Introspezione

Chi è approdato a Faenza 18 volte, può fare un programma di massima per “a nuttata” del grande Eduardo…. “a da passà”….. Si ascende, coraggio! Panigallia distante. Trascorsi i filari di Giosuè Carducci, repentino ritorno a Dante. Vien da dire: ma chi me lo fa fare, mica l’ha ordinato il medico. Invece, coraggio, sali, sempre più dura è l’ascesa. Per forza la mente va oltre il confine dell’ora, all’infernal Ulisse “considerate la vostra semenza: fatti non foste viver come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza”.

Passo della Colla (918 m), un 75enne o si ritira o nemmeno si ferma: prosegue. Non dopo aver ascoltato, fuggevolmente le parole del vecchio organizzatore dire: “è sempre una grande impresa arrivare a Faenza, come fermarsi a metà al Passo della Colla”. Piacevole venticello, argentea luna, andatura veloce sino a Casaglia, ormai 52 i km! In quel di Crespino, la folta boscaglia accentua il suo sinfonico fruscio, frammisto all’eco dello scorrere del sottostante Lamone. Si susseguono ombre di giganteschi ponti sino alle porte di Marradi. Chiare, fresche e dolci acque…. spingono a dissetarsi in fontane incastonate nella roccia. Il notturno viandante ha nemico il sonno “momento delicato per gli esseri umani, per forza bisognosi di cibo, rispetto e … sonno. “Di notte la luce delle strade accarezzava le mie guance e i muri, e la luna, una grossa anfora si chinava su di me a spegnere la sete del mio sonno!” (Yehuda Amichai). Incombe assopimento pur continuando il cammino, pari alle dodici ballerine in cerchio nella Danza delle Ore e le lancette dei due ballerini nel mezzo. Tra l’una e le 3 e mezzo, Caron dimonio, alias Il Passatore ha ripreso il suo essere originale di Stefano Pelloni, anche perché ormai in Romagna “Odiato dai signori, amato dalle folle. Dei cuori femminili incontrastato re……… che sul Lamone un giorno morì per tradimento. Portato lungo i borghi per farlo disprezzare, ci fu per lui chi pianse, chi un fiore gli gettò”. Così cantavano i grandi Primo e Raul Casadei con le loro orchestre.

Per alcuni il tempo non esiste, non ha misura. Aurora, alba ormai alle spalle, il mio Presidente Gino Paolo Francesco mi porge il saluto del buongiorno, ha lasciato i remi, superandomi con passo felpato in quel di Popolano, Sant’Adriano. Dopo circa un’ora, in Feudo di Brisighella, lo riprendo. Trasporta l’anima di un “cinquecentenario” in grave difficoltà, tal Ferdinando Gambelli da Ancona che per la 25esima volta attraversa l’Acheronte. Raggiungo Fognano, 80esimo km, mi fermo al bar principale del borgo, chiedo una Corona, niet, opto per la Moretti, divido in tre bicchieri, aspetto sull’uscio. Ecco arriva il Presidente con Ferdinando gravemente piegato di 30 gradi sulla sinistra: impongo lo STOP! Entriamo nel bar a brindare con i tre bicchieri di birra! Gino Paolo, solare e sorpreso, mi dice: “Non me lo aspettavo davvero! Grazie di cuore Vito! PROSIT!”. Ognuno per la sua strada rimasta. Il calcolo è fatto, 5 km ogni ora, ne mancano 20. Alle dieci in Piazza del Popolo a Faenza dopo 18 ore 59’ 20’’ accompagnato dall’applauso di due ali di folla. Consegna del diploma, sono 19 mi dice la signora; arrivederci all’anno venturo per la ventesima. Grazie signora, se Dio vuole!

Continua l’applauso, sino al pianto spontaneo, sincera commozione di Romani Cristiano, giunto al traguardo dopo 20 ore e 20 minuti, fuori tempo massimo.
Umanità, umiltà di Giorgio Calcaterra, giunto terzo ad oltre otto ore. Da porsi in quella piccola stella del VI canto del paradiso, con Carlo Magno imperatore, dove “i buoni spirti che son stati attivi, perché onere e fama li succeda”.
L’amico Riccardo Campa, 10 ore e 30 minuti, per il quale : “il limite è solo nella nostra testa! 100 km del Passatore, una gara fuori dal comune!”
Infine, non ultima, la Nostra grandissima Viviana Verri con 9 ore e 30 meritevole dell’epiteto di “Libellula”, come nella lirica di Maria Carla Boccacci, “come una libellula ti vidi, una sera, volavi danzando. Leggera, aggraziata, perfetta; …….solo un orecchio attento avverte l’incessante battito d’ali e la conseguente naturale fatica, come quando il sole muore dietro l’orizzonte per poi risorgere ogni mattina……………….

Un abbraccio con cuore agli oltre tremila compagni di avventura, arrivederci al 2019,

SPERO.

Vito Carignani

Per le foto https://www.facebook.com/pg/clubsupermarathon/photos/?tab=album&album_id=2143814802505514

Per classifica https://clubsupermarathon.it/images/Passatore_Generale.pdf

01

02

03

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche