L’undici settembre della maratona

Quest’anno, 117^ Edizione di una gara nata il 1897, un terribile boato ha coperto quelle grida di gioia; poi ancora un boato. Dalla nuvola di fumo dell’esplosivo, si sono levati pianti ed urla di dolore proprio sul rettilineo d’arrivo, quando il cronometro segnava 4:09 di corsa, nel momento in cui concludevano la fatica la maggior parte degli amatori.

foto 2Hanno colpito nel mucchio. S’è visto chiaramente un maratoneta essere scaraventato al suolo dallo spostamento d’aria. Per fortuna, il fumo ha risparmiato ai nostri occhi il macabro spettacolo dei corpi dilaniati di chi è stato investito in pieno dall’esplosione. Si parla di 3 morti e 150 feriti, alcuni dei quali hanno subito l’amputazione degli arti inferiori.

In un baleno, quelle strade invase da 27.000 podisti e brulicanti di 500.000 spettatori sono diventate deserte e spettrali. Una grande festa trasformata in un lutto tristissimo.

Dalla costa atlantica giungono notizie frammentarie e drammatiche. Sembra che nessuno dei 227 italiani sia rimasto coinvolto.

Si percorre una pista interna legata a movimenti radicali che si oppongono ad una limitazione dell’uso delle armi ai privati, e una pista esterna islamica, sempre invocata quando si brancola nel buio.

foto 3Gli attentatori hanno raggiunto il loro scopo, scegliendo un palcoscenico internazionale in un giorno dedicato al Patriot’s day, che segnò l’inizio della lotta per l’indipendenza degli Stati Uniti.

Proprio la manifestazione che raccoglie più fondi per opere di carità, ha mostrato quanta violenza covi nella nostra società, attraversata da profondi squilibri.

Ancora una volta, l’America si scopre grandissima e fragilissima. La maratona è un bersaglio troppo facile da colpire. Come si fa a proteggere per 42 km un evento che movimenta enormi masse umane!

Fragili ci sentiamo anche noi, amanti della corsa.

Fu la buona riuscita dell’Edizione della maratona di New York che seguì all’attentato dell’undici settembre 2001, a liberarci dalla sindrome della paura. Ora, è la maratona di Boston che ci fa ripiombare nel buio.

Tutto sarà come prima per quanto riguarda la maratona di massa, che coinvolge nobili ideali ed interessi commerciali?

Nessuno ha risposte. Male che vada, non sarà la fine del mondo. Forse ci distribuiremo in tante piccole maratone. Per chi ama la corsa, c’è sempre un parco o un lungomare.

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