E poi a me? Proprio a me che dove abito ho fatto ridere i polli perché me ne andavo in pieno inverno e con la neve a correre in pantaloncini e canotta. A me che ho dato il meglio proprio nelle gare invernali, quelle del vento gelido e l’acqua a catinelle, quelle della neve e dei fiumi di fango.
Insomma, al ristoro del km 35, già fradicio e infreddolito, mi cambio d’abito sotto il gazebo, con i panni asciutti che avevo nello zainetto. Complice il vento gelido e l’acqua che Dio si scorda, prendo una botta di freddo che mi fa girar la testa. Comincio a tremare e ad aver paura. Minuti interminabili di sconnessione del cervello e la mia razionalità alle ortiche.
Vengo preso in consegna da Mirco Vitrani e Matteo Cecchetto che mi trasportano fino a km 40 dove c’è la base vita. Decido di continuare da solo mentre i miei compagni si cambiano gli indumenti fradici. Tutto quello che avevo di asciutto era nello zainetto sulle spalle, e già ero nuovamente tutto bagnato. La pioggia gelida non ci molla per quasi tutta l’ascesa. Giunto al km 45 convinto di ritirarmi, faccio un ultimo tentativo: una coperta termica da avvolgere al corpo e continuare almeno fino al km 50, dove evidentemente mi sarei stoppato. Niente, nulla da fare…
Mentre pioggia, freddo e vento gelido mi stanno per atterrare, ecco arrivare il mio Angelo.
Angela Gargano, la mitica che insieme al suo immenso marito, Michele Rizzitelli (dal cuore grande come una casa), mi prende in consegna e mi accompagna fino alla vetta incitandomi e parlandomi per farmi essere lucido. Io sarei morto lì solo in mezzo alle montagne senza il suo aiuto.
Appena in cima mi regalano una maglietta asciutta che conserverò come la coperta di Linus e sarà il mio portafortuna per sempre. Poi mi accompagnano in macchina fin sotto casa nel B&B che avevo prenotato ad Asolo.
Vado a letto devastato nel fisico e nella mente, ma appena sveglio, stamane, dopo forse tre ore di sonno, scrivo questa poesia per la mia salvatrice.
Angela delle strade
Amica mia
Angela delle strade
Sorrisi e parole
Rigenerarono
La mia mente
Spenta
Da un sole cocente
E freddo
E pioggia
E solitudine…
Così donasti
A me
Sconosciuto della tua vita
Parte di te
Della tua di vita
Dona Amistà, fonte d’Archè…
Agli uomini
Assetati
In continua ricerca
Di Angeli
Per vivere, solo per vivere…
(Paolo Saviello)




