L’argento di Valeria Straneo brilla d’oro

Fattori non ancora completamente noti, determinerebbero la forma sferica di gran parte delle emazie nei portatori di questa malattia, invece della normale forma biconcava. Al difetto intrinseco dell’eritrocita, si sovrappone l’azione nociva della milza su queste cellule labili al passaggio in questo organo, che aggrava la sferocitosi e porta all’emolisi (distruzione dei globuli rossi) e quindi all’anemia. Ecco perché la splenectomia (asportazione della milza), cui si è sottoposta nel 2010, ha ridoto significativamente o guarito l’anemia.

Operata, a 35 anni, con due figlie e un lavoro d’insegnante d’asilo, si è dedicata a tempo pieno alla maratona.

Alla maratona di Berlino del settembre 2011 vola in 2:26:33.

Nell’aprile del 2012, a Rotterdam, con 2:23:44, migliora di tre secondi il primato italiano della maratona detenuto da Maura Viceconte.

Ai Giochi Olimpici di Londra si classifica ottava.

Alla maratona di Torino dello scorso novembre, la vedo salire sul terzo gradino del podio con il tempo di 2:27.

Ieri, ai Mondiali di Mosca, ha realizzato il suo capolavoro. Nelle gare mondiali ed olimpiche, bisogna sapersi ben gestire; non è come in quelle delle grandi città, in cui le fortissime atlete africane possono sfruttare le lepri. Senza maturità tattica non si va da nessuna parte.

Con il termometro che segnava 32° C, ha occupato la prima posizione, ha imposto il suo ritmo e ha fatto la selezione. Al 10 Km, erano in otto; al 21 km, in sei; al 25 km, in quattro. Al 40 km, in due, e ci ha fatto sognare. Non è stata in grado di resistere all’allungo della Kiplagat (2:25:44) e ha conquistato l’argento con il tempo di 2:25:58. Sesta l’altra italiana Emma Quaglia (2:36:16). Le partenti sono state 72, le classificate solo 46, a dimostrazione della durezza della gara.

A fine gara, ha espresso gratitudine anche per noi maschi: “Ringrazio mio marito che, nei momenti intensi della preparazione, fa il mammo”.

Anche noi, faticatori della domenica, potremo diventare campioni come Valeria. No! Attenti! Calma ragazzi, le fiabe non sono replicabili!

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