La 6 ore di Curinga (CZ) – 02/08/2014

foto 2Chissà perché ad ogni ascesa alla parte alta, pensavo al grande Lucio, forse perché le piccole case non mostravano la fine del “muro”. Salire, salire sino all’udir di voci, al ristoro, retaggio di antiche voci di bambini, donne. Retaggio di una scomparsa quotidianità di rumori di telai, fabbri, falegnami, vociare di comari, profumi di mosti, oli, erbe, conserve. L’animo sgombro dall’ansia, dalla fretta, il solo salire camminando, affollava il percorso, riandando a giovani innamorati, intense serenate e tante altre cose. Ecco, la mente raffigurante il grande Lucio!

Storia frammista a leggenda, che accomuna, Curinga agli innumerevoli paesi, borghi sparsi nel nostro meridione, segmento finale di tesori, che rendono incomparabile l’Italia. Il piacere, alla sesta edizione, di conoscere i due monumenti di straordinario interesse naturalistico: il grandioso pioppo nero, con i rami a protezione della chiesetta della Madonna del Soccorso, arrivando da Acconia. Ad est, dopo un breve sentiero sterrato un maestoso platano orientale, ai piedi del Sant’Elia Vecchio. Entrambi giganti, i più grandi della specie in Italia.

Scusate… dimenticavo la gara ! Circa 3.600 metri, in valore assoluto, paragonabili al Tour de France. Convinto del riferimento, dopo sei edizioni portate a termine. Disseminati da calore umano, educazione spontanea, di persone anziane, giovani mamme aiutanti i figliuoli a porgere bicchieri d’acqua, oltre ai più svariati generi di ristoro. Panchetti improvvisati, ricolmi. Ristoro principale progressivamente suffragato da liquidi ricostituenti, alimenti solidi di alto contenuto energetico. Un piatto di rigatoni, corroborati da un “sugo” di antica fattura, miscela di profumi secolari. Pranzo serale, anzi notturno, protrattosi, quasi, sino all’aurora.

Qualche tensione, purtroppo palese, alla conclusione delle sei ore. Provo a vedere il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, con spirito analitico, non salomonico.

foto 3Premesso che: rimostranze, critiche, reazioni, non devono superare i limiti di equilibrio, sobrietà, maniera. Il buon Giovambattista Malacari, per me giustamente, ha ritenuto, come sempre, dare un’impronta genuina, familiare alla gara, allargando ai più: riconoscimenti, premiazioni, sempre in un contesto di legittimazione, merito agli aventi diritto. Forse qualche prolungata reazione dei partecipanti, alquanto violenta, poteva essere evitata, considerato l’evidente materialità degli errori di classifica virtuale.

Comunque, bravo Giovambattista, arrivederci, spero, al prossimo anno.

Infine, risultato tecnico eccellente: 7 atleti hanno superato 70 km su 83 classificati. Il nostro Club, rappresentato da 14 soci nelle 6 ore e maratona, tra cui corre l’obbligo menzionare colonne portanti quali: Angela Gargano, Mario Ferri, Mario Liccardi, Michele Rizzitelli.

Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)

Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)

foto 4

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