Una definizione inglese a carattere empirico lo intende come “un mezzo per dare fiato”, frenare il cuore, togliere il grasso e l’acqua superflua, aumentare la forza muscolare.
La Cava così definì l’allenamento: «La ripetizione periodica di un determinato lavoro al fine di aumentare l’entità, perfezionandone l’esecuzione ed evitando l’insorgere della fatica».
Mosso fornì una definizione di carattere scientifico: «L’allenamento è un’istruzione incosciente del sistema nervoso che insegna a contrarre i muscoli nella giusta misura allo scopo di sciupare meno energie».
La definizione più appropriata, perché più completa, esatta e precisa del termine allenamento, o meglio del concetto di allenamento, è quella data dal professor Carlo Vittori: «L’organizzazione dell’esercizio fisico ripetuto in quantità ed intensità tali da produrre sforzi progressivamente crescenti, che stimolino i processi fisiologici di adattamento e sovracompensazione dell’organismo, per favorire l’aumento delle capacità fisiche, tecnico-tattiche e psichiche dell’atleta, al fine di esaltarne e consolidarne l’allenamento in gara».
Quindi i compiti dell’allenamento sono essenzialmente tre:
- l’aumento ed il miglioramento delle capacità fisiche, che si ottengono migliorando le qualità fisiche;
- il miglioramento della tecnica e della tattica;
- il miglioramento delle capacità psichiche.
Le qualità fisiche sono:
1) LA RESISTENZA (cioè la capacità di sopportare a lungo uno sforzo senza scadere il ritmo iniziale), che si distingue in:
a) generale o aerobica o “endurance”;
b) specifica o speciale o lattacida anaerobica;
2) LA FORZA (cioè la capacità di vincere una resistenza), che si divide in:
a) forza isotonica;
b) forza esplosiva;
c) forza elastica.
3) LA VELOCITÀ, cioè la rapidità di esecuzione di un movimento per spostare il proprio corpo (corse e salti) o un oggetto (lanci);
4) LA MOBILITÀ ARTICOLARE (cioè la capacità di eseguire dei movimenti alla massima escursione articolare);
5) LA DESTREZZA (cioè l’abilità gestuale, ovvero la capacità psicofisica di affrontare situazioni e risolvere problemi richiedenti particolari abilità).
L’allenamento si divide in:
a) AEROBICO: è l’allenamento effettuato ad intensità comprese tra la soglia aerobica e la soglia anaerobica di un determinato soggetto;
b) ANAEROBICO: è l’allenamento effettuato ad intensità al di sopra della soglia anaerobica, avente lo scopo dello sviluppo dell’efficienza cardiovascolare. Si divide in lavori di: capacità anaerobica e potenza, consistenti in esercitazioni su prove ripetute a velocità medio-alta, sub-massimale e massimale, con recupero incompleto o completo. I parametri variabili sono:
- la distanza da percorrere;
- il tempo di percorrenza;
- la pausa o tempo di recupero;
- il numero delle prove, differente da soggetto a soggetto.
Nella costruzione di un piano di allenamento devono essere considerati i seguenti criteri:
a) alternanza tra carichi di diverso tipo;
b) alternanza tra carico e recupero;
c) progressività nella quantità di lavoro;
d) alternanza tra sedute con carichi intensi e sedute con carichi ridotti;
e) alternanza tra settimane con carichi intensi e settimane con carichi ridotti;
f) consapevolezza, intesa come capacità di essere al corrente delle finalità dell’allenamento.


