Grande merito è l’essere riusciti a dare sostanza e forma ad uno sport che, come evento, sta rischiando di diventare inflazionato e ripetitivo. Se il nobile fine benefico è stato in comune con altre manifestazioni similari, il contorno è stato davvero originale. La scelta del periodo natalizio e l’averlo sposato con un gioco che tutti abbiamo praticato fin da bambini, sono stati gli ingredienti che hanno stimolato la propensione alla generosità. Ovviamente, i soliti premi non sono stati consegnati ai più forti, mai ai possessori di cartelle con ambo, terno… e tombola, secondo una sequenza di numeri usciti dalla casualità dei passaggi sulla linea di controllo. Novanta dovevano essere i concorrenti, quanti ne prevede il famoso gioco. La richiesta, però, è stata superiore alla domanda, costringendo Mauro Firmani e compagni a “sforare”. I classificati sono stati 128.
Piove e fa freddo al ritiro pettorali. La pioggia smette all’ora della partenza, per cui si può indugiare a ringraziare i partecipanti, a fare gli auguri di compleanno a Hartmann Stampfer, a ricordare la 350esima maratona di Ferdinandi Gambelli, la 657esima di Lorenzo Gemma e la 651esima di Angela Gargano.
Attende i maratoneti un percorso piatto di 4.219 m, con alternanza di strada bianca, asfalto e sterrato, da ripetere dieci volte, disegnato nel Parco di Castel Fusano, esteso 4 km lungo il litorale di Ostia e profondo 2 km.
Mauro Firmani compie buona parte del primo giro controsenso, dando il cinque ai concorrenti e inventandosi guida turistica: “Quella è la Via Severiana, costruita dall’imperatore Settimio Severo nel 198 d.C.. A tombola conclusa, se avete tempo, la Villa di Plinio è a due passi”.
E’ verde giù e nero su. Si corre avvolti nel verde intenso delle querce e da un sottobosco di corbezzolo, ginepro, lentisco e mirto. Sono i monumentali pini, però, a distendere su tutto i loro ombrelli, sostenuti da tronchi forti come colonne doriche. Su, nuvoloni neri carichi di pioggia, ma non piove. Si respira un’aria che odora di muschio e di salsedine del vicino Tirreno. Man mano che i giri da completare diminuiscono, il cielo volge al grigio e, a fine gara, all’azzurro, che fa risplendere ancor di più il bosco.
Mentre si è intenti ad applicare moderni adesivi, al posto dei tradizionali fagioli, sui numeri delle cartelle della tombola, splende il sole, quasi un premio ad una giornata dedicata alla beneficenza.
Mauro Firmani, protetto da un caratteristico elmetto, ripete ad alta voce i numeri fortunati. Domina dalla spalla in su tutti i giocatori ammassati in piedi intorno, proprio come Turno, lo sfortunato re dei Rutuli, antagonista di Enea, emergeva sui suoi guerrieri.
“Diem perdidi”, diceva l’imperatore Tito, se nella giornata non avesse compiuto un’opera buona.
I 128 maratoneti non hanno perso il giorno di domenica 28 dicembre 2014.
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)
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