Sessanta giorni sono passati e Daniele Alimonti detto Juan dopo aver riempito un palcoscenico completamente a sua disposizione esce di scena. Il lento incalzare dei cinquemila giri dava l’impressione che il tempo non si fermasse mai, l’anello del vecchio aeroporto pareva identico lineare e lui un vecchio attore che recita da decenni la stesso copione nello stesso teatro sempre con la sala piena sempre con il successo in tasca e non importa se fosse una commedia o una tragedia, se fossero mille miglia o 5000 giri.
I giorni felici dell’assemblea di Pesaro e di quel collegamento commovente davanti ai 300 compagni di viaggio restano nella mente di tutti. Il delirio del Covid che ha consumato il quotidiano incedere dei nostri giorni ha ucciso la 12 ore del giardiniere e generato le nostre colpe di non poter esserci oggi lì come due anni fa per la l’ultima notte di Ulisse https://www.clubsupermarathon.it/ultramaratone/3408-l-ultima-notte-di-ulisse.html
Ma chissà forse per noi il tempo si è fermato al 33esimo secondo un secondo dopo che sei arrivato, ci siamo sentiti più giovani di due mesi come se tutto queste sirene, mascherine, untori, delatori, bare, farmacie, sguardi sospettosi, blocchi, controlli, deserti metropolitani non ci fossero più. Non so dove arriverà adesso la mente di Juan quale altra gara smonterà e ricostruirà, con la sua dolce ironia e i muscoli a pezzi, saranno 5001 o 20 giri col passeggino, un’altra vacanza a Flushing Meadows o anche solo una vasca della Bufalotta, qualsiasi cosa farà dovunque andrà si sarà già conquistato l’ammirazione del mondo per questo suo gusto di tentare per questa temeraria sfida ai sogni impossibili. Ora dormi un po’ e sogna anche per noi.
Foto di Ercole la Manna
Video arrivo https://www.facebook.com/juan.kappacinque.9/videos/229339761587424/UzpfSTEwMDAzNTM0MjA1MDc2MzozMDYwNjExMjk0OTk0MTQ6NzU6MDoxNTg1NzI0Mzk5OjE0MzU2MDc2NDg2ODM0NDUzOTc/







