Alle ore 8,30 del 4/11/2007, a Marina di Acconia, i francesi, una sessantina giunti in pullman, sopravanzavano in numero gli italiani. L’onore italico era affidato ai componenti del Violetta Club di Lamezia Terme, orgoglio del Presidente Francesco Cerra e del Segretario Pasquale Piricò, nonché ai supermaratoneti Vito Piero Ancora, Massimo Faleo, Daniele Menichini, Michele Rizzitelli ed Angela Gargano, i quali ultimi si sono ben riguardati di spiegare ai gallici il significato della scritta incisa sulle loro tute: Disfida di Barletta.
Al via, gli atleti avevano alle spalle il vasto arenile ed il mare, davanti una fitta pineta in cui a fatica s’inoltrava la strada. In questo gradevole scenario naturale s’inserivano i colori smaglianti dei ciclisti e delle cicliste. Il sole rendeva ancor più splendente la natura, le persone e le cose. Ogni ciclista s‘è preso in consegna un concorrente: l’ha seguito passo passo, incoraggiato, alimentato, e l’ha lasciato soltanto quando è giunto sulle rive del “greco mar”. Tre sono stati i ristori fissi, in compenso macchine e ciclisti facevano in continuazione la spola per soddisfare i bisogni dei concorrenti. Tutti i 57 km. del percorso erano tappezzati da una segnaletica che non ammetteva errori, e controllato era lo scarso traffico automobilistico. Nelle mie precedenti 373 maratone – ultramaratone mai m’era capitato d’essere così seguito, protetto, coccolato.
Scalpita Amic Claudine nei primi chilometri pianeggianti, perché la sua natura la porta ad attaccare. Per 18 km. Salvatore Perri riesce a tenerla a freno, ma quando comincia la prima salita che porta ai 400 m.s.l.m. di Maida, approfitta di un attimo di distrazione del suo guardiano, e se ne va. Giunge a Jacurso, poi a Cortale, e sale fino ai 500 m.s.l.m. di Girifalco (38 km.). Le energie cominciano a venirle meno, ma ormai la gara è fatta. Scende ai 400 m.s.l.m. di Borgia (42 km.), e spinta dalla pendenza raggiunge il mare in 5:42:09, conservando un buon margine di vantaggio su Angela Gargano, Katerina Fiorino e Violetta Piricò.
Venticinque sono stati i classificati maschili, regolati da Antonio Guzzo in 4:06:25. Daniele Menichini è giunto secondo in 4:13:41, né si poteva pretendere di più da chi lavora il sabato, prende il treno di notte facendo due cambi, e si presenta alle ore cinque del mattino alla partenza.
Completavano la manifestazione 2 staffette femminili, 15 maschili e 2 miste.
Mentre correvo per le strade della Calabria, altri erano impegnati a New York. Mi sentivo più fortunato di loro! Le due volte che ho partecipato a quella maratona ha sempre piovuto. Ricordo la levata antelucana, l’interminabile attesa in una campagna anonima, l’altra lunga attesa in gabbie da carcerati durante la quale chi ti era accanto non riusciva a trattenersi dall’urinare, ed i primi 20 km. percorsi su strade e fra palazzi che non dicevano niente. E spennato economicamente! Queste ed altre cose non le dice chi torna dalla Grande Mela. L’italiano racconta soltanto d’essere stato ininterrottamente applaudito. Povero illuso! La sua bandiera tricolore è stata scambiata per messicana da milioni di quegli emigranti.
Diciamoci la verità. Nella metropoli americana ci vanno i principianti, per poi vantarsi d’esserci stati! Gli intenditori rifuggono la massa e si rifugiano nelle gare meno affollate, come in Calabria, dove ho fatto non un bagno di folla, ma un bagno fra gli aranci, gli ulivi, le querce….nel mare, e di chilometri ne ho corso 57, non 42. E tutto con pochi soldi! Bisogna rendere onore ai francesi che hanno intuito tutto questo ed hanno avuto fiducia negli organizzatori calabresi.
Per la rarità del percorso che coniuga mare e monti, è una gara che può avere un grande futuro se programmata in anticipo, se privilegia gli amatori, se collocata in una data adeguata. Data la marginalità della posizione geografica, deve sforzarsi di offrire il maggior numero possibile di servizi .
Infine, la storia di Salvatore Perri, che ha moglie con origini tedesche e figli con compagne spagnole, dimostra che una sana e programmata emigrazione può rappresentare il tessuto connettivo dell’Europa.
Dimenticavo di dire che Tore sogna d’organizzare una gara ciclistica con partenza dalla Certosa di Francia (la Casa Madre fondata da San Bruno) ed arrivo alla Certosa di Serra San Bruno. Chi ama l’avventura e la cultura, si faccia sotto. Non sono poi tanti 2232 km.


