Avevo studiato il percorso più volte, letto le recensioni di chi aveva già corso questa gara negli anni precedenti, conoscevo l’altimetria perfettamente e sapevo che se avessi superato la metà gara, da lì in poi sarebbe stato un supplizio……
120 atleti, rigorosamente distanziati e con la mascherina da indossare per i primi 500 metri, sulla linea di partenza a Bronte, la città del pistacchio. La gara parte subito in salita. Nel vero senso della parola: 4 km di salita, non impegnativa ma continua. Terminata, un tratto pianeggiante e poi continui saliscendi sino al 31°km dove è posto il primo check point e dove giungo con 90’ di anticipo. In questo tratto di percorso vengo colto da un paio di crisi di sonno. Approfittando della compagnia di una ragazza peruviana, nei tratti di rettilineo cerco di corricchiare facendo dei micro sonni di un paio di minuti. E’ la prima volta che mi succede e credo che abbia avuto i suoi effetti positivi. Provata anche questa esperienza…..
Il sonno svanisce completamente con le prime luci dell’alba. Il sole che all’orizzonte si alza sempre di più dando all’acqua del mare colori incredibili.
Arrivo così al secondo check point, al 50° km, sempre con 90’ di anticipo ed ancora in ottime condizioni. Cambio indumenti, indosso lo zainetto e riparto per affrontare la lunga salita che mi porterà al Rifugio Sapienza a 1980 metri di altitudine. Dal 55° al 73° km: 18 km (dei quali i primi 3 con una pendenza sino al 15%) interminabili, duri, molto duri, completamente camminati. Poco meno di 4 ore per percorrere questo tratto tra panorami mozzafiato, la vegetazione che man mano che salivi diventava sempre più arida sino a giungere in vetta circondato da un paesaggio lunare. Il tutto sotto un sole bollente, un breve ma intenso acquazzone a pochi km. dalla vetta, vento freddo. Ma l’arrivo in quota, semplicemente uno spettacolo!
Quasi 3/4 di gara portati a termine e incredibilmente mi sentivo ancora bene. Sapevo poi che gli ultimi 25k erano quasi tutti in discesa e psicologicamente la cosa mi aveva dato una carica ancora più forte. Ma scendendo di quota, non avevo fatto i conti con il caldo. Sentivo il calore dell’asfalto salire e i piedi cominciavano ad essere bollenti con le prime vesciche in agguato. La discesa piacevole ma a tratti impegnativa causa la pendenza e dopo 75k percorsi non era stato semplice. Però i km da percorrere erano sempre meno…..
Ancora due salite, brevi ma impegnative e sotto il sole cocente, prima di arrivare all’ultimo check point all’ 88° km. Il vantaggio è aumentato: 2 ore……
Questi ultimi 13 km, benchè quasi tutti in leggera discesa, sapevo che non erano semplici da percorrere. E infatti…..
I primi 7 km su un tratto considerato trail: terreno molto sconnesso, completamente sterrato con tanta ghiaia e pietre laviche ad ostacolare la leggera discesa e gli ultimi 6 su pavimentazione liscia lastricata dove dovevi fare molta attenzione a non inciampare. Il caldo insopportabile, un paio di vesciche ormai erano scoppiate, il carburante era terminato e a fatica, camminando gli ultimi 3 km, sono entrato in paese dove dopo un chilometro tagliavo il traguardo in 16h 39’, 56° classificato e 2° di categoria.
Sentire di nuovo il tuo nome pronunciato dallo speaker all’arrivo, tagliare un traguardo, indossare la medaglia (vera) al collo: emozione, soddisfazione, lacrime di gioia…….
Avevo dimenticato tutto questo !!!





