Alcuni mi chiamano “grande” per due motivi, uno perché sono alto di statura (1,86 m), due perché mi porto addosso 95 kg che non sono pochi. Perché ho iniziato a correre? Un infortunio ciclistico mi ha portato a cambiare sport. Evidentemente se cadi correndo fa meno male.
Così ho cominciato a correre nel 2001. Inizialmente cercavo solo gare fino a una distanza di 21 km, per provare poi, nel 2002, una maratona proprio in casa, a Bolzano.
Dopo qualche pausa a causa di qualche malore, ho ripreso a correre due maratone a Roma e a Vienna nel 2004. E così che è iniziata la mia passione: girare le città correndo, trovare luoghi sconosciuti, esplorare paesi nuovi, ovviamente sempre in combinazione con una maratona. Durante uno di questi viaggi ho incontrato un collezionista di maratone che mi ha raccontato, più volte, come lui avesse corso diverse maratone in tutto il mondo. Ascoltandolo, è venuta anche a me l’aquilina in bocca e la voglia di provarci, ma limitandomi a correre ogni maratona solo una volta, senza mai ripeterle.
Le gare si sono accumulate, è cresciuta la quantità di maratone anno dopo anno, ormai quasi ogni città ne organizza una. I miei viaggi in Italia sono diventati sempre più lunghi, da est a ovest, dal nord al sud. Spesso ho incontrato altri collezionisti di maratone che sono chiamati “supermaratoneti”. Se qualcuno è soprannominato “supermaratoneta” vuol dire che ha corso oltre 100 maratone. Che cifra! La cosa mi ha fatto impressione e nel stesso tempo anche paura. Mi hanno posto la domanda: “Ma tu quante maratone hai già fatto?” La risposta: “Poche, la ragione è perché ne corro ognuna solo una volta”. Un certo Giovanni Tamburini mi ha subito soprannominato “Paganini”. Essendo un montanaro, solo dopo un certo tempo ho capito cosa volesse dire. Da quel momento ho iniziato, consapevolmente, ad essere “il Paganini delle maratone”.
Per quale motivo non corro due volte la stessa maratona? Per me la maratona è fatica, ma anche soddisfazione, orgoglio e una formazione continua per la vita. Non voglio dimenticare l’impegno e neppure la fatica, sia positiva che negativa, sofferta per una maratona, come non voglio confondere una gara con l’altra. Per me ogni maratona è preziosa e unica. Quando incontri i colleghi maratoneti, ci si scambia esperienze, opinioni o aneddoti delle maratone che forse abbiamo corso insieme senza esserci conosciuti prima.
Dico “forse”, perché sono in tanti che le maratone le ripetono da 10 a 20 volte, perciò non si ricordano più in quali anni le abbiano corse.
La mia filosofia, invece, mi aiuta a ricordare. Ad esempio, per citare alcune delle mie esperienze, per me esiste solo una Milano, quella del 2005 quando, dopo la neve del giorno prima, una nebbia fitta ha avvolto Assago e gli automobilisti infuriati ci hanno reso la giornata molto pesante. Oppure una Firenze nel 2006 con un sole estivo caldissimo. Ed una Custoza, l’ultima edizione del 2011.
Con l’aiuto dei miei colleghi maratoneti che mi avvertono ogni qual volta trovano una nuova maratona, riesco a fare almeno una prima edizione all’anno: sono già riuscito a correrne più di 50. Capita che la prima edizione di una gara sia alle volte la prima ma anche l’ultima. In ogni gara si nascondono delle sorprese, sia positive che negative, fanno parte dei miei ricordi che non vorrei mai perdere. All’inizio sembrava complicato esplorare posti nuovi, luoghi sconosciuti, ora non vorrei mai perdere l’occasione di poter conoscere altre culture, tradizioni e paesaggi, perché è questo che rende le mie maratone così speciali. Da un paio di anni scatto anche le foto durante la gara. Gli anni passano anche per me, le prestazioni non sono più come all’inizio, però la voglia di correre il meglio possibile persiste. Tutte le maratone che ho iniziato le ho anche terminate.
Per tanti supermaratoneti la cifra delle maratone corse è molto importante, il numero per me è invece relativo, conta l’avventura, le cose sconosciute. Fino a quando la mia salute lo permetterà, fino a quando avrò l’interesse e la curiosità al mio fianco, la mia strada proseguirà. Col tempo la mia area di gareggiamento si è allargata nel resto d’Europa e ultimamente anche nel resto del Mondo. Mi sono trovato a gareggiare in posti straordinari e stupendi come ad esempio le gallerie di Amburgo, le miniere di Sondershausen, il carcere di Darmstadt, una palestra indoor di Senftenberg da 196 giri, uno stabilimento con uffici a due piani da 55 giri a Norimberga. Ho corso di notte, sulla neve e sulla sabbia. Ormai l’Europa l’ho percorsa tutta.
Anche le grandi città mi attirano sempre, New York, Berlino, Tokyo, Londra. Parigi, Madrid, San Paolo, Città del Capo, Dubai, Mumbai, Buenos Aires, Montevideo per citarne alcune. Eppure sento sempre l’obbligo e anche la voglia di tornare a correre in Italia, sempre se le forze maggiori e minori lo permettono. Viaggiando all’estero è anche successo di essere stato vittima di cancellazioni di voli o di gare poco prima della maratona, e la cosa non mi ha fatto per niente piacere. Per me conta molto il luogo dove vado a gareggiare, dover cercare improvvisamente un’alternativa non mi piace, tanto meno quando si organizza qualcosa frettolosamente a scopo di trovare a tutti i costi una sostituzione.
Non intendo ora aprire il discorso sulle maratone regolari o non regolari, dei tanti abusi che purtroppo si sono fatte qui in Italia e all’estero. Rimane da sperare che coloro che intendono organizzare una maratona lo facciano in maniera degna.
Che idea posso trasmettere a colleghi maratoneti? Fate ogni tanto qualcosa di nuovo, uscite dalla solita routine. Che vi importa se avete corso la 23esima volta a Venezia, Firenze o Roma? Non vi chiedo di correre a Betlemme dietro il muro, a Beirut sotto la protezione dei carri armati, a Tunisi, a Città del Messico dove esiste la più alta criminalità del mondo, o a Bangkok dove non si riesce a respirare. Però andate a San Pietroburgo, a Valencia, ad Atene, a Stoccolma o a Edimburgo per esempio.
In questo senso vi auguro buone corse.
Clicca qui per l’elenco maratone di Hartmann Stampfer a tutto il 2016
[Per chi vuole saperne di più ecco il bel sito di Hatmann. Cliccando sul seguente link http://www.stampfer.org/it/statistiche potete trovare notizie particolareggiate sulle sue maratone, tabelle, foto, statistiche e tanto altro ancora. NdR]
[Le foto pubblicate nel corpo del testo sono di Mario Liccardi, le prime 2 scattate alla maratona delle Cattedrali 2014, le altre al lago d’Orta 2016. Tutte le altre sono di Hartmann. NdR].

