La corsa: un gioco salutare ed incomparabile

Ma ciò che va evidenziato, è che il beneficio salutare della corsa risiede nella sua dimensione di gioco, di divertimento, il che produce gioia ed altresì prestanza fisica.

Se è facile elencare i benefici fisici della corsa sull’apparato locomotore, sul sistema cardiocircolatorio, sul sistema nervoso, nell’aumento delle difese immunitarie, sul sistema endocrino, sulla percentuale di grasso corporeo, sul sistema respiratorio, a livello articolare-osseo, ecc., altrettanto si può affermare delle innumerevoli qualità di gioco che essa possiede, benché ognuno ne viva caratteristiche diverse da un altro suo “collega”.

Anzitutto, correndo ci si diverte, in quanto si è, per lo più, insieme con altri, con i quali si condivide il gioco, si chiacchiera, si discute, si stabiliscono itinerari di percorso, programmi di allenamento, partecipazione a gare. Si rende partecipi gli altri dei benefici che la corsa apporta al proprio fisico ed alla propria mente, si scambia la battuta anche umoristica.

Assaporando i benefici e la contentezza che la corsa produce, si cercherà di ritagliare, nella propria giornata, il tempo da dedicare alla corsa. Anche chi ha qualche problema, a volte è rattristato e depresso, quando inizia a correre muta in positivo il suo stato d’animo.

foto 2Pure le gare sono occasione di gioco e di divertimento, dove però la tensione accumulata in precedenza, può a volte giocare brutti scherzi, qualche dissapore sulla linea di partenza, dove molti spingono per non rimanere indietro. Ma guardando curiosamente e con divertimento il collega corridore che, prima della gara, si spalma accuratamente la pomata prodigiosa sui punti più delicati della pelle per non avere inconvenienti in gara; oppure quello che indossa diligentemente la sua mutandina; o quello che scimmiotta una corsa sul posto; o quell’altro che spilla il suo pettorale sulla pancia; oppure quello che si esercita in una sorta di stretching, e che per lo più, invece che essere un allungamento è un accorciamento; o quell’altro che, avvertendo il bisogno impellente di defecare, coglie dentro la propria borsa la carta igienica (se non se l’è dimenticata), e si apparta in un luogo solitario (in queste occasioni i bagni sono sempre sovraffollati); o quell’altro che si stringe i lacci delle scarpe riannodandoli a mo’ di pacco regalo, si potrà sorridere e così allentare l’inevitabile tensione accumulatasi.

Le immagini divertenti sono molteplici, sebbene a volte si rida dell’altro, pur essendo noi stessi un po’ ridicoli, come avviene nella vita quotidiana; ci sono tante barzellette sui carabinieri, ma chi le racconta potrebbe essere lui stesso motivo di barzelletta.

Correndo si abbattono tutte le barriere sociali, economiche, religiose, sessuali; si è liberi come gli animali in natura, divertiti, perché si respira un’aria diversa, o meglio si è diversi. Il piacere provocato dalla corsa, l’allegria, la capacità di sopportazione della fatica fisica e mentale che si ottiene, la leggerezza che si acquista, la giovinezza nello spirito che si manifesta, ci consentono di essere più positivi nelle diverse azioni e situazioni della giornata, che divengono meno pressanti, meno incombenti. Correndo si diventa tutti bambini, ci si muove agili ed al trotto ritmato dei cavalli (si ricorda che il verbo intransitivo correre deriva dal lat. currere, da una radice indoeuropea kers, presente nel gallico = carro e nell’antico alto tedesco hros = cavallo), ci si riscopre “bestie”; si percepisce il senso del proprio limite, ci si esercita continuamente, ed anche se non si raggiunge la mèta sperata, comunque ci si migliora, ci si diverte e si sta bene.

foto 3Non è importante correre soli o accompagnati: fondamentale è comunque correre; chi corre non è mai solo, dialoga con la natura e con se stesso.

L’uomo è un essere sociale e stando assieme al suo simile potrà a miglior fine condividere gioie e dolori, e saperli interpretare correttamente.

«Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede» (2Tm 4,7), affermava l’apostolo Paolo al tramonto della sua vita, con parole che ci fanno comprendere come l’esistenza umana sia un pellegrinaggio, una corsa continua verso il cielo.

La partita di calcio dura 90 minuti, tra calci, sgomitate, imprecazioni, fischi del pubblico, offese all’arbitro; il pallone è rotondo ed a volte fa gol chi meno se lo merita, mentre la vita è una corsa continua, che premierà chi ne comprende il significato, produce frutti e realizza obiettivi.

Se avremo battuto o meno il nostro avversario non sarà poi così importante; fondamentale, invece, che la nostra corsa sia compiuta con coscienza, senza cercare la gloria, il successo a tutti i costi, rispettando gli altri, il nostro limite e la natura tutta e magari ridendoci su se, nonostante il nostro impegno, il nostro “amico” ci è passato davanti. Correndo, la nostra vita sarà più lunga ed al contempo avremo aggiunto vita agli anni, divertendoci come bambini.

Quando si torna piccoli, si è grandi!

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