IL PASSATORE DI VITO CARIGNANI


28 e 29 maggio 1994, mio primo Passatore- 12-37-05 – 267° classificato;
25 e 26 maggio 2024, mio ventunesimo Passatore 18-35-40- cat. M 80 -3° classificato su 4 arrivati di 8 iscritti nella categoria.
Dato di fatto: trascorsi 30 anni. Nel 1994, partenza alle 16 del sabato da Piazza Signoria; sensazione di incoscienza, curiosità, percezione dell’ignoto oltre lo spazio/tempo. Nel’ oggi, alla partenza dal Campanile di Giotto, invece statica assuefazione, quasi inconscia indifferenza all’ evento. Con a spalla lo zainetto della prima maratona di Venezia del 1992, per il ricambio. Borgo San Lorenzo 5 ore e 20 minuti, senza l’ascolto del rombare delle moto sul circuito a ridosso del canalone. Oltre il ponte in periferia, spingo a giungere al solito Casale, con fronte il tubo sgorgante d’ acqua cristallina. Soltanto un pezzetto di gomma appeso al rubinetto bacato per inutilizzo. Panicaglia arrosata dai fievoli raggi del crepuscolo ed ecco Ronta. Mi fermo a piè di lampione in rotonda per il ricambio, gentile aiuto di un addetto al traffico ad innescarmi le luci notturne alle braccia e base dello zainetto a spalla. Gli Hotel Marrani, La Rosa, Tre Fiumi, tutti quattro Stelle ridondanti di luci. Persino le 5 Stelle del Country Resort SpA avviluppato da fantasmagorica piscina. Toscana, non solo arte, storia, costume, bellezze architettoniche. Razzuolo, quasi alla fine di scala che accede sul tetto. Invece ancora 4 km di erta soglia prima della Colla- 913 slm. Barcollo ma non mollo. A destra, a destra grida Uno in divisa. Lo so, a gridare anch’io, ma mi danno fastidio le luci. Vado oltre la Cima con indifferenza, ormai semplice passaggio in 8 ore e 48 primi, quasi “Danza delle Ore” della Gioconda di Amilcare Ponchielli. Discesa verso Casaglia in compagnia di Massimo Faleo e del carissimo “fetusu” Massimiliano Morelli. Ormai 65°, si è a Marradi: Il rosso sulle colline, preludio delle prime luci dell’alba.
Sant’ Adriano, San Cassiano, Strada Casale, tutti Borghi impressi nella memoria. Fognano e il Bar del Lamone, la birra offerta al mio presidente Paolo Gino Francesco alla mia 20 volta. Brisighella, dopo Errano, la sig.ra, ogni anno, posta al portone della Villa con i grossi acini d’uva allo spirito. Ormai andata tra i camini del Cielo con il profumo degli acini. Sempre più caldo nelle restanti due ore. Alle 9,35 di domenica, passate 18 ore e mezzo di andare, inconscio, sconsiderato, incosciente, l’arrivo in Piazza del Popolo di Faenza.
Della mia categoria SM 80, 8 iscritti, 4 arrivati, io 3° di categoria.
1994, Io c’ ero da solo;
2024: 9 salentini.
Buscicchio Gabriele, magnifico 25° assoluto 08.43.33 della “Grecia Salentina”, Calimera dell’amico Cristian Bergamo, presidente. Calimera, mio paese di adozione. Tutti alla maratona della Grecia Salentina del 03- 11- 2024; ne vale la pena, detto da uno che sa.
Eliseo Stefano
Spiri Antonio Carmine
Muscella Giovanni
Greco Giovanni Pasquale
Campilongo Davide
Carignani Vito Vittorio
Re Fernando
Antonucci Rodolfo
Tutti bravi. La più bella Gara del Mondo: è bella, ma che Gara!!!
