Nelle 4 ore e 30, per non essere vinto dal vento sferzante e pioggia pungente, la mente spaziava per soffermarsi alla tenacia di un ometto dalla capigliatura a caschetto ceruleo, il Beppe Severgnini, che continua a classificarci “devoti della maratona”, irridendoci nel salotto televisivo di Daria Bignardi. Ho scritto direttamente, pregandolo di lasciarci in pace, senza risposta.
Gianfranco, Lorenzo, Vito Antonio, Giuseppe, Roberto, Giovanni, Marina, Mario e tutti Voi amici del nord, fate una petizione al Corriere della Sera, per far si che tale individuo la smetta.
Purtroppo, il Giusti, in Sant’Ambrogio affermava che “le teste di legno fan sempre gran chiasso”. E fatelo tacere…. gridava Shakespeare in bocca al suo Riccardo III.
Due momenti della giornata:
a) la basilica gremita, con Don Luigi a recitare la preghiera del podista, prima della benedizione, fa niente che “la religione è l’oppio dei popoli” come affermava il filosofo tedesco Bauer;
b) a circa due Km dalla conclusione, raggiungo un amico podista ed un cane, proseguivano lentamente in simbiosi, simil “all’asin bigio” di Davanti a San Guido del Carducci……
Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo
Rosso e turchino, non si scomodò:
Tutto quel chiasso ei non degnò d’un
Guardo
E a brucar serio e lento seguitò.
Alla prossima.




