L’infallibilità del Segretario Tecnico. Habemus papam!

E’ una figura che mi sono trovata, già strutturata nell’organigramma del Club, quando, tre anni fa, mi sono assiso fra i Consiglieri.

Io non so chi sia quel fantomatico Gianfranco che mi rimprovera: “Ti sei svegliato troppo tardi, caro Michele… sotto elezioni tutti scrivono compreso te!”. Sorvolando sul fatto che lo scrivere me lo impone il ruolo che occupo nel Club, certo è che sotto un Gianfranco Presidente è nata questa figura con la quale ha convissuto per almeno cinque dei sei anni di vita della nostra Società.

In un precedente articolo, ho fatto la cronaca fedele di come questa figura (ripeto, non la persona!) intralci e ingolfi le procedure, portando come esempio la domanda d’iscrizione: “Solo lui ha le conoscenze adeguate per decidere se la domanda è da accettare (sic!)”.

Veniamo, ora, a cose ben più gravi, che la pubblicazione delle statistiche ha messo allo scoperto, e che intaccano non la forma ma la sostanza.

Il 5/8/2014, il Consiglio Direttivo si è riunito al Lido di Gozzano (NO) per decidere, fra l’altro, se ritenere valida la N° Zero della serie delle 10 maratone disputate sul Lago d’Orta. Questo lo stralcio del verbale:

“Adriano Boldrin invita il Direttivo a prendere una decisione in merito alla validità o meno della Maratona edizione Zero della 10 Marathons in 10 Days, effettuata domenica 3 agosto su iniziativa del socio Paolo Gino.

Viene evidenziato che la gara ha avuto una misurazione della distanza più che ufficiale e il cronometraggio è stato regolare. Non ha una omologazione da un Ente, ma sempre più assistiamo a gare che non hanno questo tipo di certificazione anche per i costi che la FIDAL applica.

L’unica vera anomalia, rispetto al regolamento del Club, è stato il fatto che non è stata data informazione a tutti ma solo ai soci che erano già presenti il 3 agosto sul lago.

Viene aperta una discussione e, dopo acceso dibattito si decide di votare approvando o negando la deroga al comma c dell’art. 5 del regolamento. Mario Liccardi esprime il suo parere negativo, mentre gli altri 5 consiglieri esprimono parere favorevole a derogare dal quel comma riconoscendo la gara ai 7 soci che l’hanno disputata”.

Nonostante quanto sopra, il Segretario tecnico, di sua insindacabile autorità, non ha conteggiato la maratona in oggetto ai sette concorrenti. Ecco spiegato le 110 e non 111 gare di Paolo Gino.

Questa la spiegazione orale che mi ha riferito: “Le delibere del C.D. non in linea con lo Statuto e il Regolamento sono illegittime”. Chi è l’unico interprete di essi? Il Segretario tecnico (sic!).

Il Papa è primus inter pares. Da qualche secolo non parla più ex cattedra. Per la figura del Segretario tecnico del Club Super Marathon Italia l’infallibilità è pane quotidiano.

Una figura dittatoriale che induce al superlavoro, crea confusione e impantana le procedure. Da eliminare! Ogni Consigliere deve svolgere il compito affidato alla “A” alla “Z”, dando conto al Consiglio Direttivo e, naturalmente, ai Soci.

P.S. La foto della preview può essere interpretata in due modi:

1) come esibizionismo elettorale;

2) come uno che ci mette la faccia.

Libero arbitrio!

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