Il Maestro elementare Margiotta Antonio, avuta notizia del mio 21° Passatore, scrive: colgo l’occasione per riproporre ai futuri Amministratori di attribuire al nostro concittadino il compito di ambasciatore dello sport del nostro Comune per il suo impegno e costanza.
Ritengo che l’appellativo, il riconoscimento di Maestro sia oltremodo rispondente ad Antonio Margiotta per l’efficace conoscenza della propria disciplina, da poterla insegnare, proficuamente, ad altri.
Maestri: Federico Fellini, Laurence Olivier, Charlie Chaplin, Nino Rota, Ennio Morricone. Il Maestro ha talento; per Schopenhauer colpisce un bersaglio difficile da colpire. Il Genio, invece, colpisce ciò che nessuno può vedere.
Corsa, libertà di movimento, di pensiero, di dar sfogo alle emozioni (1994, dopo la Colla, tra il sottostante fluire del Lamone, Le lucciole, la volta celeste costellata d’ astri, mi sentivo più vicino a Dio, in perdurante impulso di pianto).
La corsa nel suo gesto, apparentemente semplice, ma naturale in assoluto, riesce a far esprimere intieramente il proprio essere. Porta ala resistenza della fatica fisica, mentale, sino a quella difficilmente da sopportare, che determina la differenza. Persiste continua costanza della preparazione, pensando alla gara avvenire.
Correre contribuisce al benessere psicofisico, stimola il cervello e mantiene la mente attiva, attivando energia e buonumore.
In sintesi, la corsa provoca una delle droghe naturali del benessere, le endorfine, che diminuiscono il dolore e riducono il cortisolo che è l’ormone dello stress, oltre che favorire il rilassamento.
Nella pratica la corsa: sport dei poveri, vecchia quanto l’umana storia. I primitivi correvano per la caccia o la fuga dai predatori. Ha agevolato l’evoluzione dell’uomo. L’ abilità del correre, uno dei fatti più essenziali nella storia dello sviluppo umano.
Abebe Bikila, scalzo nel 1960 a Roma.
Gli etiopici con 20 km al giorno, scalzi sugli altopiani, per andare a scuola.
Filippide dalla battaglia di Maratona ad Atene, di corsa, per annunciare la vittoria e cadere a terra morto. Anche, soprattutto questo resta della CORSA.
Sin ora mi sono immaginato in incontro/ conferenza medico/scientifica, a far da “cavia” a: cardiologo, specialista in medicina dello sport, ortopedico, igienista, psicologo, andrologo.
In piazza a San Pietro in Lama, ne fui presente ad uno della fattispecie. Ricordo la presenza del dott. Giuseppe Palaia e Pasquale Bruno, tosto terzino della Nazionale e Juventus.
Tanto assimilato in oltre mezzo secolo.
Impegno e costanza, fuor di dubbio da oltre mezzo secolo. Motivazione, gentilmente addotta, dall’ amico Maestro Margiotta Antonio ai futuri amministratori ad attribuirmi il compito di ambasciatore dello sport nel nostro comune.
Ho indagato sulle prerogative necessarie ad adempiere tale funzione. “Allenamento come stile di vita, sana competizione, voglia di migliorarsi continuamente. Emancipazione e lotta contro tutto ciò che degrada l’ambiente vissuto (proprio ieri ho scardinato, a mani nude in allenamento, buste di umido, volgendole a bordo strada. Lo faccio per costume, carattere, impegno assunto con me stesso). Laurea in ambiti giuridici.
Ho tali prerogative. La corsa, sport dei poveri, è servizio. Rifugge riconoscimenti per quanto vali; importante, essenziale la traccia che lasci per servizio, stile, qualità di vita.
Pronto a perseguire tale azione, in compartecipazione, progettazione, attuazione concreta con le altre Realtà. Premetto: assolutamente gratuita, al di là di Delibere formali. Il Volontariato non ostentato ha caratterizzato il mio essere.
Resto a disposizione.


