La 24 Ore di Torino parla piemontese: sotto la pioggia vincono Giancarlo Racca e Simona Oggero

TORINO – Dominio casalingo per il Club Super Marathon Italia che fa incetta di titoli
regionali in una chiusura resa epica dal ritorno della pioggia.
L’edizione 2026 della 24 Ore di Torino si conferma una questione tutta piemontese, non
solo per il territorio che la ospita, ma per i nomi che hanno scritto il finale di questa
edizione al Parco Ruffini. 
A vincere la sfida più dura sono stati infatti Giancarlo Racca e Simona Oggero, entrambi
portacolori del Club Super Marathon Italia, la società organizzatrice che oltre al successo
assoluto ha festeggiato, per rimanere in tema,  una vera “pioggia” di titoli regionali FIDAL
nelle varie categorie.
La Cronaca della gara: La giornata era iniziata sotto i migliori auspici, con un meteo
ideale che ha accompagnato le prime distanze. Nei 10 km si sono imposti Giovanni
Hassan Aden Shoble (Polisportiva Bairese) in 40’57” ed Elisabetta Ferrero (C.C.R.
Sport Alpini Trofarello) in 43’05”. A seguire, la 8 Ore ha visto le vittorie di Gualtiero
Falco (ASD Giannone Running) con 85,258 km e di Manuela Suella (ASD Running
Club Torremaggiore) con 69,909 km, che ha così bissato il successo della
scorsa edizione, mentre nella 100 km la prima a tagliare il traguardo è stata Elisa Tosi
(U.S. Carisolo) in 9h 55’03”, seguita dal primo degli uomini, Fabio Spanti (Ass. Sport.
Dilettant. Dribbling) in 12h 33’59”.
Ma è nella 24 Ore che si è consumato il duello più emozionante, una sfida tutta interna
alla nostra regione. Per gran parte della prova, la gara sembrava saldamente nelle mani
del favorito della vigilia, il piemontese Pietro Custodi (Caddese). Custodi ha condotto in
testa con autorità fino alle tre del mattino, arrivando ad accumulare un vantaggio
importante di ben 5 giri (oltre 5 chilometri) su Giancarlo Racca.
Proprio nel cuore della notte, però, la situazione si è ribaltata: Racca ha iniziato una
progressione inarrestabile che lo ha portato prima al sorpasso e poi a scavare il solco
definitivo. Il finale è stato reso ancora più eroico dalle condizioni meteo: dalle quattro del
mattino, infatti, Giove Pluvio ha deciso di ricordare a tutti la sua forza, scaricando una
pioggia battente sul percorso. Gli atleti, incuranti del diluvio e della stanchezza, hanno
continuato imperterriti fino alle 10 di domenica mattina, quando Giancarlo Racca (Club
Super Marathon Italia) ha suggellato la sua vittoria con 185,159 km percorsi. Tra le
donne, la vittoria è andata alla compagna di squadra Simona Oggero (Club Super
Marathon Italia), profeta in patria visto che è proprio Torino la città che le ha dato i natali,
capace di gestire al meglio le insidie del finale chiudendo con 159,942 km.
In questa giornata incredibile per i colori rosso e blu della bandiera piemontese, sul podio
maschile anche il secondo Pietro Custodi (Caddese) 175,270 Km e il terzo classificato
, Angelo Cappuccio (Atletica Santhià) 161,091 Km, sono piemontesi, mentre tra le
donne, ad intaccare l’egemonia regionale, il secondo posto è andato alla veneta Romina

Moro (A.S.D. Atletica San Biagio) 141,820 Km, che ha sopravanzato la terza
classificata Albarosa Fiore (Podistica Torino) 131,890 Km.
Tra gli oltre 250 atleti al via di sabato mattina, non possiamo non celebrare l’impresa di
due atleti “speciali”. Mauro Tommasi (US Dolomitica), che ha percorso 126,809
chilometri sulla sua carrozzina avanzando spingendola con una sola mano: chapeau. Ma
quello che ha dell’incredibile è l’impresa di Salvatore Cutaia (Antropos), che ha
polverizzato il Guinness World Record sulla distanza, per atleti con protesi LA 2 (amputati
sotto il ginocchio) detronizzando l’inglese Jon Hilton che deteneva il primato con 61,15
km dal settembre 2022. I suoi 140,587 Km non solo gli valgono il nuovo Guinnes ma gli
hanno consegnato la quarta posizione assoluta tra gli uomini.
Tangibile la soddisfazione del patron della società organizzatrice, Paolo Francesco
Gino, che ha commentato al termine delle premiazioni: “Vedere i nostri atleti vincere la
gara che organizziamo è un’emozione indescrivibile. La pioggia di stamattina ha solo reso
più epico il loro sforzo. Con il successo di questa manifestazione, Torino si conferma
capitale mondiale dell’endurance.”
Un successo dunque che parla piemontese e che premia la resilienza di un gruppo capace
di vincere e convincere anche quando il meteo prova a rovinare la festa.

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