Edimburgo, 29 maggio 2022
di Franco Scarpa
Edimburgo l’altra faccia del Regno Unito ( unito chissà fino a quando) la capitale della Scozia, la sede supplementare della Regina Elisabetta, regina anche di Scozia.
La città di nascita di Davide Hume filosofo del 700 che affrontò la questione del
Metodo della conoscenza scientifica realizzando la “scienza della natura umana”.
Di fronte all’imperante empirismo mise mette sulla necessità di essere scettici ponendosi come un antesignano della filosofia moderna.
La città dei festival, di ogni natura e specie: il notissimo Royal Edinburgh Military Tattoo sulla spianata di fronte al castello Reale, l’International festival di teatro, l’Hogminay, il festival musicale di fine anno, con la festa di Capodano che coinvolge tutta la città, attirando oltre 100.000 persone, il più grande d’Europa. La
Città che annovera il più grande raduno di artisti al mondo: ogni anno si svolgono 15.000 esibizioni. Anche la città che ha dato i natali allo scopritore dell’effetto narcotizzante del cloroformio, dando il via alla chirurgia meno cruenta. E perció non poteva mancare il festival della Maratona l’Edinburgh Marathon Festival) che prevede una 5 km ed una 10 km il sabato, oltre a molteplici partenze da 1 a 5 km per i bambini.
E la domenica arriva la mezza maratona e la Edimburgo marathon. Partenze sfalsate, prima la mezza alle 8 e poi la maratona alle 10.




Percorso con partenza dalla città, tratto di 2 miglia con attraversamento del Royal Mile, gioiello di architettura della città, poi giù in discesa fino al Holyrood Royal Palace. Da qui si esce dalla città fino alla costa del mare del nord, attraversando poi Portobello, Musselburgh (città delle cozze ma anche definita la Honest Town) ed altri paesini lungo la costa del Firth of Forth, estuario sul Mare del Nord. Percorso scorrevole con tanti saliscendi dalle pendenze minime ma, a lungo andare, incisive sulle energie. Giro di boa al miglio 17,5 nel parco della maestosa Gosford House per ritornare a Musselburgh dove l’arrivo è posizionato nell’area sportiva, ampia e ben organizzata. Lungo il percorso tifo assordante e, fuori dai punti di ristoro ben forniti, “ristori”volanti con offerte di caramelle, arance e quegli “energizzanti” che fanno ancora più bene (tifo personalizzato grazie al nome stampato sul pettorale).
Oltre 10.000 runners per la Maratona, maglietta da finisher e bella medaglia che, sul retro, porta inciso “great things never came from comfort zones”. Grandi imprese non scaturiscono dalle comodità. Gli amanti del divano sono avvisati, quelli serve solo dopo per recuperare.
Puó bastare per dire che Edinburgo non ha i numeri delle majors ma ha tutto quello che serve per rendere l’esperienza della visita alla città interessante e la sua maratona da annoverare tra le più belle.
Da non dimenticare la jacked potato, il fish and chips, l’haggis e tante altre cose buone, la vera “confort zone” utile dopo la maratona.





