Omar è molto conosciuto ed amato nel mondo del podismo essendo il Presidente dell’Atletica Franciacorta una associazione Fidal con 200 tesserati in provincia di Brescia e per l’organizzazione di tre edizioni dell’Ultra Franciacorta una dodici ore che si è svolta lo scorso 28 Aprile a Provaglio d’Iseo e a cui hanno partecipato molti soci. Oltre a Omar sarà presente una coppia d’oltralpe just married ma correrà solo uno dei due sposi.
Chissà perché una Luna di miele proprio qui correndo. Guardando le foto delle corse degli anni passati sono molte le coppie che son passate di qui e però fatalità o meno è indicativo che qualcuno scelga di passare i primi giorni dopo il matrimonio in cui pare che la felicità sia particolarmente intensa proprio qui, forse perchè non dura più di una luna (cioè un mese circa). Riprendo una nota di costume del “Sole 24 Ore” sui viaggi di nozze per capire quando si diffuse l’usanza di trascorrere questo periodo lontano da casa, nei luoghi più belli del mondo? Quando nacque cioè il viaggio di nozze? Probabilmente verso la metà dell’Ottocento. In quel periodo nelle famiglie borghesi delle grandi città si comincia a riconoscere alle donne voce in capitolo nella scelta del futuro marito: potevano per esempio rifiutare un pretendente, se non sceglierlo. Ma i due futuri sposi non avevano quasi modo di conoscersi, da ogni punto di vista, nel tempo del sorvegliatissimo fidanzamento. E così, grazie alla Rivoluzione dei trasporti e alla nascente industria turistica, la soluzione fu trovata con l’invenzione del viaggio di nozze.
Gli aspetti positivi erano numerosi. Per cominciare una tempestiva partenza sottraeva gli sposi alla curiosità del vicinato e agli scherzi dei ragazzini (un tormento in molti Paesi del sud sino a pochi anni fa). Inoltre lo stabilirsi di relazioni ed equilibri interni alla coppia avveniva in un terreno neutrale, in un Paese lontano, senza influenze di famiglie, parenti, amici. C’era poi naturalmente la scoperta del sesso.
Per la moglie era spesso l’unica opportunità, prima delle gravidanze, di visitare Paesi lontani, e le si concedeva dunque di avere voce in capitolo nella scelta della meta. Allo sposo si chiedeva invece di svolgere durante il viaggio quel ruolo di guida che avrebbe in seguito ricoperto nella vita di ogni giorno. Negli auspici partivano due individui e tornava una famiglia, che al ritorno si trasferiva nella nuova dimora, simbolicamente separata dai rispettivi genitori.
Questo viaggio così particolare trovò presto le sue mete predilette: per gli Americani erano d’obbligo le Cascate del Niagara (simbolo trasparente di un grande salto con il quale il fiume inizia un nuovo percorso), mentre gli Europei preferivano naturalmente la romantica Parigi, celebrata nei romanzi d’amore letti avidamente dalle signorine. Da noi le mete da sogno furono (e sono) Venezia, Firenze o Capri, ma anche la politica volle dire la sua quando il fascismo raccomandò (anche con agevolazioni) la Roma del nuovo, fugace Impero agli sposi novelli.
Nel secondo dopoguerra, in piena esplosione di demografia e consumi, l’industria turistica ormai pienamente sviluppata fu sin troppo felice di assecondare la nuova tendenza, poiché gli sposi erano clienti ideali: ben disposti a spendere, anche per ragioni di prestigio sociale, e poco interessati a occuparsi di persona del viaggio, dopo tutte le fatiche del matrimonio. Grazie alla diffusione del trasporto aereo, le mete cominciarono a estendersi ai paradisi tropicali: Caraibi, Maldive, Polinesia, Seychelles…
Ai nostri giorni abbondano i Tour Operator specializzati, con appositi cataloghi e fiere dedicate. Ma si può anche fare da sé e ai più intraprendenti EDT/Lonely Planet propone infatti una guida. Dopo tutto l’avventura del principale editore internazionale di guide turistiche cominciò proprio con un viaggio di nozze fuori del comune, quando nel 1972 Tony e Maureen Wheeler decisero di percorrere la «Rotta per l’India» (Hippie Trail); un viaggio dal quale non sarebbero mai tornati, dal momento che ancora oggi la sede di Lonely Planet è a Melbourne, Australia. Simile l’avventura di Mike e Anne Howard, partiti sei anni fa nel gennaio 2012 per «Il più lungo viaggio di nozze del mondo» (World’s Longest Honeymoon): oltre quaranta i Paesi visitati sinora, e l’avventura continua.
La guida offre sensati consigli, a cominciare dal budget. Poiché in media un fidanzamento dura diciotto mesi e il viaggio di nozze costa circa quattromila euro per coppia, bisogna risparmiare poco più di duecento euro al mese dal giorno del «Sì, sposiamoci!» a quello in cui direte definitivamente «Sì, lo voglio!». Occhio poi al calendario: molte zone dei Caraibi per esempio sono sferzate dagli uragani nei mesi di settembre e ottobre, mentre altre destinazioni tropicali sono visitate regolarmente dai monsoni. È vero che «Sposa bagnata ecc.» ma insomma…meglio i temporali notturni del Lago d’Orta.
Negli ultimi decenni tuttavia la crisi e il declino del matrimonio tradizionale hanno nuovamente rimescolato le carte. Le coppie si sposano più tardi (se e quando si sposano), e spesso giungono al matrimonio dopo lunghe convivenze di prova. Certo il viaggio di nozze rimane un momento piacevole (perché rinunciarvi?) ma finisce per assomigliare a una vacanza come le altre, magari un po’ più agiata, grazie all’aiuto di amici e parenti (spesso il viaggio è la voce principale della lista di nozze). Di certo ha perso molto del suo significato di rito di passaggio.
In compenso nuovi comportamenti sociali si affacciano. Molti sognano un matrimonio fuori dal comune (in tutti i sensi) e si sposano all’estero, fondendo matrimonio e viaggio di nozze, preferibilmente da soli o con pochi intimi. Questa nuova domanda ha provocato il fiorire di una molteplice offerta. Resta naturalmente il «tradizionale»matrimonio a Las Vegas, magari con un sosia di Elvis Presley (ma non è vero che nella capitale del gioco d’azzardo ci si può sposare in ogni momento). Altrimenti è possibile sposarsi in un castello, in un tempio tailandese, in una chiesa di ghiaccio in Lapponia o a Disneyland… Ma ci si può sposare anche su una spiaggia orlata di palme, sott’acqua, sul ponte di una nave da crociera in stile Love Boat, in volo su un piccolo aereo o durante una maratona.
In ogni caso per una coppia avere a disposizione un Lago Dorato con paesaggi romantici e la possibilità di stare in un ambiente rilassato le 10 in 10 di Orta sono irrinunciabili. Auguri vivissimi quindi a Omar e Barbara. W GLI SPOSI





