individuale ed a staffetta. Il Club ha fatto presenza con un nucleo storico
che tutti gli anni ha partecipato alle precedenti edizioni e new entries
come “Giorgino” Pelagalli (inossidabile 72enne pratese). A me è bastato
respirare di nuovo l’aria della manifestazione agonistica e l’ansia di
controllare il numero di giri (ben 36, tantissimi per concludere la
maratona) e pensare che non puoi mollare ma devi arrivare fino in fondo. A
parte ogni considerazione sul fatto che finalmente un Paese ha dato
indicazioni per far riprendere anche questa attività sportiva, che si è
svolta con il rispetto delle regole date in materia di prevenzione del
contagio da SARS-Cov2, è ed indispensabile dare un sincero riconoscimento
all’ospitalità, alla cortesia, alla calda accoglienza che ci è stata data.
Affetto, incoraggiamento, sostegno, vicinanza (quella morale non quella
fisica) ci hanno accompagnato per tutti i tre giorni. Da parte nostra, il
Club ha fatto la sua bella figura a dispetto dei “ritmi lenti” in gara,
dovuti alla lunga pausa ed astensione dalle gare: bugia enorme ma passabile
visto che anche nel calcio, a fronte di penose esibizioni con errori che in
serie A non dovrebbero essere ammessi, si ricorre alla scusa che un
calciatore se sta fermo per più di 15 giorni non ha più la sensibilità del
pallone (mah, io direi che gli mancano i fondamentali). In ogni caso,
rispetto ai ritmi lenti prodotti in gara, abbiamo dato un contributo
tipicamente italiano: bloccare la linea di partenza per la foto iniziale
(poi sorpassati immediatamente da tutti gli altri), cantare a squarciagola
per incoraggiare (??? forse tediare) gli atleti della 24 ore, tifare per
tutti, compresi i nostri tre partecipanti alla 24 ore, testare in maniera
robusta la fornitura di birra, di anguria e di pasta che arricchiva i
ristori e che sembrava maggiormente appetibile rispetto al cibo più tipico
austriaco.
Insomma il Club batte chiodo (a differenza del trio di giovani che si è
esibito nel gioco del martellamento di un chiodo in un blocco di legno
riuscendovi solo dopo molti colpi), il Club spazzola via uova a colazione e
barbecue a cena, il Club c’è.
Ora, dopo questa esperienza non è più una speranza quella di poter correre
in compagnia e con un obiettivo, qualunque esso sia. La speranza comincia a
diventare realizzabile quando gli uomini di buona volontà coraggiosamente
decidono di prenderla per mano e condurla in porto. Grazie fratelli runners
Austriaci per aver preso per mano la vostra speranza ed aver dato respiro
alla nostra.”
E’ stato emozionante l’ultimo giro d’onore con tutti gli amici e
organizzatori cantando tutte canzoni italiane e austriache insieme da
l’italiano di Toto Cotugno a alla Nona di Beethoven
Concluderei con l’inno proprio con l’inno alla Gioia di Schiller musicato
nella Nona Sinfonia da Beethoven un nuovo inizio romantico un’armonia degli
spiriti , una nuova storia del mondo, di un rinnovamento della umanità dopo
il COVID 19
«Gioia, bella scintilla divina,
figlia dell’Eliseo,
noi entriamo ebbri e frementi,
o celeste, nel tuo tempio.
Il tuo incanto rende unito
ciò che la moda rigidamente separò,
i mendichi diventano fratelli dei principi
dove la tua ala soave freme.
Coro
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.»
Coro in tedesco
Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder, über’m Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen
Freude, Freude,
Freude,















