Per Collodi invece tutto scorreva semplice tra fiaba e realtà nella bottega di un povero falegname. finchè un pezzo di legno ha voluto diventare bambino, allora lì le cose si complicano e Pinocchio è diventata un’icona universale e una metafora della condizione umana.
Per Leonardo e Collodi questi paesaggi che abbiamo attraversato rappresentavano un complesso di microcosmi da esplorare, un insieme di caratteristiche e di forme che creavano un disegno più grande, come un grande rebus da unire nei suoi punti nascosti fino a identificare la figura finale: 45 km tutti diversi che formano una figura finale unica. Complimenti agli organizzatori che hanno trovato e unito questi punti sulla cartina. Guardandosi indietro adesso si generano dei flashback di meraviglia e ci si domanda ma perché aspettare 500 anni per unire questi luoghi, e la genialità sta nel seguire il metodo Leonardesco del ritrovare i “punti” e del perchè quel punto era posizionato in quel posto e se quel posto fosse davvero il posto giusto per quel punto.
La storia di tante maratone fatte ci ha insegnato, che spesso il giorno dopo tutto è già nel cestino confuso delle foto, maglie e medaglie. Ma a volte qualcosa rimane. Rimane un disarmante ragionamento, che crea stupore come se un pezzo di bellezza non fosse stata colta, un rimpianto che genera la voglia di tornarci. Le classifiche e gli amici passano via, e allora ci si siede a pensare ai ricordi che quella corsa ha lasciato e sfiorato. Purtroppo non sono un genio e il Professor Marri e l’Ingegner Liccardi han già parlato, ma quattro ricordi, souvenir personali di questa gara ho cristallizzato per sempre.
- La casa di Leonardo appena sfiorata come una rosa non colta a 3 km dalla partenza che ricordo immersa tra gli olivi che hanno attraversato i secoli e lo hanno visto crescere in un paesaggio quasi immutato nel tempo.
- Le terme di Montecatini dove accompagnavo il babbo e gli zii da bambino con gli immensi parchi dischiusi per pochi istanti dal fondo della memoria e dove per anni ho cercato di tornare senza riuscirci.
- Il giardino di villa Garzoni all’arrivo a Collodi dalla inalterata atmosfera, dove esattamente 50 anni dopo ho scattato la stessa alla ora stessa anche se in mezzo è passata tutta la vita
- Una farfalla, un piccolo souvenir che ho comprato nel Parco di Pinocchio e che ho lasciato tra cinquanta altre farfalle che adornano i miei mattini felici.







