CAROLINA AGABITI INTERVISTATA

 

Quali sensazioni al traguardo?

“La soddisfazione di esservi giunta senza problemi seri, stanca a volte, ma la stanchezza svanisce subito, alla consegna della medaglia finisher e poco dopo essersi riposati, si pensa alla successiva maratona. L’entusiasmo alla partenza e l’estasi al traguardo. Come quando il mattino ti svegli dopo un bellissimo sogno dove ogni tuo desiderio è compiuto, giungi davanti allo specchio del bagno e noti quel sorriso di soddisfazione stampato sul tuo viso, vorresti ritornare a letto e continuare quel sogno magnifico.”

 

Cosa hai pensato in gara?

“Ogni volta che transitavo sotto l’arco di arrivo ero felice perché segnavo un giro in più e ne mancavano sempre meno al traguardo. Alla sensazione che avrei provato quando ogni volta che taglio un traguardo.”

 

Cosa ricordi dei tuoi inizi atletici?

“Ora che mi guardo alle mie spalle è quasi ridicolo perché di atletico non c’era proprio nulla. Qualche anno prima, prima ancora che mi tesseravo con una squadra sportiva, camminavo e corricchiavo per ore ed ore al solo scopo di perdere peso, non che ero grassa, però qualche rotolino ai fianchi ce l’avevo e come allora ho sempre la passione per il nuoto. Poi un giorno, incontrandomi con un amico paesano, mi suggerì di tesserarmi con una squadra podistica, di cui anche lui faceva parte, che di certo avrebbe sfruttato al meglio le mie potenzialità e dato una regola al mio modo scomposto di correre di allora. Fu così che nel dicembre 2006 disputai la mia primissima gara ufficiale, la “Corsa del Sacro Cuore” a Terni.

Nel gennaio del 2010 ho lasciato la squadra, la “ASD Runners San Gemini” per entrare a far parte dell’attuale “ASD Amatori Podistica Terni”, qui, già da tempo conoscevo diversi componenti con i quali mi incontravo spesso alle varie manifestazioni e il più delle volte ci concordavamo per decidere quale gare disputare. La mia “Tutor” Lina TARTAMELLI mi aveva inculcato nella mente il “mondo delle lunghe” e mi affidò al mio, ancora attuale, “Maestro” Giuliano GENNARI, che praticamente mi ha accompagnato tutti questi anni di maratone, la prima in assoluto la Maratona sulla Sabbia, che hai ricordato all’inizio. Correva il 14 febbraio 2010, la mitica partenza in foto. Io oggi 300 e lui, “il lupo bianco” giunto a 316, quasi si potrebbe dire che le nostre “vite podistiche” combaciano, quando io contavo la mia “prima” per lui era la 39.”

 

Quale è la tua più forte motivazione atletica?

“Non trovo una sola motivazione definita, ma un insieme di sensazioni che mi fanno star bene. Dire “mi piace” e basta è riduttivo. Apprezzi ancor di più quella cosa che quando ti manca ti fa soffrire e a me non piace soffrire. Quando noi italiani eravamo costretti a non allontanarci oltre i 200 metri dalla residenza, io e grazie ai miei familiari, mi sono organizzata una maratona attorno la mia abitazione. Ma mi ritengo una “Super Fortunata” perché abito in un piccolo centro e ho un piccolo spazio, difatti il percorso era lungo appena 110 metri, ho calcolato che mi occorrevano ben circa 384 giri. A tempo debito e quando permesso ho partecipato ad una maratona virtuale, la “Sei ore de Conti” concludendo la maratona in 06:06:03, sempre accompagnata, in questa occasione, dal mio “Maestro” Giuliano GENNARI, ma hanno compartecipato, con altre distanze, Lina TARTAMELI, Michela ALMADORI e la figlia Martina, Graziella TODARO e Peppino LOMBARDO, non ha corso, ma ha documentato il tutto con foto e video, nonché si è occupato del ristoro, il mio supporter personale e “dolce tre quarti” (per la sua mole non certo esile) Santo Giovanni GENTILE. Avrete di certo capito che per me NON correte è come vivere in prigione. Raccontandovi questi due esempi spero di avervi trasmesso la mia “… più forte motivazione …”.

 

Continuerai a correre, con quale modalità?

