada asfaltata, al 40° km a pochi metri dal traguardo, il percorso devia bruscamente nel bosco verso l’ennesimo sentiero in salita di circa un chilometro, superecologico e molto duro, accettabile in qualsiasi altra parte del tracciato, ma non alla fine. Tratto in salita chiamato con stile grottesco nel volantino “l’anticamera del cimitero”, messo lì sadicamente per segare le gambe a coloro, compreso il sottoscritto, che si riproponevano di finire in bellezza.

004005Con la scusa della BergMarathon, venerdì mattina parto con consorte verso Graz, 35 km da Kainach, seconda città dell’Austria per popolazione e capoluogo della Stiria. Sabato la maratonina turistica per Graz: città antica e moderna, famosa per la Torre dell’Orologio costruita nel Duecento sullo Schlossberg, ma anche per la moderna Murinsel (Isola sul fiume Mur) del 2003, una conchiglia in vetro e acciaio galleggiante sull’acqua che ospita una caffetteria ed un anfiteatro.

Sabato sera a Kainach, per il ritiro dei pettorali e il pasta party, mi ritrovo con altri otto supermaratoneti mai sazi di maratone neppure in agosto: saluti e baci in ordine alfabetico a Roberto Algeri, Vito Piero Ancora, Adriano Boldrin, Francesco Capecci, Lorenzo Gemma, Natalina Masiero, Marina Mocellin e all’incommensurabile Beppe Togni. Natalina, anche se non iscritta al Club dei Super – per pigrizia, snobismo, o perché non gliene frega niente – lo è per merito: se la interroghi sul numero di maratone e ultra ultimate, risponde di non averne tenuto mai l’esatta contabilità ma, fra ufficiali e non, sono più di mille. Non la pensa così l’incommensurabile Beppe, che delle maratone ha fatto la propria ragione di vita e che ormai, volenti o nolenti, è un mito. In mancanza delle foto-curriculum della proprie gesta – che i crucchi non capirebbero ma che tutti noi conosciamo a memoria per averle viste esposte negli stand di ogni maratona d’Italia – oggi ha portato con sé i “santini”, come li chiama Adriano: foto ricordo con dedica, data di nascita e numero ufficiale di maratone concluse (670 o giù di lì), che distribuisce a destra e manca per farsi conoscere ed apprezzare in giro. Merito dei santini, ma anche in considerazione dell’età, ottiene dagli organizzatori di partire un’ora prima per non ritardare troppo il ritorno a casa.

006007Detto fatto, domenica mattina Beppe scatta alle 8,00 fra gli applausi dei locali, scortato con tutti gli onori da quatto ciclisti per i primi chilometri di strada asfaltata. Alle 9,00 la partenza dei comuni mortali. Produce subito un poderoso allungo Lorenzo Gemma, ansioso di tornare presto a casa per suonare di nuovo la tromba. Lo segue Adriano Boldrin inseguito da Natalina Masiero. Mi raggiunge Marina Mocellin, insieme risaliamo posizioni e riprendiamo prima Natalina, poi Adriano, il “Macho della Riviera del Brenta”, come lo chiama Natalina, già in dolce compagnia di Sabine, bellezza locale di prim’ordine. Marina, reduce dai 252 km della vittoriosa 48 ore di Casarsa della Delizia (Pordenone) e non ancora sazia, appena la salita si fa dura, stratosferica più che mai, scatta e va. Resto con Adriano e Sabine e da quel momento in poi faremo corsa parallela. Mi staccano in salita e nei falsipiani, li raggiungo in discesa. La BergMarathon è tutta da godere e, tranne il tratto di discesa terribile descritto in precedenza, è alla portata di tutti. Nei boschi, mirtilli e funghi, fra cui bellissimi esemplari di amanita muscaria (ovulo malefico) con il caratteristico cappello color rosso aranciato ricoperto da diffuse verruche bianche, da guardare con rispetto ma non toccare.

008009Camminando in salita, corricchiando nei falsipiani e recuperando in discesa, arriviamo al 20° km in tre ore e qualche minuto. Al 21° passa e va Francesco Capecci, specializzato in finali travolgenti. Al 30° riprendiamo Beppe Togni, fresco come una rosa e cosciente che anche per questa volta è fatta. Nella discesa finale do fondo alle ultime energie e, superata con qualche sforzo di troppo “l’anticamera del cimitero”, termino in 5h55’.

Pochi minuti dopo arriva Beppe, ed è il trionfo: sotto i tendoni predisposti nella zona del traguardo, pur impegnati in libagioni a base di carne arrosto, gebratene wűrstel e tanta birra, tutti i presenti applaudono con sincerità il piccolo grande uomo giunto da Lumezzane, sconosciuto paesino della campagna bresciana, a onorare la BergMarathon con la propria presenza. Dopo l’intervista di rito, Beppe si assenta per doccia e massaggi. Qualche impaziente scalpita pensando al lungo viaggio di ritorno: vorrebbe tagliare la corda e partire, ma è messo in minoranza perché i festeggiamenti non sono ancora terminati. Mezzora dopo infatti, al termine delle premiazioni ufficiali, ci sono spiccioli di gloria per (quasi) tutti: pettinati, profumati e vestiti a festa, molti di noi risultano fortunati vincitori di ricchi premi e cotillon nella lotteria riservata ai maratoneti.

Dulcis in fundo, Beppe, ormai cittadino onorario di Kainach, è premiato con una maglietta speciale superlusso e, in rappresentanza del nostro gruppo di italiani, riceve dagli organizzatori una grande cesta di prodotti locali al grido di Viva l’Italia. Ora la festa è veramente finita e possiamo tornarcene a casa sotto la pioggia.

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