Inferno in autostrada

Alle 12:00 era previsto un incontro fra alcuni cusmini (*): Piero Maddaluna arrivava dalla sua mega residenza estiva di Ellera (SV), Peppi Morello da Bolzano, Fabio Lunelli, Giacomo Zerilli e Massimo Appiani da Milano. Last but not least, Mario Liccardi da Bologna la Dotta. [Il ceppo bolzanino (Peppi, Fabio, Massimo, Mario) + due infiltrati (Piero e Giacomo). NdR].  

Avevamo scelto Belluccio’s, un ristorante a Città Studi dotato di un ampio spazio all’aperto. Ma all’ultimo momento, per accontentare Piero che faceva le bizze (paura di perdersi fra i divieti di accesso alla metropoli lombarda), abbiamo optato per l’Antica Trattoria Monlué ubicata a pochi minuti dal centro di Milano in un ex monastero all’interno di un suggestivo borgo medioevale. 

Alle 10:15, tra Fiorenzuola d’Arda e Piacenza Sud si è scatenato l’Inferno. Dopo aver tamponato un autoarticolato, un’autocisterna ha preso fuoco. Il GPL ha inondato entrambe le carreggiate e per i due autisti, poveracci, non c’è stato più nulla da fare. Il tratto Fiorenzuola d’Arda – Piacenza Sud è stato chiuso nelle due direzioni. Chi proveniva da Milano era obbligato ad uscire a Piacenza Sud, quelli che arrivavano da Bologna uscivano a Fiorenzuola d’Arda.

Invece i poveri tapini che si trovavano nel tratto incriminato non avevano scampo, tutti fermi sotto il sole. Tranne una manciata di baciati dalla fortuna, io e qualcun altro, all’ombra dei pochi ponti autostradali presenti in quel tratto. 

In lontananza una enorme colonna di fumo nero, non molto dissimile dai funghi atomici di Hiroshima e Nagasaki. 

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Mentre i sopracitati cusmini banchettavano a Monlué spernacchiando alla mia salute, ho passato 4 (quattro) ore nella corsia di sorpasso della carreggiata fermo sotto un viadotto con di fronte, dietro e alla mia destra bisonti della strada a perdita d’occhio. 

Ogni tanto qualche telefonata con i “monluesi” da cui mi giungevano brindisi, schiamazzi, lazzi e frizzi insieme ad alcune foto di ossibuchi, risotti allo zafferano e antipasti di fassona.

A Giacomo che mi wathsappava “A che punto siete?” ho risposto “Al punto che aspettiamo la Protezione Civile che ci porti almeno un panino”. 

Mia moglie l’ha presa con filosofia e si è immersa nella lettura del romanzo storico “Le ateniesi” di Alessandro Barbero che aveva portato con sé. Io, invece, che filosofo non sono, visibilmente contrariato cercavo di spremere le meningi per trovare soluzioni ad un incubo di cui non vedevo il fondo. 

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Allle 14:15 nella carreggiata verso Bologna sono comparse alcune auto che sfrecciavano veloci. Poco dopo anche la nostra fila si è mossa. Ho ricominciato a sperare: in un’oretta sarei potuto arrivare all’Antica Trattoria Monlué almeno per l’ammazza caffé (la Speranza ultima Dea).

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Dopo 400 metri tutto si è chiarito. Erano stati spostati alcuni guard-rail per poter eseguire una semplice inversione ad U e tornare indietro, cosa che sono stato costretto a fare anch’io. 

Mentre procedevo a 100 km/ora in direzione Bologna, nella carreggiata opposta migliaia di camion sotto un sole rovente erano ancora in coda a passo d’uomo verso lo svincolo di Fiorenzuola. Comunque ti vada male, c’è sempre qualcuno che sta peggio! 

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Martedì 22 giugno nell’anno di grazia 2021, tornando a casa scoglionato e sfiduciato, mi sono reso conto che neppure SuperMario Draghi sarebbe riuscito ad inaugurare la nuova stagione dell’amore. 

In Italia ci vorrebbe un miracolo. Ma i miracoli non esistono.

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PS! Il buffo (la beffa) è che avremmo dovuto prendere il treno. Ma, dopo aver sentito Mario Draghi annunciare che gli anticorpi prodotti nel suo organismo dalla prima dose di AstraZeneca erano pochi (richiamo con Pfizer), per la sicurezza di mia moglie che aveva fatto una sola dose di AstraZeneca la prudenza (variante Delta) consigliava di rinunciare alle 6 ore di treno BO – MI a. e r.

Se non siamo riusciti a raggiungere Monluè, la colpa non è stata del bajon ma della dichiarazione di Draghi! Non poteva starsene zitto?

https://www.youtube.com/watch?v=ktt8eOuBBCg

 

(*) cusmini: ex studenti degli anni ‘60 che hanno soggiornato al CUSM, Collegio Università di Stato di Milano

 

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