L’oro di Meucci e l’argento della Straneo nella maratona agli Europei di Zurigo

Ha corso tranquillo per i primi 30 km nella prima giornata di sole, ultima dei Campionati Europei di Zurigo 2014, di questa strana estate svizzera, lasciando sfogare il polacco Chabowski, partito fortissimo e scoppiato nel finale. Ha sferrato l’attacco al 33° km, senza paura dei ritorni del polacco-etiope Shegumo e del russo Reunkov. Ha corso gli ultimi 200 m avvolto nel tricolore, tagliando il traguardo in 2:11:08, precedendo di 52’’ Shegumo.

Daniele Meucci, 28 anni, era alla sua terza maratona di una carriera gestita con altrettanta intelligenza e lungimiranza. Le ossa le ha fatte nei 10.000 m in pista, conquistando agli Europei di Barcellona 2010 il bronzo, e a quelli di Helsinki 2012 l’argento. Poi il passaggio alla strada con la maratona, senza dimenticare la pista per conservare la velocità. Cinque giorni fa, si è classificato sesto nei 10.000, si è velocizzato, ha recuperato e ha vinto.

E’ la quinta medaglia d’oro azzurra nella maratona maschile, dopo quelle di Gelindo Bordin nel 1986 a Stoccarda e nel 1990 a Spalato, e di Stefano Baldini nel 1998 a Budapest e nel 2006 a Gotemberg.

foto 2Nella piovosa giornata di sabato, Valeria Straneo ha conquistato la medaglia d’argento, cedendo alla francese Daunay per solo 13’’.

Alessandrina, 38 anni, educatrice d’asilo, un marito, due figli, è un caso d’interesse dei trattati di fisiologia umana. I risultati ottenuti sono frutto della capacità di credere nei propri mezzi e rappresentano un “miracolo” sportivo. Fino a tre anni fa, era una di noi che correva per divertimento e trovavi alle gare domenicali. Anzi, meno fortunata di noi, perché si portava addosso una malattia dei globuli rossi o emazie o eritrociti: la sferocitosi ereditaria.

Fattori non ancora completamente noti, determinerebbero la forma sferica di gran parte delle emazie nei portatori di questa malattia, invece della normale forma biconcava. Al difetto intrinseco dell’eritrocita, si sovrappone l’azione nociva della milza su queste cellule labili al passaggio in questo organo, che aggrava la sferocitosi e porta all’emolisi (distruzione dei globuli rossi) e quindi all’anemia. Ecco perché la splenectomia (asportazione della milza), cui si è sottoposta nel 2010, ha ridoto significativamente o guarito l’anemia. Operata, a 35 anni, si è dedicata a tempo pieno alla maratona, ottenendo risultati straordinari. Alla maratona di Berlino del settembre 2011 vola in 2:26:33. Nell’aprile del 2012, a Rotterdam, con 2:23:44, migliora di tre secondi il primato italiano della maratona detenuto da Maura Viceconte. Ai Giochi Olimpici di Londra si classifica ottava. Ai mondiali di Mosca 2013 conquista l’argento.

Ieri ha vinto l’argento in 2:25:27, secondo miglior tempo delle 10 maratone finora disputate.

Andrà in vacanza in Sardegna, con il pensiero rivolto alla Maratona di New York e alle Olimpiadi di Rio 2016.

Poi tornerà alla vita di sempre: allenarsi, cucinare, lavare, stirare e accudire i figli.

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