“Fino al 2019 avrei risposto “finché Dio vorrà io correrò”, le modalità? Come quelle di sempre, con il cuore e tanta passione.”

 

Com’è il tuo allenamento settimanale?

“Io li considero, più che allenamenti, recupero fisico. Quando sono a regime, intendo fare una maratona alla settimana, non ci sono allenamenti specifici, ma più che altro mi dedico alla bici, preferibilmente pianura, e nello specifico delle sane, lunghe e tranquille nuotate in piscina. Immersa nell’acqua e nuotando senza strafare, aiuta le mie vertebre della spina dorsale ad allungarsi, cioè, durante la gara la spina dorsale deve assorbire il carico del corpo e le vertebre tendono allo schiacciamento, ma il movimento naturale del nuoto provoca l’inverso, l’allungamento, il distanziamento tra le vertebre. Anche le gambe, ovvero caviglie, ginocchia e anche godono dello stesso effetto. Quando invece tra una maratona e l’altra passano una decina di giorni, oltre alla piscina, aggiungo dei percorsi quanto più pianeggianti e con distanze tra i 15 e 25 max 30 chilometri, però l’allenamento fatto da soli non dà quella adrenalina che senti su una gara, quindi se possibile vado a fare delle gare “corte” non distanti dalla mia residenza”.

 

Un pensiero sul tuo amico GENNARI.

“Il mio caro “Maestro”, il “lupo bianco”? Non credo che per conto mio oggi avrei raggiunto questo traguardo, la stessa cosa lui pensa di me. Sono stati i suoi preziosi consigli, la sua pazienza nel sopportarmi che mi hanno indotto ad amare il “mondo delle lunghe”, a farmi apprezzare a raggiungere il traguardo e avere ancora fiato per esultare. Lui mi ha aiutato a raggiungere le 300, ora spetta a me a sostenerlo e a “pizzicarlo” per raggiungere le sue 400 e oltre, ma si, a raggiungere le 500 e poi anche le 1000”.

 

Il ricordo più bello?

“Ogni traguardo raggiunto è un ricordo bello, entusiasmante, indimenticabile, ora scegliere il più bello tra 300 è un po’ difficile, d’istinto dico questa 300sima maratona, il momento quando Marcello ARENA mi ha dato il trofeo personalizzato di questa particolare maratona, il classico gesto tra me e Giuliano quando ci scambiamo le medaglie che simboleggia le fatiche affrontate insieme, la consegna del suo scudetto del CSMI che “passa” a me (finora sono SEI) che simboleggia il seguire i suoi passi, che questo traguardo mi consente di entrare nelle classifiche mondiali e confrontarmi con atleti che per il momento vedo come extraterrestri.”

 

Un pensiero sul “Club Super Marathon Italia”

“Il club annovera 534 atleti, ho dato una “sbirciatina” proprio ora al sito, non posso dire di conoscerli tutti quanti, ma quando incontro un/una atleta che indossa la maglia del club è sempre una gioia, è come incontrare un parente dopo anni che avevi perso ogni contatto. I compagni di squadra, “l’Amatori podistica Terni”, ho l’occasione di incontrarli quasi tutti i giorni, sulle gare o presso la sede, quando ci riuniamo per organizzare le manifestazioni da noi gestite (le più importanti sono cinque) e tra loro ci sono anche i “Non Competitivi” ovvero i camminatori e fra noi ci scambiano informazioni sulle gare a cui poter partecipare a gruppi, è un convivere, condividere le gioie che proviamo. Il Club Super Marathon è un po’ più dispersivo in quanto gli atleti sono sparsi su tutto il territorio nazionale, ma oggi con le tecnologie a disposizione tali distanze si accorciano, con alcuni ci sentiamo telefonicamente, con altri sui social come Facebook oppure Whatsapp, annualmente ci si raduna per premiarci e scambiarci nuove proposte ed idee, direi che lo paragonerei ad un invito matrimoniale, è un momento da condividere tra amici, conoscenti e parenti. Lunga vita al Club, Lunga vita al podismo e non ultimo al Mondo Delle Lunghe”.

1 maratona SBT.jpg00001 Sul percorso Giorno 3.jpgl'arrivo conclusivo.jpegIl trofeo e lo scudetto.jpegGruppo e medaglia finish.jpeg

 

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