La prima edizione 2012, fu affrontata al buio dagli atleti, essenzialmente per rispetto ed amicizia verso Felice. Sono tornati convinti, certi del positivo impatto con l’organizzazione e dell’accoglienza della cittadinanza di Lavello, nota sin dall’antichità, dall’epoca della civiltà daunia. Con i suoi attuali circa 14 mila abitanti, ha sacrificato oltre 250 anime nei conflitti mondiali del secolo scorso, puntualmente elencati ai lati del monumento, attiguo la chiesa matrice.
Tornando alla gara, un plauso particolare al cronista Roberto Paoletti, che, pur in precarie condizioni fisiche, ha condotto con acume, professionalità, varietà di temi la sei ore, senza pause, alleviando non poco la fatica agli atleti.
Da menzionare Michele Rizzitelli e, ancora, Faleo, che, pur concludendo la gara ben oltre i 42 Km, hanno intervallato numerose soste, sia in pista che sul palco, per lo scatto di foto (Rizzitelli) e premiazioni (Faleo) degli atleti della mezza e della maratona. Un elastico fisico/mentale non da tutti!
Il giorno dopo, domenica mattina, noto un manifesto funebre con la foto di una stupenda giovine signora. Era di Lavello, morta di parto all’ospedale di Melfi. Notizia di stampa, TG nazionali della scorsa settimana. Con mestizia, sono riandato all’immensa umanità di Totò: “‘A morte ‘o ssaje ched’è ?…… è una livella”.
Si muore ancora di parto, lasciando moglie e due figli. Pazienza!
Un caro abbraccio a tutti.



