La 6 ore dei Templari – Banzi (PZ)

Nella bellissima piazza addormentata, dove domani partirà la nostra corsa, si sentono ancora la presenze dei Cavalieri, forse se ne sono andati prima dell’alba.

Ma che ci facevano i Templari a Banzi ?

Storia ufficiale  

la storiografia ufficiale afferma che l’Ordine dei Cavalieri Templari è stato fondato in Francia, nel 1118, dal nobile Hugues de Payns.

La prima notizia di un insediamento di Cavalieri Templari nella città di Foggia risale alla seconda metà del XII secolo. Durante il pontificato di Celestino III, dopo la morte di Guglielmo II (1189), iniziò un periodo di forte instabilità politica del quale l’Ordine Templare ne approfittò, appropriandosi illecitamente di alcune terre intorno a Foggia. Salendo anche nell’interno, i Cavalieri Templari continuarono ad essere presenti a Foggia con una propria fondazione, i cui beni si estendevano sino a Salpi e Siponto, dal monastero di San Leonardo di Valle Voloria alla chiesa di Santa Maria presso Lama Ciprandi etc. Pensate che, quando intorno alla metà del XIII secolo il patrimonio della dei Cavalieri Templari della zona venne sequestrato da Federico II, era costituito da 88 casili, 2 domus, 1 pecia, 12 terrae, 1 terricella, 8 vinee ed 1 vineale. Tali proprietà rendevano alla Curia Imperiale almeno 13,40 once, equivalenti a circa 358 grammi di oro.

foto 2Storia non ufficiale (ma molto amata)

Tutto questo sopra riportato potrebbe essere un falso storico!

Il Professor Mario Moiraghi, docente universitario ed esperto di storia medioevale, in maniera rocambolesca quanto convincente, dimostrerebbe che i Templari abbiano avuto origine in Italia, fondati da Hugo de Paganis o Ugo dei Pagani, nativo di Forenza in Basilicata.

La tesi del Moiraghi sarebbe avvalorata da documenti inconfutabili e resi noti in un suo libro “L’italiano che fondò i Templari”. Incredibile la popolarità di questa tesi. Addirittura, esiste su Facebook il gruppo: ”Sosteniamo la tesi di Moiraghi. Sostieni anche tu la tesi in base alla quale i Cavalieri Templari ebbero origine in Italia e non in Francia”.

Affascinanti sono anche delle recenti scoperte archeologiche. Durante i lavori di ristrutturazione, che recentemente hanno interessato la Chiesa Madre “San Nicola di Bari” di Pietragalla, sono venuti alla luce due splendide croci scolpite con abile maestria su pietra, che forniscono un impatto visivo suggestivo e, nello stesso tempo, stimolano una certa curiosità verso chi le osserva. Le croci, poste sulla facciata laterale della chiesa, richiamano molto la simbologia templare in quanto hanno la caratteristica di essere “patenti” ossia con bracci uguali che si allargano all’esterno e, nello stesso tempo, inscrivibili in un cerchio. La presenza di questi simboli in un sito, di certo, non è condizione sufficiente per dimostrare l’influenza o addirittura il passaggio dei Templari, tuttavia c’è da rimarcare come negli ultimi tempi la Basilicata sia al centro dell’attenzione di storici e studiosi, i quali hanno riscontrato in chiese e monumenti dell’altobradano e, in particolare a Forenza, Acerenza, Genzano, Banzi, Vaglio di Basilicata, elementi significativi che dimostrerebbero tale presenza. Non è nemmeno da escludere che la Basilicata sia stata sede strategica e luogo di ristoro morale e spirituale per le truppe partecipanti alla Prima Crociata nel 1095, promossa Papa Urbano II di Cluny, che per sei anni soggiornò nella nostra cittadina lucana di Banzi, e alla sesta, nel 1227, quando l’Arcivescovo della Cattedrale di Acerenza, Padre Andrea, collaborò con Federico II per l’organizzazione della spedizione.

foto 3“Non a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome la gloria”. Questo il motto dei Templari e la nostra piccola Gloria è stato correre la 6 ore dei Templari. Ci hanno accolto come se facessimo parte di un rito antico. Una buona pasta e via. Si comincia a correre lungo la Piazza. La piazza è il centro di Banzi, e tutti gli abitanti si riuniscono qui per parlare e discutere, e anche per distrarsi nei bar. I bambini gironzolare intorno alle fontane, urlando per il divertimento. Come al solito, anziani che parlano seduti sulle panchine. Incredibile come ad ogni giro di circa 2 chilometri, la gente cresca fino a che negli ultimi giri impedisca quasi il passaggio. 

Dalla piazza, si ammira l’edificio del monastero Bantino, luogo che si può visitare. Questo convento è un luogo molto antico ma bello per la sua grandezza, attualmente senza alcun frate. Qui vivevano i frati di Banzi, che in quel tempo rappresentavano il centro di potere di tutta la zona limitrofa, e a cui tutti facevano riferimento.

Si corre dietro l’asilo, tra gli scavi archeologici, dove son stati trovati resti delle case romane e un altare degli aruspici.  Si sfiora la Ripa di Carnevale, una famosa fontana cantata anche da Orazio Flacco. Peccato non avere allungato il giro un po’ in campagna seguendo la stradine e i boschi, dove dicono che si possono ammirare le numerosissime grotte di Banzi, alcune immense, altre piccolissime e pieni di mistero.

Sei ore passano in fretta . Tra dieci ore 500 km a nord ci aspetta Barchi…e la Colle Marathon.

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