Treviso 2006

Barcellona (Spagna) 2007

Maratona nella miniera (Germania) 2007

Berlino (Germania) 2008

Freiburg (Germania) 2008

Hastings (Inghilterra) 2008

Valencia (Spagna) 2008, con Francesco Capecci

New York (USA) 2009

San Pietroburgo (Russia) 2009

Ricky Marathon, Sarentino (BZ) 2009

Waldniel (Germania) 2009, con Francesco Capecci, Silvana Tosolini e Mario Liccardi

Maratona del Presidente (Forlì) 2010, con Giusppe Togni

Maratona del Presidente (Forlì) 2010, mentre pianta l’olivo a ricordo di Sergio Tampieri

Ultramaratona del Tricolore, Reggio Emilia 2011, in gruppo con 11 soci del Club Super Marathon Italia, fra cui nonno Beppe

Maratona da 200 giri in palestra (Germania) 2012

Lamone (Russi) 2012, con Gianfranco Gozzi. Scudetto delle 200 maratone/ultra
Passatore 2012, con Ferdinando Gambelli

The Wayve, Zurigo (Svizzera) 2012 – 111 km

Wachau (Austria) 2012

Alzheimer 2014

L’Avana (Cuba) 2014

Luxor (Egitto) 2015

Betlemme (Israele) 2015

Città del Capo (Sudafrica) 2015

Mumbai (India) 2016

Montevideo (Uruguay) 2016

Maratona del Molise (Campobasso) 2016, con un gruppo di SuperMaratoneti

Lago d’Orta 2016


