KönigsschlösserRomantik-Marathon

Questo itinerario, che si snoda dalle montagne dell’Algovia (sud) alle colline della Franconia (nord), è stato creato nel 1950 con l’intento di unire le diverse realtà con questi panorami mozzafiato e cercando di riunire le identità degli abitanti, dandogli una nuova storia dopo la tragedia morale ed economica dalla seconda guerra mondiale.

A Fussen si è corsa, il 21 luglio, la “KönigsschlösserRomantik-Marathon”, oltre 800 partecipanti alla linea di partenza, in una giornata splendida con un loop di 42 km spettacolare.

Partenza di primo mattino, ore 7:00. Dopo appena 3 km, mentre il sole sorge tra le montagne, si esce dalla cittadina fra prati e boschi, attraverso il verde dell’Hopferwald.

Si fanno due giri intorno al lago Hopfensee mentre dalle sue sponde, nel silenzio del mattino, risuonano i corni delle Alpi, sensazioni di altri tempi, piccola Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss. Poi, attraverso i prati che costeggiano il fiume Lech, si giunge alle rive del grande lago Forggensee con un’acqua smeraldina molto invitante.

foto 2Poi si corre in un prato immenso, sarà largo 10 km per 10 km. In fondo al prato si vede aleggiare qualcosa di affascinante e sinistro: è lo spirito di Ludwig che vaga tra i suoi castelli Neuschwanstein e Hohenschwangau. Questa maratona ci passa sotto con un po’ di paura, quasi un pellegrinaggio tra i suoi manieri che sembrano usciti dalle pagine di una favola. Forse perché il castello di Neuschwanstein è logo di Walt Disney da 60 anni, è incredibile come sia diventato la mèta turistica tedesca più amata da Americani ed Asiatici, guidata da mille opuscoli ben stampati. Un’orda di formiche di qualsiasi razza e lingua, ogni giorno, aspetta almeno due ore per entrarci. Il culto di Ludwing rende ed è ben coltivato. Restauri e fiori posti da ignoti tornano ad abbellire i monumenti che lo ricordano dopo decenni di oblìo e degrado; la sua storia di Märchenkönig (re di fiaba) dà tema di cimento alle migliori firme della grande stampa, film e musical. Chi lo avrebbe detto? Eccolo qui che corre davanti a me. Ludwig Secondo, il discusso e triste ultimo re di Baviera, è alto un metro e 91, ma va come uno spettro nel vento.

foto 3Questa Germania stanca da secoli di cominciare e perdere guerre, decisa a vincere la pace da superpotenza economica, trova in lui un eroe anticonformista e antiautoritario. Forse qualcuno si ricorda quanta impressione fece la tragedia di quel sovrano giovane, colto e incompreso, quando il grande Luchino Visconti lo portò sullo schermo? I non più giovani e i cinéphiles non dimenticano il bellissimo, efebico Helmut Berger nell’uniforme reale blu e bianca confidare alla cugina Sissi – la splendida Romy Schneider – o all’arcigno Wagner – Trevor Howard – i suoi dubbi, la sua sfiducia verso la Prussia militarista e decisa a unificare la Germania… Ammirava Luigi XIV senza avere i mezzi per diventare un Re Sole bavarese. Ludwig, come confidava alla cugina Sissi, voleva “restare per sempre un enigma per sé e gli altri”. Corre sempre più forte e lo vedo sparire in fondo ai dieci km di prato con la sua divisa blu e bianca. Io continuo fra i boschi in riva al lago Schwansee e arrivo di nuovo a Füssen…..Addio Ludwig!

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