Lo so, vaneggio. Come te che dici di star bene. Avevo da subito intuito che ti fosse successo qualche cosa… qualcosa di serio, durante quella gara. L’ennesima battaglia. Triste realtà. Sono stato in silenzioso rispetto per giorni. Tanti.
Il dolore è solo di chi lo prova e fa più male quando non si vede.
Nel mio sogno volevo semplicemente correre, come te, liberamente, ma il dolore mi logora. Un dolore diverso da quello fisico che oggi provo quando cammino, o striscio per km…
Sembra strano e illogico: dolore per alleviare dolore.
Un dolore vitreo, fragile, trasparente, come un cristallo perfettamente pulito. Un dolore dove ti puoi specchiare, oppure guardarci attraverso. Dipende dai giorni.
È una guerra! Nascosta. Eppure io non sono mai stato in guerra… tranne con me stesso, la domenica, quando sorge il sole, silenzioso, dietro le colline e, senza rumore, teneramente incendia il mare.
Sarebbe bello sapere davvero come stai. La vuoi terminare questa guerra?
Nessuno vince, nessuno perde… mai… in nessun caso, in nessuna ostilità.
Nessun prigioniero. Nessun ferito.
Solo morti che vivono nell’anima.
Ti aspetto per correre insieme, ancora una volta.
Questa volta non mi sveglierò dai sogni.
Non renderò muto il mio dolore.
Questa volta non farò sbagli.
Non accetterò la mia guerra.
Quello che ho dentro mi uccide.
Mi uccide e basta. Basta con le guerre.
“Dentro di te il sole silenzioso”.
(Paolo Saviello)


