Devono sussistere, naturalmente, limiti perentori nell’esercizio della delega per garantire la pluralità democratica pur con l’esercizio del diritto di rappresentanza, evitando concentrazioni, confluenza di potere, comando arbitrario in pochi soggetti, in precedenza prestabilito. L’esercizio della delega non può inficiare la regolarità del voto in assemblea, per l’elezione degli Organi preposti alla conduzione/gestione dell’associazione. Ovvio, quindi, che il socio presente deve essere destinatario di un solo voto per delega, conferito da socio delegante.
Dopo questa premessa di carattere generale, credo, si evinca l’opportunità per il nostro Club di riconsiderare l’istituto della delega, magari regolamentandola, dopo approfondito esame, da parte del nuovo Consiglio Direttivo. L’ opportunità deriva dai sotto indicati motivi:
1) l’ Italia è geograficamente lunga; notevole distanza chilometrica tra gli estremi. Vero, bene che le assemblee elettive di rinnovo organi avvengono in località del centro, tuttavia sempre lontane da Trieste e/o Palermo ;
2) riduttivo, quindi, abbinare la votazione all’evento agonistico;
3) necessario il raffronto: tra totale dei soci iscritti al Club, aventi diritto al voto, i presenti all’evento sportivo votanti, la percentuale dei votanti rispetto agli iscritti al Club;
4) il numero dei soci propostisi alla candidatura. Se troppo esiguo, non per mancanza di volontà, interesse, ma per i suddetti motivi, si rischia di incorrere, pur nella totale legittimità/ buona fede nella concentrazione, canalizzazione naturale di voti, senza la necessaria rotazione/ diversificazione di candidati eletti.
Ho già scritto all’amico segretario, Mario Liccardi, riguardo l’opportunità della regolamentazione della delega in occasione del rinnovo delle cariche ed in altre circostanze di carattere straordinario.
Trasmetto queste mie considerazioni a tutti i Soci, con comunicato stampa.


